Otto ore di sciopero e anche una delegazione di Solaro davanti ai cancelli Electrolux a Cerreto d’Esi, nelle Marche, contro il piano industriale dell’azienda svedese. La mobilitazione è stata indetta dai sindacati per martedì 15 settembre in risposta alla conferma annunciata dello stabilimento marchigiano e di 1.450 esuberi in Italia: 116 di questi nel sito di Solaro.
I sindacati chiedono il ritiro di licenziamenti e dismissioni e la convocazione urgente di un tavolo con Governo e Regioni.
Crisi Electrolux: sciopero contro il piano industriale, i numeri e le richieste
Finora gli scioperi, le prese di posizione, i ripetuti faccia a faccia e il ricorso alla politica sono serviti a poco. La multinazionale svedese è andata avanti per la sua strada, mantenendo l’intenzione di chiudere nelle Marche e di procedere con gli esuberi in Italia. A questi si aggiungono 135 contratti a termine in scadenza che non saranno rinnovati, oltre ai 91 contratti già cessati senza rinnovo.
Nel frattempo, l’organico a tempo indeterminato è già diminuito, passando da 4.279 a 4.200 persone tra aprile e agosto.
«L’azienda pretende inoltre di superare gli accordi sindacali sull’organizzazione del lavoro, aumentando le cadenze delle linee di montaggio fino a 140 pezzi all’ora e puntando alla stabilizzazione di un unico turno giornaliero negli stabilimenti. Si tratta di richieste pesanti, che imporrebbero ulteriori sacrifici – spiegano i sindacati Cgil, Cisl e Uil, in forma unitaria – Sottolineiamo che non ci sono reali cambiamenti del piano industriale, il ritiro dei licenziamenti né della chiusura di Cerreto. Di fronte a questa posizione, il confronto tecnico non può proseguire. Serve una convocazione urgente del tavolo con il Ministro e con le Regioni interessate, nonché un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti istituzionali, per utilizzare ogni leva possibile e impedire che Electrolux scarichi sui lavoratori e sui territori il costo delle proprie scelte».
«Saremo a Cerreto perché quel sito non deve chiudere – dicono ancora – Difendere Cerreto significa difendere il lavoro, la presenza industriale e il futuro di un territorio. La mobilitazione proseguirà con determinazione fino a quando Electrolux non ritirerà esuberi e dismissioni e non presenterà un piano industriale fondato sull’occupazione e sul rilancio degli stabilimenti italiani».
Crisi Electrolux: sciopero contro il piano industriale, la situazione a Solaro
A Solaro i lavoratori si sono già mobilitati e nei giorni scorsi sono ricominciati gli scioperi. «A Solaro sono previsti 116 licenziamenti (quasi 80% operai) più dismissioni e trasferimenti all’estero in mancata ottemperanza degli accordi del 2023 che prevedevano l’installazione di una nuova linea vasche – attaccano le componenti Rsu – Intanto, l’azienda pretende di aumentare le cadenze delle linee di montaggio quasi raddoppiando i pezzi/ora. In sintesi meno lavoratori e ritmi disumani contro cui prosegue la mobilitazione compatta di tutti i lavoratori: chiediamo l’intervento urgente del governo e delle regioni interessate per scongiurare questo piano e garantire un futuro alla produzione di elettrodomestici nel nostro paese».