Passati 50 anni dall’incidente dell’Icmesa, agli ambientalisti non basta ricordare i fatti di cinquant’anni fa. Vogliono certezze, vogliono futuro. Dopo mezzo secolo è Legambiente a tracciare il bilancio delle politiche ambientali sul territorio.
Anniversario Icmesa, l’allarme di Legambiente: 50 anni dopo grave in inquinamento e degrado urbanistico
«Il disastro causato dall’Icmesa è stato anche l’inizio di una primavera ambientale in Italia e in Europa, alimentata da società civile e movimenti – ricorda Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Cinquanta anni dopo il disastro nell’impianto chimico, la Brianza continua ad essere un’area di grave inquinamento e degrado urbanistico: il Bosco delle Querce di Seveso, creato sulle aree bonificate, sarà sfregiato per fare posto ad un’autostrada che nessuno vuole, l’aria è inquinata, il Seveso e i suoi affluenti restano malati e cementificati».
Anniversario Icmesa, l’allarme di Legambiente: impiegare i prossimi 50 anni nella cura del territorio
L’associazione unisce storia e presente per fare memoria degli eventi analizzando l’attualità. «Abbiamo impegnato 50 anni ad elaborare e riparare il danno dell’industria chimica nel nostro territorio», spiega Maurizio Zilio, presidente del circolo Legambiente Laura Conti di Seveso.
«Quello che chiediamo ai politici che il 10 luglio si riuniscono a celebrare la ricorrenza è che i prossimi cinquanta anni siano impiegati nella cura del territorio, togliendo il Bosco delle Querce dal suo isolamento, estendendo la rete dei parchi regionali e restituendo al bacino del fiume Seveso quello spazio che per decenni ci siamo affannati a sottrargli fino a trasformarlo in un pericoloso generatore di alluvioni».
Anniversario Icmesa, l’allarme di Legambiente: i punti critici. E Pedemontana
Gli ambientalisti citano tre punti critici: la qualità dell’aria, la qualità delle acque e il consumo di suolo, Pedemontana. «La situazione più critica è quella legata alla continua cementificazione: all’interno della provincia più costruita d’Italia, il Bosco delle Querce rappresenta una vera e propria isola verde, oltre a custodire la memoria dell’evento. La storia dolorosa e travagliata di quest’area boschiva non è però bastata a consolidarne la difesa dall’ultimo disastro all’orizzonte: i cantieri della Pedemontana me stanno per sbancare 20mila metri quadrati, abbattendo più di 3mila tra alberi e arbusti».