L’aggregazione tra Bea e Brianzacque si farà: con il via libera all’operazione da parte dei comuni di Seregno e di Seveso, si sono espressi a favore della costituzione della multiutility pubblica che opererà nel settore idrico e in quello del trattamento dei rifiuti 31 enti che, complessivamente, detengono più del 66% delle quote in ciascuna delle due società che hanno promosso la sinergia. Bea ha superato il traguardo nelle scorse settimane mentre Brianzacque lo ha tagliato martedì con il voto arrivato da Seregno che, con un pacchetto dell’8,906%, ha spinto il totale delle adesioni al 74,75%, salito a 75,31% con l’ingresso di Seveso che ha portato in dote una partecipazione dello 0,55%.
Fusione Brianzacque-Bea, anche Seregno e Seveso dicono sì alla fusione: gli step
Finora hanno promosso la nascita del gruppo trenta comuni e la Provincia ed entro la fine dell’anno la compagine societaria potrebbe arricchirsi ulteriormente. Un balzo in avanti notevole verso l’obiettivo fissato dalle due aziende pubbliche è stato compiuto la scorsa settimana con l’adesione della Provincia che con il 15,72% delle quote controllerà il pacchetto più consistente della nuova realtà mentre Monza peserà sull’assetto per il 12,41%. L’ente di via Grigna potrebbe rivendicare un ruolo di controllo sull’operato del gruppo, come ha auspicato più di un consigliere provinciale durante il dibattito. Fin dall’inizio l’aggregazione è stata sostenuta in modo trasversale dagli schieramenti politici, come dimostrano i pronunciamenti di comuni governati sia dal centrodestra che dal centrosinistra mentre rimane qualche perplessità tra alcuni esponenti della Lega.
Fusione Brianzacque-Bea, anche Seregno e Seveso dicono sì alla fusione: il voto in consiglio del terzo socio per consistenza
Martedì 28 luglio il consiglio comunale di Seregno ha deliberato, con voto unanime, l’ok al matrimonio tra Bea e Brianzacque: l’approvazione era attesa ed è arrivata dopo una lunga istruttoria, necessaria alla luce della particolarità che l’ente vive in chiave di partecipazioni, essendo il socio pubblico di maggioranza del gruppo Aeb-Gelsia.
«L’integrazione – ha spiegato Mario Novara, il presidente di Bea che, da seregnese, giocava in casa e che in passato è stato più volte assessore leghista – consente a chi aderisce più opportunità a livello ambientale». Enrico Boerci, presidente di BrianzAcque, di cui Seregno è il terzo socio per consistenza, ha aggiunto che «il percorso non finisce qui, ma qui comincia. Raggiunto il risultato industriale, ora c’è da costruire la società, con un’attenzione anche al rapporto con altre realtà del territorio che si occupano già di ambiente, come il gruppo Aeb-Gelsia e Cem».
Fusione Brianzacque-Bea, anche Seregno e Seveso dicono sì alla fusione: i prossimi impegni
Ora le due aziende dovranno inviare la documentazione alla Corte dei Conti. Mercoledì 26 agosto il supremo organo contabile deciderà sulla delibera approvata dal primo comune (Monza). Se passa questa le altre automaticamente verranno approvate. L’iter dovrebbe, poi, proseguire in autunno con il conferimento delle partecipazioni di Brianzacque in Bea per poi arrivare all’ultimo passaggio: la costituzione della multiutility pubblica. Il gruppo industriale avrà un patrimonio complessivo di circa 279 milioni di euro e oltre 400 dipendenti: nessuno di loro, hanno assicurato nelle scorse settimane i responsabili delle due società, rischia il posto e il riassetto dell’organigramma sarà raggiunto non sostituendo alcuni operatori che andranno in pensione. Il processo di aggregazione procede anche su un altro versante: Bea e Brianzacque hanno incaricato un team della Sda dell’Università Bocconi di valutare l’impatto economico e ambientale del depuratore di Monza e del termovalorizzatore di Desio.