Movida e vandalismi  a Monza e in tutta la Brianza: l’allarme per ragazzi sempre più violenti
Cesano controlli movida (Foto by Cristina Marzorati)

Movida e vandalismi a Monza e in tutta la Brianza: l’allarme per ragazzi sempre più violenti

Movida o noia. Il fil rouge che lega la Brianza del dopo isolamento sono le bande di ragazzi e ragazzini che imperversano e fanno danni, a Monza e in tutta la provincia.

Movida o noia, eccitazione fuori dalle regole o mancanza di senso civico (e educazione). Il fil rouge che lega la Brianza del dopo isolamento sono le bande di ragazzi e ragazzini che imperversano e fanno danni, a Monza e in tutta la provincia. Le amministrazioni comunali hanno dato un giro di vite alla vendita di alcolici a minori e dopo determinati orari o al consumo in strada, inasprendo le sanzioni. Ma anche questo sembra non bastare.

Monza. L’allarme è dei titolari dei locali nelle zone della movida, le lamentele sono dei residenti. A Monza nelle vie del divertimento in zona Borgo Bergamo tornano i vigilantes perché «la movida sta peggiorando» e sono arrivate anche minacce ai ristoratori.

«Ristoratori e residenti uniti contro i barbari»: l’attacco chiarisce subito i toni della protesta. Lo si trova nel comunicato che è stato inviato nei giorni scorsi da Ristoratori Uniti, Fiepet (Federazione italiana esercenti pubblici e turistici) e Borgo Bergamo: le tre realtà si sono schierate a fianco dei residenti insonni contro la malamovida che, più del solito, ultimamente impazza nel centro storico.

«Siamo contrari all’inciviltà e al disturbo della quiete pubblica: vogliamo contribuire a far ripartire le nostre città. Siamo perfettamente d’accordo con i residenti - chiariscono nella nota stampa - che meritano di vivere nelle loro case in tranquillità».
Perché i disagi che subiscono quanti abitano nelle zone della movida sono gli stessi che devono affrontare i ristoratori, alle prese con ragazzi ubriachi e fuori controllo.

«La situazione è diventata complicata - prosegue Butticè - Non esagero se dico che peggiora di giorno in giorno. Quello che combinano i più giovani è espressione di un forte disagio: per risolvere il problema si devono mettere in campo anche nuovi strumenti sociali. Sicuramente, però, intanto, qualche pattuglia in più e qualche sanzione ai ristoratori che non rispettano le regole non farebbe male».

«I passaggi delle forze dell’ordine ci fanno sempre piacere - commenta Marina Comedini, presidente di Borgo Bergamo - La nostra associazione è al lavoro per rendere sempre più vivibile e decorosa la via. Per questo vediamo con favore l’avvio della Ztl nelle sere dei weekend: posizionare tavoli e offrire sedute garantisce l’ordine e aiuta a mantenere il distanziamento».
La situazione resta (più o meno) sotto controllo fino a quando i locali sono aperti: «I problemi arrivano dopo: quando chiudiamo si riversano nella strada gruppi violenti che avevano già fatto serata nei dintorni, come nei giardini del Nei o in vicolo Lambretto, abusando di alcol e di sostanze. Arrivano con le bottiglie di vino comprate nei supermercati o nei piccoli market avvolte in sacchetti di carta e ci minacciano quando ci rifiutiamo di prestare il cavatappi o di far usare il bagno. Non solo i residenti non sono tranquilli: non lo siamo nemmeno noi - conclude Comedini - a lavorare in queste circostanze».

Ma i ragazzini terribili sono anche nel quartiere Libertà. Questa volta non a causa dell’abuso di alcolici o di sostanze stupefacenti, ma per via di atti vandalici fini a se stessi, apparentemente. Succede in via Gadda, dove al danno, per un residente si aggiunge la beffa.

Monza: l’auto danneggiata in via Gadda

Monza: l’auto danneggiata in via Gadda

Agli inizi di giugno, dai giardini pubblici antistanti a via Gadda un gruppo di ragazzini - «sui tredici, quattordici anni non di più», è la testimonianza - ha preso un pesante pezzo di un gioco divelto e l’ha lanciato nel corsello dei box del condominio dove era parcheggiata un’auto che ha subito oltre 3mila euro di danni.

Denunce, pratiche avviate e frequenti scambi di mail: nonostante tutti gli sforzi messi in campo per individuare, se non un colpevole, almeno un responsabile, nessuno sembra dover pagare per quanto accaduto. Ma, soprattutto, nessuno ha risarcito il monzese (d’azione ormai da oltre trent’anni

Seregno. Nei giorni scorsi il sindaco Alberto Rossi ha dato voce all’emergenza educativa nella movida di Seregno. Anche la Confcommercio locale e la rete d’impresa ViviSeregno guardano con attenzione ed un filo di preoccupazione a quanto avviene in queste settimane nel centro storico di Seregno, con particolare riferimento ai problemi creati dalle scorribande di gruppi di giovani.
«È da un po’ - spiega Dario Nobili, presidente di entrambe le realtà- che stiamo facendo pressione sull’amministrazione comunale, perché si arrivi ad un giro di vite nei controlli e nelle sanzioni. Qualcosa sembra finalmente muoversi e questo lo riteniamo un dato incoraggiante e positivo. Le difficoltà maggiori le registriamo il giovedì sera, il sabato pomeriggio e qualche volta anche la domenica pomeriggio. In primis, derivano dalla maleducazione».

«Oggi il centro della movida seregnese è diventato piazza Roma ed in tanti vi arrivano con ciclomotori e motocicli, che vengono posteggiati all’inizio di corso del popolo in modo disordinato, per utilizzare un eufemismo. Questa circostanza fa sì che venga di fatto impedito o quasi l’accesso a molti esercizi. Purtroppo, quando i negozianti fanno presente la situazione e magari si permettono di sgridare i responsabili, nella migliore delle ipotesi ricevono in cambio un insulto. Qui constato che è cambiato molto in campo educativo rispetto al passato. Anch’io ed i miei amici da giovani qualche marachella l’abbiamo combinata. Ma quando un adulto ce lo faceva notare, battevamo in ritirata. Ora il rischio è invece che il singolo torni all’attacco in forze, con l’ausilio di altri compagni…».

Seregno

Seregno

Su questo specifico aspetto del parcheggio selvaggio di ciclomotori e motocicli, Elisabetta Viganò della Lega ha presentato martedì scorso un’interpellanza in consiglio comunale indirizzata all’amministrazione, che per bocca dell’assessore alla Sicurezza William Viganò ha promesso provvedimenti già nell’immediato.

Lissone. La maxirissa tra bande in piazza Papa Giovanni XXIII è stato l’ultimo episodio a colpire i residenti per la violenza dello scontro ma anche delle parole che i ragazzi si sono rivolti mercoledì notte.
Intanto tre nuove telecamere in piazza Craxi sono la risposta del Comune ai vandalismi perpetrati nel centro della città. Nei giorni scorsi, infatti, ed ancora una volta, si sono registrati danni alle coperture in plastica delle panchine circolari. L’ennesimo sfregio in una zona già in passato finita nel mirino dei vandali.
Regolarmente c’è chi purtroppo sfoga i suoi istinti contro il patrimonio pubblico. Finendo col distruggere gli arredi che in piazza Craxi sono stati acquistati dal Comune anche grazie al supporto di tante associazioni a cominciare da “Noi mamme di Lissone”.
Il comando della Polizia locale ha posizionato tre dispositivi nella zona (due su via Mauri e una su via Lega Lombarda) per tenere monitorata la zona. Le immagini potrebbero - in caso di nuovi danni - contribuire alle indagini dei vigili al fine di dare un’identità ai soggetti si rendono protagonisti di azioni incivili. Sin dalla realizzazione dei nuovi arredi di piazza Craxi, l’area è stata colpita da episodi di imbrattamento, danni alle strutture e abbandono rifiuti. Le tre nuove telecamere in piazza Craxi rientrano nel progetto definitivo delle opere che aveva previsto di sfruttare i fondi messi a disposizione dall’allora decreto Minniti del 2017, che aveva stanziato aiuti economici per sostenere il potenziamento nelle città dei sistemi di controllo del territorio proprio attraverso l’incremento dei cosiddetti “occhi elettronici”. L’’estensione delle telecamere si concretizzerà in dieci nuovi apparecchi collocati in piazza IV Novembre, l’area che comprende i giardinetti pubblici davanti alla biblioteca civica, a pochi passi dal palazzo municipale.

Cesano Maderno. Tre bottiglie di birra, una bottiglia di vodka, una di acqua tonica al limone e un pacchetto di bicchieri di plastica: questo il kit per fare festa il giovedì sera in piazza Facchetti a Cesano Maderno. L’ha sequestrato la polizia locale durante l’ennesimo controllo nell’area del mercato. Dove solitamente il venerdì mattina gli agenti vigilano per prevenire la presenza di venditori abusivi, il giovedì sera tutto cambia e sotto la lente d’ingrandimento finiscono i giovani. Sono centinaia, la maggior non vivono nemmeno a Cesano Maderno. Alcuni di loro sanno che se vengono colti a bere in piazza dal giovedì alla domenica rischiano una multa di 280 euro che sia vodka o Coca-Cola. Così giovedì, quando hanno visto in lontananza i lampeggianti della polizia locale, alcuni hanno pensato bene di allungare il passo e di abbandonare le bottiglie. Altri hanno continuato a bere come se nulla fosse. Al termine del controllo, il bilancio è stato di tre contravvenzioni da 280 euro ciascuna. C’è chi ha cercato di spacciare per acqua quella che era vodka e anche questa settimana non sono mancate le polemiche social: una mamma accusa il Comune di essere troppo severo e di aver costretto la figlia a versare a terra l’acqua della sua bottiglietta. Episodio però non riscontrato alla polizia locale.
Intanto la task-force contro la movida selvaggia sta avendo l’effetto sperato. I continui controlli della polizia locale e dei carabinieri hanno spinto alcuni giovani a non frequentare più il giovedì piazza Facchetti. La speranza è che torni un tranquillo punto di ritrovo per famiglie, motivo per cui era stata progettata con giochi disegnati sull’asfalto come la Dama o similari.

Ed è stato un debutto amaro per il nuovo piazzale realizzato dall’amministrazione comunale davanti alla scuola primaria “Martin Luter King” di via Duca D’Aosta. Primo tassello verso la pedonalizzazione definitiva di un tratto di via Cozzi, compreso tra la King e la secondaria di primo grado “Salvo D’Acquisto”, per i residenti si è trasformato in un incubo.

I candidi gradini con aiuole vengono utilizzati da una compagnia di ragazzi, una ventina e tutti minorenni, come se fossero un campo di calcio. Ogni sera sino a tarda ora le pallonate contro i muri della scuola sono continue e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: l’intonaco della facciata si stacca. I vandalismi poi sono all’ordine del giorno: dal citofono strappato (è rimasto solo un filo elettrico a penzoloni), alla cassetta delle lettere smembrata; una parte è stata addirittura lanciata sulla copertura del portone d’ingresso. Un paio di finestre delle aule nell’interrato sono state prese a sassate, non si sono rotte, ma si è formata un’evidente crepa e infine la ciliegina sulla torta è stata mancare di rispetto a Clara Levi, nata a Cesano Maderno nel 1929, deportata ad Auschwitz e morta nel campo di concentramento di Bergen-Belsen: la targa affissa in suo onore all’ingresso dell’istituto, un’iniziativa del Comune e della scuola, nelle scorse settimane è stata trovata a terra. Ora è custodita all’interno del plesso.

La maleducazione dei ragazzi però non finisce qui. Non basta sfogarsi contro le cose, i ragazzi se la prendono anche con le persone.
Una mamma di passaggio davanti alla piazza, vedendoli intenti a prendere a pallonate mura e portone della scuola, non ha resistito e li ha invitati a rispettare il bene pubblico. La risposta? «Parolacce – ha raccontato la signora – Non si sono fermati qui, hanno avuto anche il coraggio di dirmi: «Stavolta ti è andata bene, vedremo la prossima».

Sta diventando invece un gioco troppo pericoloso la sfida quasi quotidiana di una ventina di ragazzi, nelle lunghe e assolate giornate estive hanno scelto come luogo di svago il posteggio interrato di piazza dell’Amicizia davanti al sagrato della chiesa di Binzago. Il “silos” si sviluppa su tre piani: i primi due sono pubblici, l’ultimo con tanto di box è privato. La salita e la discesa delle auto viene regolamentata da un semaforo, ma i giovani non lo rispettano, si sfidano in bicicletta a chi taglia per primo il traguardo dell’ultimo piano.

Lo scontro con un’automobile in manovra potrebbe avere conseguenze tragiche. Un residente ha deciso di parlare con loro. Il confronto verbale è stato positivo, ma purtroppo le “discese vertiginose” non si sono del tutto fermate, sono state anche trovate bottiglie rotte, auto danneggiate e il cancello principale si chiude a fatica.

(* con la collaborazione di Federica Fenaroli, Paolo Colzani, Alessandra Sala, Elisabetta Pioltelli, Cristina Marzorati)


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