Pgt di Monza, le minoranze bocciano la variante: «Manca equilibrio»

L’obiettivo degli emendamenti presentati dal centrodestra al Piano di governo del territorio di Monza è di "renderlo più equilibrato".
Vista panoramica di Monza
Vista panoramica di Monza Redazione online

«Stiamo lavorando per rendere la variante più equilibrata». Il forzista Pier Franco Maffè ha dichiarato in aula l’obiettivo degli emendamenti presentati dal centrodestra al Piano di governo del territorio di Monza firmato da Marco Lamperti: l’accusa che il documento urbanistico manchi di equilibrio è, del resto, risuonata più volte negli interventi che l’opposizione ha pronunciato durante il dibattito.

Pgt di Monza, le minoranze bocciano la variante: le motivazioni

«È possibile trovare un punto di equilibro tra sviluppo e attenzione all’ambiente – ha commentato in aula l’ex sindaco ed ex presidente della Provincia Dario Allevi è quello che abbiamo fatto nel 2013 con il piano di coordinamento provinciale con cui abbiamo tutelato le aree verdi e agricole» incassando l’astensione della minoranza.
«Su questi temi – ha aggiunto – non accettiamo lezioni perché più di altri abbiamo sempre cercato di coniugare lo sviluppo e gli interessi economici con l’ambiente». La mancanza di sostenibilità economica introdotta dalla variante, ha pronosticato, renderà l’elenco degli ambiti di trasformazione «un libro dei sogni in quanto gli investitori scapperanno».

«Nel Pgt – ha incalzato Paolo Piffer di Civicamente – non c’è un piano per il recupero dell’edilizia pubblica dismessa».
«L’elemento più disturbante – ha attaccato Martina Sassoli di Noi Moderati – è l’introduzione dell’obbligo di realizzare edilizia convenzionata anche negli interventi sotto i mille metri quadri: è un obbligo ideologico, respingente» nei confronti degli operatori. «Mi sarei aspettato una sorta di piano casa per Monza – ha ragionato il leghista Simone Villa così come un lavoro maggiore attorno alle fermate della metropolitana, mentre l’amministrazione ha ignorato le dinamiche» che l’arrivo della M5 potrebbe innescare, richiamando «funzioni innovative» nelle vicinanze delle stazioni.

Pgt di Monza, le minoranze bocciano la variante: la maggioranza

Il democratico Michele Erba ha respinto la lettura del centrodestra secondo cui la variante rappresenterebbe «una cesura radicale» rispetto al Pgt Scanagatti. «Il piano – ha spiegato – non è composto solo da tavole, ma vive nella declinazione delle regole» che sono state cambiate dalla variante Sassoli: per questo il documento «del 2017 non coincide con quello vigente».
«La variante – ha proseguito – nasce perché la città è cambiata. Noi rafforziamo il ruolo pubblico nelle trasformazioni e affrontiamo il problema della casa».
«Il piano del 2017 non va più bene per la città di oggi – ha replicato Lamperti alle critiche – dieci anni fa, ad esempio, il problema dell’abitare riguardava solo le fasce sociali più basse mentre oggi tanti monzesi vengono espulsi» dai prezzi troppo elevati. Per contenere le fughe la maggioranza tenta di «sottrarre una fetta delle residenze alle dinamiche del mercato» tramite la convenzionata. «Abbiamo previsto più spazi verdi sia perché lo chiedono i cittadini sia per combattere la sfida del cambiamento climatico – ha concluso Lamperti – non abbiamo fatto tagli lineari e chi valorizzerà l’insediamento di servizi potrà ottenere un leggero aumento delle volumetrie».