Muggiò, tensione alla Toncar occupata: lavoratori sul tetto, un ferito

Stanno occupando la fabbrica i 78 lavoratori della Toncar di Muggiò che a fine anno sono stati licenziati in blocco senza preavviso. Lunedì pomeriggio alcuni sono saliti sul tetto, altri hanno cercato di entrare: un 40enne è rimasto ferito.
Muggiò: Toncar
Muggiò: Toncar Cristina Mariani

Stanno occupando la fabbrica i 78 lavoratori della Toncar di Muggiò che a fine anno sono stati licenziati in blocco senza preavviso. Il picchetto è iniziato lunedì della scorsa settimana e si è protratto trasformandosi in occupazione. Nel pomeriggio di lunedì 14 gennaio alcuni operai sono riusciti a salire sul tetto della ditta, aggirando i numerosi carabinieri. Altri invece hanno cercato di entrare e ne è nata una colluttazione con le forze dell’ordine: un lavoratore 40enne è stato soccorso e trasportato in codice verde all’ospedale San Gerardo di Monza. L’obiettivo è di rivendicare il proprio contratto di lavoro.

Un contratto a tempo indeterminato che gli operai hanno perso in seguito dell’ennesimo cambio appalto.
«In dicembre – spiega Alessandro del Si Cobas Milano – la cooperativa One Job senza comunicare nulla, ha rescisso il contratto che aveva in appalto con la Toncar per ristrutturarsi. Di fatto però ha cambiato nome, ma è sempre la stessa, trasformata in srl».
I 78 lavoratori sono rimasti senza lavoro: sono tutti lavoratori immigrati, alcuni sono stati richiamati con la proposta di un contratto a tempo determinato nonostante avessero un contratto a tempo indeterminato. Nel frattempo 37 nuovi lavoratori sono stati assunti a contratto a temine o a chiamata in sostituzione dei precedenti.

«Un messaggio sms prima di Natale – spiegano gli operai fuori dai cancelli dell’azienda – annunciava che era finita la produzione e di non andare al lavoro poi a gennaio si è scoperto che subentrava una nuova società al posto della cooperativa e alcuni hanno ricevuto il messaggino di presentarsi a firmare il nuovo contratto a tempo determinato».


«La società che subentra – spiega Papis del Si Cobas Milano – vuole assumere solo lavoratori non sindacalizzati e propone solo contratti a tempo determinato di 6 mesi(…). Dicono che si tratta di un’altra cooperativa ma di fatto sono sempre le stesse persone che hanno creato un’altra cooperativa, meglio una società srl chiamata Sod».

«Ma dove siamo? – si domandano gli ex dipendenti. Se siamo in Italia dobbiamo fare quello che dice la legge. Non vogliamo di più. Rivogliamo il nostro contratto a tempo indeterminato. Hanno cambiato le carte in tavola e anziché aprire un’altra cooperativa che avrebbe dovuto riassumerci tutti, hanno aperto una srl che non è obbligata ad assumere il personale già in forza all’azienda».


«Una furbata attraverso i cambi di appalto – afferma Papis del SI Cobas – per lasciare a casa i lavoratori anziani che hanno maturato certi diritti e assumere nuovi lavoratori senza tutela». «Tra l’altro la vecchia cooperativa One Job – spiegano gli ex dipendenti – non ha pagato neppure lo stipendio di dicembre né la tredicesima. C’è chi lavora da 4 anni, c’è chi da 11 lavorando mediamente 12 ore al giorno. Spesso a chiamata con un messaggio sms. Nessuno straordinario è mai stato pagato».