Pedemontana: i debiti volano a 1,18 miliardi, Corte dei conti critica

La Corte dei conti snocciola i dati dei bilanci di Pedemontana in perdita e i rischi per la Regione Lombardia.
Pedemontana Pac Man
Pedemontana Pac Man

Sebbene si sia perfettamente consapevoli del fatto che il conto economico di una concessionaria in fase di costruzione non fotografa tutta la redditività futura, tuttavia non emerge certamente dai dati acquisiti che la società sia in grado di generare, almeno nel medio periodo, liquidità sufficiente a rimborsare quasi un miliardo di finanziamenti bancari, a remunerare i soci e a sostenere il costo necessario al completamento dell’opera“. Quell’opera è l’autostrada Pedemontana e a mettere in dubbio la possibilità che la Regione Lombardia, che detiene quasi tutte le quote della società che la gestisce (Apl), dopo avere molto, molto ampiamente finanziato il progetto, farà fatica a rientrare di quanto speso (in soldi pubblici).

Le parole sono quelle dei giudici della Corte dei conti, messe nero su bianco nel giudizio di parifica dei bilanci regionali, cioè la verifica della credibilità dei conti stessi. A fare la parte del leone, anche quest’anno, è proprio il caso Pedemontana. La magistratura contabile ricorda che la Regione, “a seguito dell’aumento di capitale versato nel 2025, detiene una partecipazione diretta in Autostrada Pedemontana Lombarda (Apl) Spa del 77,95%. La restante quota, pari al 22,05%, è detenuta da Milano Serravalle – Milano Tangenziali Spa: quest’ultima è controllata al 100% da FNM Spa, società di cui la Regione Lombardia detiene il 57,57%. Complessivamente, quindi, la quota detenuta dalla Regione (in via diretta e indiretta) è pari al 90,64% del capitale sociale“.

Pedemontana: tutti i prestiti della Regione e le perdite

Insomma: Apl è quasi integralmente una partecipata regionale, che ha ottenuto dal Pirellone un primo prestito subordinato in conto soci per 800 milioni, un distinto prestito subordinato in conto soci per altri 175 milioni e un aumento di capitale di 431 milioni. “A fronte di ciò, nell’anno 2025 la Regione ha erogato a favore di Apl Spa l’importo complessivo di 343 milioni. Le perdite d’esercizio 2025, cumulate con le perdite degli esercizi precedenti, raggiungono l’importo di 101,1 milioni”.

Tutto questo si traduce nel fatto che il Fondo perdite società partecipate è salito a 56,21 milioni, per il 93% riferito proprio ad Autostrada Pedemontana Lombarda Spa, in aumento di 4,10 milioni rispetto al 2024. Le garanzie concesse dalla Regione, prevalentemente alle partecipate, ammontano a 719,46 milioni – si legge sempre nelle carte del giudizio – oltre al pegno sulle azioni di Apl per oltre 771 milioni. Su un aumento di capitale complessivo di 431 milioni a favore di Apl, nel 2025 sono stati utilizzati 278 milioni di Danc, cioè il Debito autorizzato non contratto con cui il Pirellone finanzia le opere pubbliche.

Pedemontana: l’autostrada va avanti solo con soldi pubblici

“Permane una situazione caratterizzata da una significativa esposizione finanziaria pubblica e da una forte dipendenza dell’iniziativa dal sostegno regionale – aggiungono i giudici – che, di fatto, trasforma progressivamente la funzione economica del prestito subordinato regionale, il quale, pur conservando sul piano giuridico la natura di credito, tende ad assumere, nella sostanza economica, caratteristiche sempre più prossime a quelle di un apporto patrimoniale destinato a sostenere stabilmente l’iniziativa infrastrutturale, il cui equilibrio finanziario dipende ancora in misura significativa dal completamento dell’opera, dall’effettiva crescita dei flussi di traffico e dal rispetto delle assunzioni del Piano economico finanziario” dell’autostrada.

Per essere un progetto in cui la componente di rischio dovrebbe essere fuori dai conti regionali, osserva la magistratura, di fatto di qualunque problema economico finanziario si dovrà fare ancora carico il settore pubblico. D’altra parte la restituzione del primo prestito da 800mila euro sarebbe dovuto avvenire entro il 2032 ed è stato spostato al 2045, e quindi “che “lo stesso legislatore regionale ha preso atto del venir meno delle condizioni economico-finanziarie poste a base del precedente piano di rimborso, riconoscendo che lo stesso non era sostenibile per Apl, il che è “un indice abbastanza evidente di deterioramento del profilo di recuperabilità” delle somme investite.

Pedemontana: tutti i rischi del rimborso al Pirellone

Non è tutto: secondo gli accordi la “possibilità effettiva di rimborso dipende da una lunga catena di eventi futuri, quali il completamento dell’opera, il rispetto del cronoprogramma, la realizzazione dei flussi di traffico previsti, l’integrale rimborso dei finanziatori senior e, dunque, la permanenza dell’equilibrio finanziario del Pef fino al 2045“. E se qualcosa non va, i soldi non rientrano, senza contare che nel frattempo possano anche crescere i costi di costruzione: la promessa è che le risorse arrivino attraverso i pedaggiamenti, ma siamo sicuri che saranno quelli previsti?

Peraltro Apl nel 2025 ha debiti totali per 1,18 miliardi di euro e debiti verso il sistema bancario pari a circa 837 milioni, “che confermano il permanere di una leva finanziaria particolarmente elevata: proprio la leva finanziaria continuerà a rappresentare uno dei principali fattori di rischio dell’operazione fino al completamento dell’infrastruttura. Infatti, lasciare Apl priva delle risorse necessarie significherebbe compromettere la realizzazione di un’infrastruttura strategica, il ritorno di centinaia di milioni già investiti e, nondimeno, i rapporti con il sistema bancario“. Insomma: se la Regione vuole sperare di avere i soldi indietro, non potrà che metterci altri soldi, laddove necessario, complicando il quadro complessivo.

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