Cancro Primo Aiuto torna in campo con un nuovo progetto di prevenzione rivolto ai cittadini brianzoli: lunedì 12 gennaio, nella sede della Provincia, l’associazione ha presentato ai sindaci lo “Screening avanzato” 2026 che prevede la possibilità per i residenti nei comuni che aderiranno di sottoporsi gratuitamente ad esami per testare le loro condizioni cardiovascolari e lo stato delle funzionalità respiratoria, renale e metabolica.
Brianza in salute: l’iniziativa di Cancro Primo Aiuto presentata in Provincia
Nelle prossime settimane i responsabili di Cpa definiranno le fasce di età di chi potrà partecipare al programma che potrebbe partire a marzo: «Vogliamo testare alcuni parametri per comprendere le condizioni della popolazione riguardo a determinate patologie e sensibilizzare sull’importanza della prevenzione – ha spiegato l’amministratore delegato di Cancro Primo Aiuto Flavio Ferrari – tutti gli esami saranno effettuati da medici di provata esperienza che operano in ospedali pubblici» e che indirizzeranno nelle strutture adeguate chi dovesse aver bisogno di ulteriori approfondimenti o di cure.
I comuni che coglieranno l’opportunità offerta dovranno mettere a disposizione i locali, informare i cittadini in modo puntale e raccogliere le iscrizioni: «Per la seconda volta la Provincia sostiene il progetto – ha affermato il presidente brianzolo Luca Santambrogio – speriamo che cresca il numero delle amministrazioni coinvolte perché lo screening sottocasa consente di effettuare gli esami anche a chi non può spostarsi e la rete dei servizi sociali permette di raggiungere le persone che normalmente non partecipano ai programmi simili come gli anziani e gli stranieri».
L’iniziativa di Cpa, ha commentato la direttrice generale dell’Ats Brianza Paola Palmieri, integra il lavoro svolto dal sistema sanitario territoriale con le campagne promosse per individuare i tumori in fase iniziale al seno, al colon-retto, alla cervice uterina e alla prostata.
Brianza in salute: apprezzamento bipartisan per l’iniziativa
La proposta ha raccolto l’apprezzamento bipartisan dei politici locali: «Il Fondo sanitario nazionale non prevede finanziamenti specifici per le associazioni e i privati che intendano collaborare in azioni di screening – ha dichiarato il deputato forzista Fabrizio Sala – la Regione potrebbe, però, utilizzare una parte del fondo libero» per sostenere progetti simili.
«La collaborazione tra Cpa e ats ha già dato esiti molto positivi ed è apprezzata dalla popolazione – ha notato il consigliere lombardo del Pd Gigi Ponti – l’obiettivo è riuscire a realizzare la nuova campagna in tutti i 55 comuni brianzoli in modo da ottenere dati di sistema a livello provinciale: cercheremo tutti di lavorare per capire se la Regione potrà dare una mano».
«Su questi temi c’è unità di intenti – ha confermato il capogruppo azzurro al Pirellone Fabrizio Figini – valuteremo insieme come coinvolgere l’assessorato».