Martedì pomeriggio i cigni del laghetto riposavano all’ombra della Torretta viscontea nei giardini reali. Su un lato, un nastro da cantiere e un cartello invitano a restare lontano dall’edificio che fino a qualche anno fa è stato un punto di ristoro frequentatissimo, l’unico presente nei Giardini reali.
Venerdì mattina alcune tegole si sono staccate dal tetto e una parte di fregio ornamentale è caduto a terra. Ora, a vedere la torretta ottocentesca con le porte chiuse ed imbrattate, l’intonaco che si scrosta, le ragnatele negli angoli, la mente va a quando intorno a quell’edificio parte dei giardini romantici era un continuo via vai di persone: per anni è stato un bar “alla buona” con il frigorifero dei gelati all’esterno; poi un piccolo bistrot più curato con piatti freddi serviti sui tavolini all’aperto con vista sui prati.
Parco di Monza, i visitatori che restano a bocca asciutta: Cascina del Sole
Proprio di fronte, al di là del cancello che delimita il perimetro dei giardini, c’è un altro punto di ristoro che oggi è solo un monumento al degrado.
Cascina del Sole è stato per anni il punto focale dei frequentatori del parco: famiglie con i bambini la sceglievano per il parco giochi, i più avanti con l’età non hanno mai smesso di ritrovarsi alla “bocciofila dei pensionati” o sui tavoli in legno per una partita di carte.
Sono rimasti solo loro che, in queste giornate di sole, hanno ripreso a ritrovarsi, ma senza più il piacere di sedersi a bere un caffè. Tutta l’area della cascina è completamente transennata, il patio sta crollando, una trave di legno si è stortata sotto il peso del tempo e dell’acqua. È stato il luogo di pomeriggi di festa, di corsi di yoga e di ginnastica per giovani mamme, di cresime e comunioni festeggiate nel verde. Ora è un luogo con potenzialità enormi che si fa fatica a vedere in disuso.
Parco di Monza, i visitatori che restano a bocca asciutta: il ristoro alla porta di Villasanta
Se Cascina del Sole e la Torretta sono chiusi dal 2019, ha destato sorpresa nei visitatori abituali del parco la chiusura improvvisa, a fine dicembre, del punto di ristoro alla porta di Villasanta. Un cartello avverte: “Chiosco chiuso (Fine concessione)”, il sito della Reggia lo riporta ancora nell’elenco dei bar aperti nel parco.
L’interno risulta ancora perfettamente arredato con tanto di tazzine sopra la macchina del caffè. Addirittura, un paio di ombrelloni sono stati lasciati aperti e ormai verdi di muffa, i tavolini accatastati e impolverati. Un altro luogo da salvare dall’incuria.

Parco di Monza, i visitatori che restano a bocca asciutta: cosa c’è di aperto
Dal Consorzio fanno sapere che si sta lavorando per affidare al più presto la struttura che potrebbe riaprire per giugno. Incrociamo le dita.
Così, alla vigilia dell’alta stagione per il parco di Monza, ci sono tre dei punti di ristoro più frequentati con le porte sbarrate.
Sopperiscono i venditori ambulanti nel fine settimana, il “Dosso” a Villasanta, il chiosco della Montagnetta di Vedano che nei fine settimana di sole è preso d’assalto, così come Cascina Costa Alta verso Biassono, il bar Cavriga che ha la concessione in scadenza, ma è destinato a una proroga per evitare l’ennesima chiusura.
Parco di Monza, i visitatori che restano a bocca asciutta: le altre possibilità
Le altre possibilità di ristoro nei 700 ettari di verde sono il ristorante Saint Georges Premier che non fa il servizio di un chiosco, il bar ristorante di Villa reale che è un esempio positivo di come sia possibile diventare in pochi anni, dal cambio di gestione, un luogo aperto e apprezzato non solo dagli avventori del parco, ma dalla città, Cascina Frutteto con gli aperitivi agresti e il bistrot di Villa reale nelle giornate di apertura della Reggia. Sono luoghi diversi e di grande fascino, gli esempi positivi da seguire perché un edificio dato in concessione è un presidio di sicurezza e contribuisce a mantenere in salute stabili d’epoca che fanno del nostro parco un luogo unico.