Caso Electrolux, la politica chiede audizione urgente in Regione «a tutela dei lavoratori di Solaro»

Mentre la mobilitazione dei lavoratori continua la politica chiede l'intervento di Regione Lombardia sul caso Electrolux.
Palazzo Lombardia sede della regione lombardia
Palazzo Lombardia sede della regione lombardia

Mentre la mobilitazione dei lavoratori continua, e in attesa del tavolo del 25 maggio al ministero, la politica chiede l’intervento di Regione Lombardia sul caso Electrolux ,che ha annunciato un piano con 1.700 esuberi e la chiusura di un sito nelle Marche.

Caso Electrolux, la politica chiede audizione urgente in Regione: M5s

Paola Pizzighini, consigliera regionale M5s Lombardia, auspica la convocazione di una audizione urgente nella IV Commissione Attività Produttive, Istruzione, Formazione e Occupazione di Regione Lombardia sulla crisi della Electrolux.
«Ho richiesto formalmente la convocazione di un’audizione urgente sulla crisi della Electrolux – ha detto – per affrontare gli scenari di profonda incertezza per la tenuta del comparto industriale. Scenari che riguardano tutto il Paese. L’iniziativa mira ad affrontare con la massima priorità la situazione dello stabilimento di Solaro, colonna portante dell’economia del Milanese e del Saronnese dove lavorano circa 800 persone, oggi minacciate dal drastico piano di riorganizzazione del Gruppo Electrolux che prevede 1.700 esuberi a livello nazionale. La riduzione dei volumi produttivi e la mancata chiarezza sulle strategie future pongono questi lavoratori e le loro famiglie in una condizione di estrema fragilità. L’assenza di un reale piano di rilancio rischia di desertificare un polo produttivo di eccellenza».

Dunque «appare indispensabile che Regione Lombardia intervenga con tempestività per fare chiarezza sulle prospettive industriali del sito di Solaro e per attivare ogni strumento possibile a tutela dell’occupazione e del patrimonio manifatturiero regionale».

Caso Electrolux, la politica chiede audizione urgente in Regione: Pd, Avs e Patto civico

Chiarezza sullo stabilimento di Solaro è richiesta anche dai consiglieri regionali Gigi Ponti,  Simone Negri, Paolo Romano e Paola Bocci (Pd), Onorio Rosati (Avs) e Michela Palestra (Patto civico).

«Le organizzazioni sindacali – sottolineano i consiglieri – hanno definito il piano inaccettabile, proclamato lo stato di agitazione permanente, e dichiarato otto ore   di sciopero. Electrolux ha uno stabilimento a Solaro, in provincia di Milano,specializzato nella produzione di lavastoviglie, struttura   a cui negli ultimi anni sono stati destinarti investimenti consistenti, che, nonostante questo, risulta incluso nel processo di riorganizzazione nazionale previsto per quest’anno».

«Il Piano presentato – concludono – preoccupa,  sia per il rischio di un significativo ridimensionamento dei livelli occupazionali sia, in prospettiva, per la possibilità   di dismissione del sito produttivo di Solaro. Per questo   chiediamo che siano convocati con urgenza   in audizione   in Commissione Attività produttive, i vertici aziendali di Electrolux e le organizzazioni sindacali Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uil, alla presenza dell’assessore regionale   allo Sviluppo economico, per fare chiarezza sulla crisi   dell’azienda   e sulle prospettive industriali e occupazionali dello stabilimento di Solaro».

Caso Electrolux, la politica chiede audizione urgente in Regione: Forza Italia

«Una doccia fredda», l’ha definita Jacopo Dozio di Forza Italia. «L’annuncio di 1700 licenziamenti negli stabilimenti di Electrolux compreso quello di Solaro è veramente una doccia fredda e sono vicino ai lavoratori che oggi scioperano – ha detto il consigliere regionale forzista – Non è possibile che la multinazionale ridimensioni in questo modo il personale in Italia perché dietro ogbi taglio c’è una persona o una famiglia che si trovano in difficoltà – ha proseguito l’azzurro -. Proprio per questo voglio vederci chiaro e chiederò una audizione in Commissione Lavoro di cui sono membro dove attendo al tavolo la dirigenza della fabbrica di elettrodomestici e i sindacati». 

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