Un video girato all’interno dell’Oasi di san Gerardino racconta con i volti di volontari, donatori, beneficiari cosa sia il lavoro della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza. “Ho trovato lo spazio che cercavo” – racconta un giovane inserito in uno dei tanti progetti finanziati da Fondazione. Tra i volontari e i donatori le parole chiave sono “lavorare insieme fa la differenza” e “ogni fragilità è accolta con passione”.

Monza: rete e spazi per i 25 anni della Fondazione di Comunità MB, i dialoghi e l’immagine di Joe Palla
Diverse storie raccolte per i venticinque anni dalla nascita della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza raccontate, mercoledì sera allo Sporting in un pomeriggio che ha riunito sul palco molti dei protagonisti di questa storia.
L’immagine simbolo di questo traguardo è stata realizzata dallo street artist monzese Joe Palla: tante impronte diverse per colore e forma che si incontrano in un giardino verde. Perché ognuno di quei passi racconta una storia ed è dall’incontro che nasce il futuro.
“Dialoghi sulla filantropia di comunità. Sguardi, storie e prospettive” il tema del pomeriggio che ha visto i saluti istituzionali del sindaco e del presidente della Provincia, quindi un dialogo tra il presidente della Fondazione Giuseppe Fontana con Giovanni Azzone, presidente di Fondazione Cariplo e Fabrizio Serra, vicepresidente di Assifero. Sono loro ad aver tracciato la storia della nascita delle Fondazioni di Comunità.
«C’erano due strade da percorrere – ha spiegato Azzone– una che vedeva un ruolo centrale di Fondazione Cariplo con uffici territoriali e un’altra, votata a larga maggioranza, che ha portato alla nascita di Fondazioni del territorio. È stata una scelta vincente perché le Fondazioni di Comunità sono più vicine ai bisogni, conoscono le priorità, sono complementari a Fondazione Cariplo e hanno una maggior capacità di attirare risorse dal territorio».

Monza: rete e spazi per i 25 anni della Fondazione di Comunità MB, i numeri
A Monza la Fondazione nasce il 18 dicembre 2000, il primo Consiglio di Amministrazione si insedia nel gennaio 2001, c’è subito la pubblicazione del primo bando e il primo fondo creato da Assoindustria Monza e Brianza.
C’è subito una sfida importante da vincere perché Fondazione Cariplo chiede al territorio di raccogliere 5,2 milioni di euro in dieci anni ed è pronta a triplicare la somma in caso di obiettivo raggiunto.
Il risultato è raggiunto e festeggiato, nel 2010, in Villa Reale. Il resto della storia è nei numeri presentati dal segretario generale Marta Petenzi: 41 milioni erogati, 3700 progetti sostenuti, 90 Fondi attivi, 8700 donatori coinvolti, 293.300 beneficiari finali. Quest’anno, per la prima volta, il bando di Fondazione Cariplo “Emblematici maggiori” da 5 milioni di euro (oltre a 3 stanziati dalla Regione) interessa la provincia di Monza e Brianza e il consiglio di amministrazione è già pronto ad accogliere e selezionare i progetti presentati dalle tante realtà del territorio che, in questi anni, hanno imparato a fare rete.
Monza: i 25 anni della Fondazione di Comunità MB, le tre reti al centro
Ecco perché tre reti che si sono costituite in questi anni sono state al centro del racconto: la Rete TikiTaka per lo sviluppo delle autonomie delle persone con disabilità coordinata da Giovanni Vergani, la rete Generazione Senior per la promozione dell’invecchiamento attivo raccontata da Alessandra Crippa di Meridiana, infine, la rete CEM per il contrasto alla povertà educativa presentata da Simona Ravizza, direttrice dell’impresa sociale “Il Carro” che guarda al mondo dei giovani i cui bisogni sono al centro di moltissimi progetti per contrastare l’emergenza educativa.
Monza: rete e spazi per i 25 anni della Fondazione di Comunità MB, luoghi e infrastrutture sociali
Quale sarà il futuro delle fondazioni di Comunità nei prossimi venticinque anni lo hanno immaginato Elena Granata, docente di Urbanistica al Politecnico di Milano e autrice del volume “La città è di tutti” e Paolo Venturi, presidente di AICOON Research Center.
«Le Fondazioni non hanno più solo un ruolo distributivo – ha detto Granata – ma devono sapere rigenerare la base della comunità, in grado di innescare progetti e relazioni. I territori più ricchi- ha concluso- non sono quelli con il PIL più alto, ma quelli che non lasciano indietro nessuno».
Da urbanista ha ricordato come gli ultimi due secoli di filantropia abbiano permesso alle nostre città di avere luoghi pubblici meravigliosi che si stanno perdendo: ospedali, biblioteche, piscine comunali, case garantite per tutti. «Oggi questo modello culturale è in crisi e dobbiamo prestare attenzione ai meccanismi di esclusione».
Di infrastrutture sociali ha parlato Venturi: «La sfida delle Fondazioni di Comunità oggi è la costruzione di infrastrutture sociali, vere comunità educanti, perché il diritto all’abitare è di tutti, il diritto alla cultura è trasversale. Le Fondazioni devono cambiare le regole ed essere l’elemento in grado di assicurare a questo Paese di continuare ad essere Paese».