Indici volumetrici, altezze degli immobili, sostenibilità degli interventi, quote riservate all’edilizia convenzionata: i consiglieri comunali, perlopiù di minoranza, intervenuti in aula nelle ultime sedute nel dibattito sul Piano di governo del territorio si sono concentrati sugli aspetti tecnici della variante illustrata dall’assessore all’Urbanistica Marco Lamperti. Nelle intenzioni dell’amministrazione l’adozione del documento dovrebbe avvenire entro la fine del mese di luglio, mentre c’è stato tempo fino a sabato a mezzogiorno per la presentazione degli emendamenti.
Pgt di Monza al dibattito politico e alla battaglia emendamenti, il settore produttivo e economico
Il nuovo piano, ha ipotizzato Marco Monguzzi di Fratelli d’Italia, potrebbe suscitare numerosi ricorsi in quanto non indicherebbe in maniera chiara i casi in cui i fabbricati produttivi non potranno essere trasformati in residenziali. La conversione, ha precisato Lamperti, non sarà concessa nelle «zone strategiche con vocazione artigianale o industriale» mentre sarà consentita per le piccole attività all’interno del tessuto abitato che dovessero chiudere.
«Stiamo cercando di proteggere la città dall’espulsione del settore produttivo ed economico – ha commentato l’assessore – in quanto è la manifattura che produce ricchezza».
Ha, quindi, fatto autocritica rispetto al piano approvato dal centrosinistra nel 2017 che ha favorito l’apertura di parecchi supermercati. Più di un esponente di minoranza ha accusato l’amministrazione di non aver recepito nella variante il percorso della metropolitana né di aver ragionato sulla pianificazione delle aree vicine alle fermate.
Pgt di Monza al dibattito politico e alla battaglia emendamenti, i nodi per la metropolitana
«Abbiamo inserito specifici ambiti di trasformazione in corrispondenza delle stazioni – ha replicato l’assessore – Bettola da area periferica al confine tra due province è destinata a diventare un punto strategico in quanto lì si incroceranno le linee 1 e 5».
Attenzioni particolari, ha aggiunto, sono state riservate ai nodi di viale Campania, di via Marsala, della stazione e del polo istituzionale.
Pgt di Monza al dibattito politico e alla battaglia emendamenti, il nodo datacenter
Lorenzo Spedo di LabMonza ha puntato l’accento sulla possibile costruzione di un datacenter alle ex cave Rocca.
«La legge regionale – ha chiarito l’amministratore – dà la possibilità di aprirli in tutte le aree produttive. Noi puntiamo a consentire la loro collocazione in luoghi con determinate caratteristiche in quanto il confine tra l’utile e il dannoso spesso è sottile». L’amministrazione ha individuato l’ex cava, che ospita un cementificio, per evitare che qualche imprenditore possa adocchiare siti destinati alla produzione su cui potrebbero, invece, insediarsi aziende che potrebbero creare posti di lavoro.