Il teatro della musica non scompare dalle mappe di Monza: sarà costruito, anche se il cantiere non aprirà subito. Lo ha precisato lunedì al consiglio comunale l’assessore all’Urbanistica Marco Lamperti rispondendo all’allarme lanciato la scorsa settimana dagli esponenti del centrodestra durante il dibattito per l’adozione della variante al piano attuativo dell’ex Feltrificio Scotti da cui scompare l’auditorium, come peraltro immaginato dalla giunta Allevi, sostituito da una piazza aperta al pubblico.
Monza: teatro della musica all’ex Colombo, eliminato dal piano dell’ex Feltrificio Scotti
La struttura dovrebbe, invece, migrare nel parco che sarà attrezzato dall’operatore che sta recuperando la ex Colombo di piazzale Virgilio.
L’opposizione ha contestato duramente la decisione della maggioranza di centrosinistra di destinare alla manutenzione del Manzoni e del Binario 7 una parte dei fondi che saranno versati dal privato per la costruzione del nuovo teatro.
«Nel 2023 abbiamo confermato con una delibera di indirizzo la volontà di realizzare l’opera all’ex Colombo – ha provato a rassicurare l’aula Lamperti – lo scorso dicembre l’abbiamo inserita nel piano triennale dei lavori pubblici: ora, però, abbiamo messo in pausa la progettazione perché dobbiamo capire cosa fare» vale a dire come reperire le risorse necessarie a completarla dato che i 4.300.000 euro che saranno versati dall’operatore, calcolati nel 2015, non saranno sufficienti a causa dei pesanti rincari subiti dai materiali dopo il 2022. I fondi, ha aggiunto, potrebbero essere individuati nel giro di qualche mese. L’orientamento è stato confermato dal sindaco Paolo Pilotto: «Dobbiamo riflettere sulla gestione dell’auditorium» e, ha spiegato, analizzare le caratteristiche e le dimensioni che garantiscano «un punto di equilibrio».
Monza: teatro della musica all’ex Colombo, i dubbi della minoranza
Nell’attesa, ha commentato il forzista Pier Franco Maffè, l’edificio «rischia di essere un’altra opera incompiuta, come il sottopasso Esselunga di viale Stucchi» mai avviato nonostante il Comune abbia incassato dalla società 8.500.000 euro.
«Oggi votiamo la cancellazione del teatro dal Feltrificio senza avere la certezza che sarà realizzato altrove – ha incalzato Marco Monguzzi di Fratelli d’Italia – affermate che sarà costruito in futuro, ma tra il dire e il mare c’è di mezzo il mare».
Martina Sassoli di Noi Moderati ha accusato Lamperti di disfare, come Penelope, la tela tessuta da chi l’ha preceduto. La variante, al termine di un acceso dibattito, ha incassato 18 voti a favore, 8 astensioni da parte del centrodestra e il no di Paolo Piffer.