Non piace al coordinamento dei comitati e delle associazioni ambientalisti di Monza la variante al piano dell’ex Feltrificio Scotti approvata dal consiglio comunale di Monza nelle scorse settimane. Anzi, chiedono direttamente di “revocare in autotutela la deliberazione o di sottoporre a una Vas” (Valutazione di impatti ambientale, ndr) la attuale modifica del piano, in variante al Pgt vigente, “ricorrendone tutti i presupposti e le forti criticità ambientali rilevate già nel 2019“.
Per gli ambientalisti, che hanno presentato osservazioni alla variante, “un aspetto cruciale dell’intervento risulta essere il nuovo carico urbanistico che sarà generato da quelle diverse funzioni. Basti pensare che sono previsti 186 box interrati per nuove auto che necessariamente si riverseranno sulla via Scarlatti (con 2 ingressi carrai del Pii), strada a fondo cieco, che si immette necessariamente sulla via Donizetti, strada a senso unico, con intersezione semaforizzata su viale Cesare Battisti”.
Monza, ex Feltrificio Scotti: l’impatto viabilistico del progetto
Insomma, come per i residenti, è rilevante l’aspetto dell’impatto viabilistico. Non per niente comitati e associazioni sottolineano che “al di là degli studi sul traffico allegati al Pii adottato, qualsiasi cittadino che transiti quotidianamente (o casualmente) nelle ore di punta del mattino su via Donizetti verso via Volta e il centro cittadino, si trova imbottigliato da lunghe code. Infatti, nella parte inziale di via Volta (strada pure a senso unico) si trova il collegio Villoresi San Giuseppe con le relative scuole“. E aggiungono: come noto, gli utenti di quell’Istituto scolastico, non potendo parcheggiare in via Volta, si fermano in via Donizetti”.
Stando alle osservazioni “qualora le nuove e aggiornate relazioni sul traffico dimostrino che il nuovo carico urbanistico del Pii provocherà forti congestioni da traffico all’intersezione tra le vie Scarlatti e Donizetti, si chiede che venga realizzata, a cura e spese dell’operatore, un collegamento viario a senso unico a una sola corsia in uscita da via Scarlatti verso via Boito (2 corsie verso nord e, dopo la rotatoria, 2 corsie verso tutte le altre direzioni). Peraltro tale tipo di collegamento viario, con pista ciclabile, è previsto nel Piano dei servizi del Pgt vigente. Si chiede altresì che tale occupazione di suolo di quella strada in aree attualmente libere venga compensato in zona e comunque nel quartiere Cazzaniga”.
Monza, ex Feltrificio Scotti: i numeri delle aree che saranno pubbliche
Non è tutto. I conti del coordinamento dicono che “le aree a standard reperite in loco dal Pii in oggetto assommano a mq. 5.338,00 risultando così inferiori alla dotazione di standard dovuta per legge che è di mq. 12.940,47. La residua quota di aree a standard dovute vengono invece monetizzate ed è dunque pari a mq. 7.602,47 (mq. 12.940,47 – mq. 5.338,00), per un controvalore economico di monetizzazione pari a euro 984.519,87 (mq. 7.602,47 x 129,50 Euro/mq.); pertanto si chiede che tutte le aree da cedere a standard per servizi vengano reperite in loco (entro il perimetro del Pii) oppure nelle immediate vicinanze, a cura e spese dell’operatore del nuovo Pii. Il Comune e i cittadini hanno bisogno di nuove aree verdi, nuovi servizi e nuovi parcheggi (oggi gravemente carenti), come è noto a tutti“, in un quartiere dove peraltro negli scorsi anni sono comparsi cartelli anonimi di protesta contro le edificazioni nella zona.
Monza, ex Feltrificio Scotti: la scuola di musica e il centro civico
L’articolo 8 della convenzione dice, ricorda il coordinamento: la Fondazione de Ponti si impegna a destinare l’edificio di proprietà privata identificato nell’allegata Tavola D2 con la lettera B (ex Casa delle Aste) a “Scuola di musica” e/o alle altre destinazioni consentite in zona F4 (attrezzature pubbliche di interesse pubblico o generale). Come noto, il Centro civico del quartiere San Biagio Cazzaniga è l’unico, sui dieci esistenti, che è da sempre in affittanza. “L’area dell’ex Feltrificio Scotti risulta essere baricentrica rispetto a quei due quartieri. Nel 2014 era stato deciso dalla giunta di inserire tale opera nell’ex cinema Maestoso, ma poi nel 2018, la successiva giunta, modificando quel piano attuativo, pensò di eliminare quella previsione, ritenuta poco compatibile con gli usi di quell’immobile (ipermercato). Così il centro civico San Biagio – Cazzaniga rimane da anni in affittanza da privato con una sala pubblica interrata e con un esiguo spazio per la consulta“.
Monza, ex Feltrificio Scotti: la scuola di musica e il centro civico
E allora i conti, dal momento che – ricordano i comitati e le associazioni – nella delibera si stabilisce “di destinare euro 3.500.000,00 delle somme versate dal soggetto attuatore a infrastrutture in ambito culturale quali la riqualificazione del Teatro Manzoni e del Binario 7 e per la realizzazione nuovo Teatro della Musica“, ma apparentemente finora i fondi finiscono a Manzoni e Binario 7, rimandando a un futuro non meglio definito l’auditorium, “considerato che tale affermazione risulta molto generica e le disponibilità economiche del PII; visto che il centro civico del quartiere San Biagio – Cazzaniga si trova da sempre in spazi precari e in affittanza, unico sui dieci esistenti; considerato che l’area dell’ex Feltrificio Scotti risulta essere baricentrica rispetto a quei due quartieri; si chiede di prevedere la sede di quel centro civico in uno degli immobili del Pii adottato, modificando in tal senso tutti gli elaborati del piano attuativo, con possibili economie per il Comune“.