Pedemontana: discussione alla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo, il commento della Verde Evi

Il tema Pedemontana è arrivato al Parlamento Europeo: deciso di lasciare aperta la petizione contro la costruzione delle sezioni B2 e C e di scrivere alla Regione Lombardia e ai Ministri Cingolani e Giovannini per chiedere conto dell’impatto dell’opera. Il commento dell’europarlamentare Evi.
pedemontana rendering tunnel Arcore weBuild
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Il tema Pedemontana dalla Brianza è approdato alla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo. L’argomento è stato presentato e discusso nella mattina di martedì 15 marzo a Bruxelles dai comitati ambientalisti che hanno informato l’europarlamento per dire no al completamento dell’autostrada brianzola. Gli ambientalisti hanno evidenziato l’impatto ambientale e di traffico sul territorio qualora venisse conclusa l’infrastruttura.

La Commissione si è presa l’impegno di scrivere a Regione Lombardia e ai Ministeri delle Infrastrutture e della Transizione Ecologica per chiedere lumi a riguardo del progetto e sulle ricadute che avrà sul territorio brianzolo. A esultare per queste ultime novità è l’eurodeputata dei Verdi Eleonora Evi.

«Un passo importante quello compiuto oggi in Commissione Petizioni al Parlamento Europeo, con la decisione di lasciare aperta la petizione contro la costruzione delle sezioni B2 e C dell’Autostrada Pedemontana Lombarda e di scrivere alla Regione Lombardia e ai Ministri Cingolani e Giovannini per chiedere conto dell’impatto dell’opera – ha affermato l’onorevole e co-portavoce nazionale di Europa Verde – Si tratta di un progetto pensato decenni fa, insensato e anacronistico, alla luce delle emergenze ambientali e climatiche che ci troviamo ad affrontare oggi. E non basta aggiungere un’etichetta green accanto al nome, per rendere un’opera sostenibile. Al contrario, questo progetto andrebbe ad impattare gravemente sugli ecosistemi e la biodiversità, distruggendo aree agricole, superfici boscate di pregio e protette da tutele e vincoli nell’ambito di Parchi locali e regionali. Sconcertante la miopia politica delle istituzioni lombarde, che sembrano ignorare le istanze dei tanti cittadini e sindaci che, insieme alle associazioni ambientaliste del territorio, ribadiscono le loro legittime preoccupazioni».

La stessa Evi ha spiegato anche che «il completamento della Pedemontana riguarda la provincia italiana con il più alto indice di consumo di suolo, aumenterebbe l’inquinamento atmosferico e il fenomeno della cementificazione, facendo da volano a un ulteriore sviluppo di immobili e capannoni industriali, in una zona che già detiene il triste primato europeo per cattiva qualità dell’aria. Come se non bastasse, al rischio ambientale si aggiunge quello per la salute, in quanto il completamento dell’autostrada rischia di sprigionare la diossina TCDD, andando a movimentare un terreno ancora contaminato a seguito del disastro del 1976 della ICMESA di Meda».

C’è in corso anche un’altra partita con la Bei alla quale gli ambientalisti hanno presentato le criticità dell’opera. «Dopo aver presentato più di un’interrogazione alla Commissione Europea, attendo ora una risposta dalla Banca Europea per gli Investimenti, che ho incalzato perché giustifichi l’incredibile finanziamento di 550 milioni per quest’opera insensata e che noi di Europa Verde riteniamo in aperta violazione del principio europeo di non arrecare danno significativo all’ambiente – ha concluso Evi – Non posso che essere soddisfatta per il risultato di oggi, grazie al quale le istituzioni europee manterranno alta l’attenzione su un progetto che rappresenta un grave rischio sia per l’ambiente che per la salute dei cittadini».

La questione Pedemontana resta aperta.