Sulla carta sarebbe dovuto essere un consiglio comunale molto tecnico e poco polemico. E invece Arcore ora rischia di perdere sindaco e amministrazione comunale, battuti al voto dalla stessa maggioranza. Mercoledì 22 aprile, ore 20, si apre il consiglio comunale.
Arcore, shock in consiglio comunale: maggioranza bocciata sulla variazione di bilancio
Dopo le approvazioni dei verbali delle sedute passate si passa alla votazione della variazione al bilancio di previsione 2026/2028. Al momento del voto il display lascia la stessa presidente del consiglio, Laura Besana, a bocca aperta: voti favorevoli 8, voti contrari 9. Ad affossare la maggioranza è il fuoco amico (si fa per dire) dei consiglieri Fabio Varrecchia e Giovanni Timpano, entrambi Fratelli d’Italia e Valeria Di Tullio, della Lega.
Arcore, shock in consiglio comunale: la minoranza scrive a mano una mozione di sfiducia
Immediata la reazione della minoranza che prende carta e penna e scrive a mano una mozione di sfiducia al sindaco Maurizio Bono firmata da tutti i consiglieri di centrosinistra, che viene consegnata alla presidente Besana. Indispensabile una sospensione per valutare la situazione e consultare il Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali. All’articolo 52, comma 2 – spiega Besana – è detto chiaramente che occorre presentare una motivazione alla mozione di sfiducia che però deve anche essere depositata alla segreteria e discussa non prima di dieci giorni e non oltre i trenta.
«Sono solo questioni formali. Noi ripresenteremo la mozione seguendo le regole, ma la realtà è che Arcore non ha più una maggioranza che l’amministra, e la bocciatura della variazione di bilancio lo dimostra. I numeri per governare non ci sono più», commenta il consigliere Simone Sgura.
Arcore, shock in consiglio comunale: i tre franchi tiratori e la reazione della maggioranza
Ai tre franchi tiratori l’assessora Serenella Corbetta chiede conto riguardo le motivazioni di un voto contrario. E lo fanno anche Marcello Renzella, capogruppo di Fratelli d’Italia e Pierluigi Perego, capogruppo della Lega. «Mi dissocio dai due voti contrari espressi dai consiglieri Timpano e Verrecchia, che si assumeranno la responsabilità del loro gesto», ha commentato Renzella.
«Non capisco la decisione della consigliera Di Tullio, dalla quale prendo le distanze», ha aggiunto Perego.
Arcore, shock in consiglio comunale: cosa prevedeva la variazione al bilancio di previsione
I tre scelgono il silenzio. La frattura è ormai definitiva. La seduta riprende dopo una nuova interruzione chiesta dalla presidente Besana. A prendere la parola è Corbetta che annuncia di ritirare i punti successivi all’ordine del giorno: l’approvazione del rendiconto della gestione dell’esercizio finanziario 2025, la variazione del bilancio di previsione e l’approvazione del piano programma 2026 di offerta sociale.
«Ritiro la discussione sulla variazione di bilancio che prevedeva una parte di avanzo di 60.000 euro da destinare alla manutenzione del condominio I Portici per spese straordinarie, la restituzione di 45.000 euro di oneri di urbanizzazione per un cittadino e 200.000 euro per spese sociali. La variazione sarà votata in giunta per consentire anche due importanti interventi: la ristrutturazione della scuola Dante Alighieri e il rifacimento degli spogliatoi del centro sportivo in gestione alla società Casati – ha spiegato evidentemente irritata l’assessora Corbetta – In aula alcuni consiglieri di maggioranza hanno impedito di finanziare questi progetti ma proporrò alla giunta una variazione urgente per portarli a termine».
Arcore, shock in consiglio comunale: le motivazioni dei “traditori” in un comunicato congiunto
I tre consiglieri “traditori” affidano la spiegazione del loro voto contrario al consuntivo e sulla variazione di bilancio a un comunicato congiunto. «Non riteniamo più sostenibile la prosecuzione dell’attuale esperienza amministrativa. Nel corso degli ultimi mesi è emersa con crescente evidenza una gestione accentrata dell’azione amministrativa, accompagnata da un insufficiente coinvolgimento dei consiglieri, che ha progressivamente svuotato il ruolo del consiglio comunale e limitato il contributo politico e istituzionale dei suoi componenti. A ciò si aggiungono difficoltà nella gestione e nella coesione del gruppo di maggioranza, nonché il venir meno di un clima di rispetto e confronto, elementi essenziali per il buon funzionamento dell’azione amministrativa».
I tre consiglieri auspicavano una “fase di svolta” da parte del sindaco Bono che non si è mai attuata e chiedono ora al primo cittadino di ridare la parola ai cittadini. «Riteniamo sia venuto meno il rapporto fiduciario alla base del mandato e chiediamo al sindaco di assumere le conseguenti determinazioni, restituendo la parola ai cittadini. La credibilità delle istituzioni si fonda su partecipazione, rispetto dei ruoli e condivisione delle scelte: condizioni che oggi riteniamo non più garantite. Agli arcoresi non si può chiedere fiducia senza assicurare ascolto, rispetto e reale coinvolgimento. Teniamo a precisare che la scelta di votare contro è di carattere politico e non tecnico».
Arcore, shock in consiglio comunale: giovedì in programma assemblea pubblica a Bernate
Giovedì sera (a meno di cambi di programma) Maurizio Bono sarà a Bernate per incontrare i residenti e discutere del problema dei miasmi e delle puzze che da tempo li tormenta. Ma c’è da credere che l’eco della serata “dei lunghi coltelli” si farà sentire anche tra le puzze del rione.