Fusione Brianzacque-Bea, entro giugno tocca agli enti soci: come nasce la nuova multiutility pubblica

Il percorso di aggregazione tra Brianzacque e Bea è arrivato alla fase finale, forse la più delicata. Entro giugno devono esprimersi gli enti soci.
L’inceneritore di Bea a Desio
L’inceneritore di Bea a Desio

La parola passa ai comuni e alla Provincia: il percorso di aggregazione tra Brianzacque e Bea è arrivato alla fase finale, forse la più delicata. Entro giugno gli enti soci delle due aziende dovranno pronunciarsi sull’operazione: il processo potrà proseguire se le amministrazioni che complessivamente detengono il 66% delle quote delle singole partecipate accenderanno il semaforo verde. Dopo quella data, in ogni caso, potranno ancora aderire al futuro gruppo.
Si tratta dell’aggregazione di due colossi dei servizi pubblici a Monza e Brianza. Due società partecipate dai Comuni e dalla Provincia, la prima gestore unico del servizio idrico integrato, di base a Monza, la seconda attiva nel trattamento dei rifiuti e nella produzione di energia, da Desio. Il progetto arriva ora alla fase di consultazione pubblica, uno degli ultimi e definitivi gradini per portare a termine il progetto. 

Fusione Brianzacque-Bea, entro giugno tocca agli enti soci: tra i primi a dare il via libera Limbiate e Monza

Tra i primi comuni a dare il via libero all’aggregazione dopo Limbiate potrebbe esserci Monza che alcuni giorni fa ha pubblicato la documentazione e gli allegati alla delibera sul sito web istituzionale, e c’è tempo fino al 28 maggio per presentare osservazioni: una volta ottenuto il benestare dalle assemblee locali le due aziende dovranno girare il faldone alla Corte dei Conti che dovrebbe esprimere il proprio parere entro la fine di agosto: se i magistrati contabili dovessero chiedere qualche modifica gli atti dovranno essere riapprovati dai consigli comunali nella prima metà di settembre. L’iter, a quel punto, dovrebbe proseguire in autunno con il conferimento delle partecipazioni in Bea per poi arrivare all’ultimo passaggio: la costituzione della nuova multiutility pubblica.

Fusione Brianzacque-Bea, entro giugno tocca agli enti soci: i numeri

L’operazione non dovrebbe incontrare particolari ostacoli nei consigli comunali dato che sono stati proprio i soci ad affidare ai cda delle due aziende il mandato di valutare la fattibilità dell’operazione: il gruppo che potrebbe nascere il prossimo inverno sarà totalmente pubblico e, secondo i dati forniti dalle due società, avrà un patrimonio complessivo di circa 279 milioni di euro e oltre 400 dipendenti. Il nuovo soggetto opererà nel settore idrico integrato e in quello del recupero e dello smaltimento dei rifiuti con la prospettiva, come prevede il piano industriale, di ampliare l’attività nel giro di qualche anno anche alla raccolta e al trasporto dei rifiuti nei comuni brianzoli: se le previsioni saranno confermate all’impianto termovalorizzatore di Desio dovrebbe essere attivata «una nuova linea di smaltimento che consentirà di gestire il fuel mix prospettico».

La maggior quantità di materiale con cui alimentare il forno si tradurrà in un incremento della produzione di calore da immettere nella rete di teleriscaldamento. La sinergia dovrebbe garantire alla holding un notevole risparmio sui costi anche grazie a progetti che potrebbero prendere vita nello sviluppo della produzione di energia fotovoltaica e nel varo di comunità energetiche rinnovabili.