Nuovo strascico della dolosa vicenda del delitto di Cristian Sebastiano, il 42enne di San Rocco ucciso a coltellate il 29 novembre 2020 in via Fiume da due ragazzini di 14 e 15 anni. I genitori dei baby killer non avrebbero “vigilato” né “impartito un’educazione formativa” che insegnasse loro “a non tenere condotte illecite”. Sono stati quindi condannati a risarcire 130mila euro ciascuno ai genitori della vittima. Così è stato deciso dal Tribunale civile di Monza. Il giudice ha riconosciuto ai genitori di Cristian Sebastiano il danno “da perdita parentale”.
Monza, delitto di San Rocco: i genitori dei baby killer condannati a risarcire, la vicenda
La sentenza è arrivata due anni dopo quella penale ai danni dei due ragazzi, oggi di 20 e 21 anni, condannati con sentenza definitiva a 12 anni, 10 mesi e 20 giorni di reclusione nel processo con il rito abbreviato.
L’aggressione a Sebastiano, a colpi di coltello, avvenne sotto i portici delle case popolari del quartiere per rubargli alcune dosi di cocaina che aveva in tasca. I genitori dei due ragazzi, attraverso i loro legali, hanno cercato invano di puntare sulla mancanza di capacità di intendere e di volere dei minori in quanto avrebbero commesso il delitto “sotto l’uso di più sostanze psicotrope” che avrebbero “usato quotidianamente”.
Monza, delitto di San Rocco: i genitori dei baby killer condannati a risarcire, non hanno dato “un’educazione formativa ai figli”
Quelli del 15enne avrebbero detto di avergli assicurato tutti i supporti per evitare che frequentasse brutte compagnie e smettesse di usare droghe. Di parere contrario la giudice, che ha invece ritenuto che i due minori fossero stati lasciati “praticamente soli di fronte alle provocazioni dell’ambiente circostante, in relazione al quale si sono trovati indifesi”.
Il Tribunale ha ritenuto che i genitori “non avrebbero impedito il verificarsi del fatto illecito vigilando sui figli” e non avrebbero impartito loro “un’educazione formativa che insegni ai figli a non tenere condotte illecite sempre, in loro presenza ed anche quando non sono controllati direttamente dai genitori”. Il richiamo è all’articolo 2048 del codice civile che disciplina proprio la responsabilità dei genitori, che rispondono civilmente dei fatti illeciti dei minori ”liberandosi solo provando di non aver potuto impedire il fatto (culpa in vigilando/educando)”.