Arcore: le deleghe finiscono in frigorifero, politica in scongelamento lento

Il sindaco di Arcore azzera tutto quanto per congelare la crisi ,ma è gelo in maggioranza.
Consiglio comunale Arcore
Consiglio comunale Arcore

Se la politica fosse una cucina, qui saremmo davanti a un caso da manuale. Congelamento rapido, scongelamento incerto e risultato finale ancora tutto da verificare. Il sindaco di Arcore, Maurizio Bono, stretto tra correnti interne, mal di pancia diffusi e ribelli in libera uscita, ha scelto la soluzione più moderna e allo stesso tempo più antica della politica locale: mettere tutto in freezer.

Arcore: le deleghe finiscono in frigorifero, la manovra di Bono

Le deleghe degli assessori, infatti, sono state azzerate in un colpo solo. Non per crisi dichiarata, sia chiaro. Quella sarebbe una definizione troppo netta, quasi scolastica. Qui siamo piuttosto nella più fluida delle situazioni amministrative: la “fase di riflessione attiva”. Tradotto dal politichese contemporaneo: si congela tutto sperando che nel frattempo il problema si dimentichi da solo. La decisione verrà comunicata in queste ore alla maggioranza in una riunione con i consiglieri e sabato 9 maggio alle 17 Maurizio Bono metterà mano all’operazione.

Arcore: le deleghe finiscono in frigorifero, obiettivo sopravvivenza

La scena, a Palazzo, avrebbe anche un certo fascino surreale. Da una parte il sindaco intento a spiegare che si tratta di una scelta “di metodo”, dall’altra gli assessori che scoprono di essere stati messi in stand-by come elettrodomestici lasciati aperti durante una cena di famiglia. Nel mezzo, la maggioranza che prova a far finta di niente mentre controlla ossessivamente il calendario: 24 maggio, data cerchiata in rosso come un frigorifero lasciato aperto troppo a lungo.

Perché il vero obiettivo non è tanto la riorganizzazione della giunta, quanto la sopravvivenza politica fino alle elezioni provinciali. Un esercizio di equilibrio che richiede più nervi saldi che idee politiche. L’ordine del giorno non è più governare, ma arrivare vivi al voto senza che qualcuno stacchi la spina prima del tempo.

Arcore: le deleghe finiscono in frigorifero, i ribelli e i Fratelli

Nel frattempo i cosiddetti ribelli osservano, pesano, trattano. Non hanno fretta, e questo è il problema principale. Perché quando una parte della maggioranza non ha fretta, di solito è l’altra a iniziare a sudare freddo. E infatti il gelo, più che nelle deleghe, sembra ormai diffuso nei corridoi.

Sul fronte opposto, Fratelli d’Italia ha già fatto sapere che il suo assessore non si muove. Travascio resta dov’è, punto. Tradotto in linguaggio politico: il freezer va bene, ma non toccate il nostro scomparto. E così il congelamento, invece di semplificare, aggiunge livelli di complessità degni di un manuale di elettrodomestica istituzionale.

Arcore: le deleghe finiscono in frigorifero, la strategia del tempo

Nel frattempo, tra una riunione e l’altra, si consuma la vera strategia: guadagnare tempo. Perché in politica locale il tempo non è mai neutro. È un alleato solo se lo controlli, un nemico se ti scappa di mano. E qui la sensazione è che stia lentamente scivolando verso il lato del freezer rimasto socchiuso.

Così si procede: deleghe congelate, rapporti tiepidi, fiducia a intermittenza. Tutto in attesa del grande momento della verità, che per ora ha la forma molto concreta di una data sul calendario e di una maggioranza che prova a non sciogliersi prima del previsto.

L'autore

Marco Pirola fu Arturo. Classe 1962, quando l’Inter vinse il suo ottavo scudetto. Giornalista professionista cresciuto a Il Giornale di Montanelli poi approdato su vari lidi di carta e non. Direttore del settimanale L’Esagono prima e di giornali “pirata” poi. Oggi naviga virtualmente nella “tranquillità” (si fa per dire…) dei mari del sud come direttore responsabile de Il Cittadino.