«Un presidio fondamentale e frutto di una collaborazione importante tra enti». Così la sindaca Anna Varisco ha salutato l’inaugurazione a Paderno Dugnano della casa di comunità: grande soddisfazione per il completamento dei lavori, finanziati da Pnrr e Regione a cui seguiranno interventi comunali sulle aree interne ed esterne, nell’ex Palazzo Sanità.
Paderno Dugnano: inaugurata la casa di comunità nell’ex Palazzo Sanità, il taglio del nastro
Il taglio del nastro del presidio dell’Asst Rhodense è avvenuto giovedì 21 maggio alla presenza del vicepresidente di Regione Lombardia Marco Alparone, già sindaco di Paderno, e dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso. Salgono così a cinque le strutture territoriali attive nella zona, nate per ampliare l’offerta dei servizi e facilitare l’accesso alle cure per i cittadini. Presente inoltre, tra gli altri, il direttore generale dell’Asst Marco Bosio.
Paderno Dugnano: inaugurata la casa di comunità nell’ex Palazzo Sanità, i servizi
Tra i servizi è garantita la presenza 12 ore al giorno per 5 giorni alla settimana di un medico ad accesso diretto, di un infermiere per 12 ore 7 giorni su 7 e di un Punto unico di accesso (Pua).
Paderno Dugnano: inaugurata la casa di comunità nell’ex Palazzo Sanità, «risposta concreta e servizi di prossimità»
«La realizzazione delle Case di Comunità – ha detto Alparone – è per me motivo di grande orgoglio, sia come rappresentante di Regione Lombardia sia per il profondo legame che mi unisce a questi territori, in particolare alla comunità di Paderno dove sono stato a lungo sindaco. Questo presidio è il frutto di un percorso lungimirante avviato negli anni e che oggi, grazie alla sinergia istituzionale e alle risorse regionali e del Pnrr, diventa realtà. Diamo ai cittadini una risposta concreta e servizi di prossimità che mettono al centro la persona in ogni fase della vita».
«L’inaugurazione – ha aggiunto l’assessore Bertolaso – testimonia la nostra determinazione nel costruire una sanità che non lasci solo il cittadino. Le Case di Comunità non sono solo mura, ma centri di integrazione dove medici, infermieri e assistenti sociali lavorano insieme. L’obiettivo è la presa in carico della persona a 360 gradi. Stiamo investendo risorse importanti per garantire presidi accessibili, capaci di intercettare la domanda di salute direttamente sul territorio e decongestionare i Pronto Soccorso».