C’è chi sostiene che il consiglio comunale sia il cuore della democrazia locale. Ad Arcore, ormai, assomiglia più a una terapia di gruppo mal riuscita, con punte di reality show e improvvisi momenti di teatro dell’assurdo. La seduta di martedì sera, convocata per certificare la pace ritrovata nella maggioranza dopo settimane di coltelli tra alleati, è finita invece per sembrare la cena di Natale di una famiglia che si odia ma continua a vedersi per interessi immobiliari.
Arcore, salvato il soldato Bono: la nuova maggioranza
La scena madre l’ha regalata Laura Besana. Giacca “rosso comunista”, espressione da maestrina con la penna rossa tipica del libro Cuore. Più che presiedere, sembrava partecipare a una seduta spiritica. Soprattutto sembrava fare enorme fatica a pronunciare il nome dell’“assessore Valeria Di Tullio senza che le si incrinasse la mascella. D’altronde il nodo era tutto lì. Per salvare la maggioranza, la consigliera ribelle è stata promossa in giunta. Una crisi amministrativa risolta come si fa nei tornei di calcetto tra amici. Chi porta il pallone gioca. Di Tullio ha spiegato la scelta parlando di “maggiore condivisione” . Tradotto dal politichese: o mi ascoltate o vi faccio saltare tutto.
Il sindaco Maurizio Bono, invece, ha scelto la linea zen. Sembrava un comandante d’aereo che continua ad annunciare “lievi turbolenze” mentre un motore sta prendendo fuoco. Impassibile, voce calma, discorso istituzionale: “Momento difficile”, “nuova intesa”, “più responsabilità”. Mancava soltanto “siamo una grande famiglia” e il bingo del manuale del perfetto amministratore sarebbe stato completato.
Arcore, salvato il soldato Bono: colpo di scena sul bilancio consuntivo
Poi è arrivato il colpo di scena. Il bilancio consuntivo, cioè il documento più importante della serata, è stato rinviato ancora. Non per una scelta politica alta e drammatica. No. Per un vizio di forma. Una roba burocratica, cavilli, tempistiche. In pratica la maggioranza sopravvive per miracolo ma inciampa sulle fotocopie.
Arcore, salvato il soldato Bono: l’opposizione
L’opposizione, ovviamente, si è tuffata sulla scena come i gabbiani quando vedono le patatine sul lungomare. Simone Sgura del Pd ha sollevato il problema con precisione chirurgica, mentre Luca Monguzzi ha parlato apertamente di “manuale Cencelli 2.0”. Definizione perfetta, perché più che un Consiglio comunale sembrava una partita di Risiko combattuta con le deleghe assessorili.
Arcore, salvato il soldato Bono: e la mozione di sfiducia?
E la mozione di sfiducia al sindaco? Sparita. Rinviata. Rimandata. Praticamente diventata una serie Netflix: annunciata da settimane ma senza data di uscita.
Dopo il ritiro delle firme dei ribelli pentiti, la sfiducia è evaporata come la dignità politica in certe riunioni di maggioranza. A fine serata restavano le facce tirate degli assessori, gli sguardi persi nel vuoto e quella sensazione tipica delle coppie che “danno un’altra possibilità alla relazione” solo perché il mutuo è cointestato.
Ad Arcore la maggioranza non governa: convive. O almeno cerca di farlo. E come tutte le convivenze forzate gra coniugi , litiga anche su chi deve buttare la spazzatura giù in cortile.