Anniversario Icmesa, il lavoro dei giornalisti: «Un uomo con lo scafandro ci disse di bruciare i vestiti»

10 luglio, anniversario dell'incidente all'Icmesa: un'altra testimonianza personale su quanto accaduto in quel mese di luglio 1976 a Seveso.
L’Icmesa di Seveso
L’Icmesa di Seveso

«Il primo contatto con quella vicenda risale al 17 luglio 1976 allorquando, nel mio ruolo di corrispondente del quotidiano cattolico ‘L’Italia” con il collega-maestro Mario Galimberti de Il Giorno ho deciso di effettuare una visita alla “fabbrica dei profumi”.  A tal proposito Galimberti mi aveva già segnalato telefonicamente su quanto stava accadendo in quella zona essendo in quei giorni in vacanza, con la mia famiglia, a Miramare di Rimini». Chi ricorda è Franco Cantù, sevesino e decano dei giornalisti sportivi brianzoli.

Anniversario Icmesa, il lavoro dei giornalisti: il sopralluogo del 17 luglio 1976

«Ci siamo accordati che, al mio rientro a casa – continua – avremmo fatto una ispezione a Seveso nella zona dove era attiva la Icmesa e che Galimberti peraltro aveva già individuato. Per cui sabato 17 luglio 1976 attorno alle ore 10 ci siamo recati a Seveso. Non appena parcheggiato la macchina all’esterno dell’azienda, ci siamo meravigliati di non trovare alcuna persona a presidiare un ingresso dove addirittura i cancelli della fabbrica erano aperti. Lascio immaginare il nostro stupore: abbiamo avuto la percezione che tutti fossero fuggiti.  Per quale motivo? Siamo entrati nell’area e abbiamo fatto un ampio giro all’interno della stessa per verificare di persona, come era nello stile del Galimba, cosa era successo. Ricordo di esser rimasti all’interno dello stabilimento per diverso tempo sino a quando e non so da dove, è sbucata una persona che indossava lo scafandro, utilizzato per le immersioni in acqua, per cui era irriconoscibile: dopo averci chiesto il motivo per cui eravamo all’interno della fabbrica, ci ha invitati ad uscire e, soprattutto, appena rientrati a casa, di bruciare tutti gli indumenti che indossavamo».

Anniversario Icmesa, il lavoro dei giornalisti: il quartetto della Brianza

«Figuriamoci: per il Galimba quello era un bell’invito a proseguir nelle indagini cosa che ha fatto puntualmente e con acume per tanti anni. Sulla sua scia si sono inseriti giornalisti autorevoli, scienziati e soprattutto tanti politici.
Una premessa importante: per alcune settimane a seguire la vicenda erano operativi quattro giornalisti: oltre a Mario Galimberti, Luigi Losa, Giacomo Citterio e il sottoscritto ciascuno a rappresentare le rispettive testate
».

Seveso copertina La tragedia della diossina
Seveso copertina La tragedia della diossina

«Poi la vicenda Icmesa piano piano è deflagrata sino a diventare evento di portata mondiale. In proposito rammento di essere intervenuto, quale relatore, in un convegno scientifico internazionale svoltosi a Riva del Garda nel quale ho presentato le statistiche raccolte attraverso costanti e proficui contatti con i sanitari operativi nell’Ospedale di Desio».

Anniversario Icmesa, il lavoro dei giornalisti: la pubblicazione autofinanziata

«A proposito delle pubblicazioni firmate da importanti giornalisti che hanno goduto di significativi sostegni, aggiungo che il “quartetto” Galimberti, Losa, Citterio, Cantù e altri componenti del Gruppo Giornalisti Brianza – in primo piano Franco Cajani e il compianto Piero Vismara per le immagini – con la partecipazione dello scultore e pittore Elvio Becheroni oltre al determinante sostegno di Piergiorgio Riva (Edizioni GR di Besana Brianza) hanno dato alle stampa, finanziando di “tasca propria” la pubblicazione dal titolo: “Seveso la tragedia della diossina”».

L'autore

Decano dell’informazione sportiva brianzola, giornalista pubblicista iscritto all’Albo dal 1976. Appassionato di calcio, impegnato nella diffusione di sport dai più considerati “secondari” (ginnastica artistica/ritmica, tiro con l’arco, ski-roll, sci di fondo, nuoto sincronizzato etc.).