La Nazionale dei Giovi tra Cesano Maderno e Seveso: «Davvero brutta e pericolosa»
Nazionale dei Giovi, una strada vietata ai pedoni e con tante brutture

La Nazionale dei Giovi tra Cesano Maderno e Seveso: «Davvero brutta e pericolosa»

Parola di Marzio Marzorati, presidente dall’Agenzia Innova 21 per lo sviluppo sostenibile. L’ha percorsa a piedi e ha scelto di lanciare un appello per una maggiore attenzione da parte di tutti. «Tutto scivola nell’orribile e banale paesaggio urbano. Camminare lungo i bordi stradali è così sconfortante. Ridiamo identità a questi spazi».

Nel rispetto delle restrizioni Covid-19, che impongono spostamenti solo nel comune di residenza, molti cittadini hanno colto l’occasione per riscoprire a piedi il proprio territorio. Lo ha fatto anche Marzio Marzorati, presidente dall’Agenzia Innova 21 per lo sviluppo sostenibile; il paesaggio per lui non è semplicemente uno sfondo. Così l’uscita per fare un po’ di movimento, è diventata l’occasione per chiedere la rinascita delle aree di confine. La Nazionale dei Giovi ad esempio, dai più chiamata Comasina, nel tratto a cavallo tra Cesano Maderno e Seveso è una vera e propria bruttura. Marzorati vive a Seveso, non lontano dal passaggio a livello di via Como, la Nazionale in questi giorni di pandemia per lui è un boulevard al pari di un lungolago, peccato che il panorama non sia lo stesso. «Più che altro è davvero una strada impossibile per pedoni e biciclette, brutta, senza estetica urbana, piena di impedimenti e barriere, ricca di rifiuti e abbandoni – scrive in un lungo post su facebook-. É possibile che lo sviluppo delle auto abbia prodotto un degrado così profondo? Nessuno se ne accorge! Tutto scivola nell’orribile e banale paesaggio urbano. Camminare a piedi lungo i bordi stradali è così sconfortante».

Lungo la Comasina anche auto in sosta sui marciapiedi

Lungo la Comasina anche auto in sosta sui marciapiedi
(Foto by Cristina Marzorati)

Contattato in merito, Marzorati ha sottolineato anche alcuni paradossi: «Dove i comuni hanno realizzato un marciapiede, ben delineato, curato, le auto parcheggiano sopra. Questo dimostra come la macchina prevarichi su tutto». La sua non è una critica alle amministrazioni comunali: «Non certo a quelle attuali, sono scelte che arrivano dal passato, ma vuole essere un monito, un sollecito a trovare una soluzione.Una volta la Nazionale, in particolare a Seveso, era la strada delle ville. Guardate il tratto tra la Villa Bianca e il semaforo verso l’Altopiano». La tappa cesanese a cavallo con Seveso è solo la prima di un lungo cammino nelle terre di confine; l’obiettivo è: «Ridare un’identità a questi spazi. Non sono più poli commerciali, non sono più vetrine di artigiani, non ci sono ciclabili, non ci sono marciapiedi». «Quando finirò la raccolta fotografica, chiederò ai comuni di realizzare un progetto di rinascita. Ho già parlato con alcuni amministratori: sono d’accordo. In molti hanno fatto presente la difficoltà di riuscire a coordinarsi».


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