Besana in Brianza: patteggiano due infermiere che maltrattavano gli anziani a Brugora
Besana Brianza - I maltrattamenti nella casa di riposo di Brugora

Besana in Brianza: patteggiano due infermiere che maltrattavano gli anziani a Brugora

Patteggiano due infermiere che picchiavano gli anziani nella casa di riposo “Scola” di Brugora a Besana in Brianza. Le indagini erano partite dalle denunce della Fondazioni, gli abusi accertati con video.

Patteggiano le due infermiere maggiormente coinvolte nelle accuse di maltrattamenti ai danni di anziani ricoverati alla casa di riposo “Giuseppina Scola” di Brugora, a Besana in Brianza. Questa l’ipotesi più probabile nel processo davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Monza (udienza prevista ad aprile) che vede imputate altre due persone, un 29enne, la cui posizione è comunque più marginale nel quadro accusatorio, e un’altra operatrice della struttura besanese.

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Secondo quanto emerso, le vittime sono state risarcite e le due donne con le accuse più pesanti avrebbero raggiunto un accordo per il patteggiare una pena finale, con il beneficio della sospensione condizionale. Sempre stando a quanto appreso in questi giorni, l’infermiera più anziana è andata in pensione, mentre l’altra avrebbe in intrapreso un percorso di cure psicologiche, dopo la vicenda scoppiata lo scorso luglio quando cinque assistenti socio sanitarie (una posizione è stata stralciata e archiviata poiché risultata estranea) erano state raggiunte dalla misura del divieto di esercitare la professione, a fronte di una richiesta agli arresti domiciliari formulata dalla procura.

Le indagini erano partite da denuncia presentata un anno prima ai carabinieri di Besana da parte dei responsabili della Fondazione Scola, che in questa vicenda è parte offesa. Alcune informazioni giunte da altri dipendenti riferivano di vessazioni e altre violenze verso alcune anziane, donne dagli 81 ai 99 anni, afflitte da conclamati problemi di disabilità e decadimento senile. Completamente dipendenti dall’assistenza infermieristica. I video, effettuati con telecamere nascoste, avevano dato le conferme a quelle voci.


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