Hockey club Monza, 1939: l’eterna  sfida con Trieste
La squadra di Trieste nel 1936 (Foto by Archivio Kullman)

Hockey club Monza, 1939: l’eterna sfida con Trieste

Cinque capitoli per raccontare un anno straordinario della storia rotellistica cittadina: il 1939 dell’Hockey club Monza ricostruito con le cronache dell’epoca dal giornalista Mario Bonati. Il secondo capitolo.

Ci sono storie che vanno salvate e raccontate fino in fondo. Come quella (infinita) dell’Hockey club Monza, la squadra che ha fatto la storia della rotellistica italiana. Il Cittadino ha deciso di farlo raccontando in cinque, lunghi capitoli un anno speciale: 1939, ottant’anni fa, anche attraverso le cronache del nostro giornale di allora. Meglio mettersi comodi: è partita per lettori attenti e pazienti. Ma ne vale la pena.

George Hulme, John Newbury e il magnifico Peter Walters sono gli inarrivabili fuoriclasse della squadra dei Tre leoni: nessuno come questi sopraffini magicians rappresentano al meglio la vecchia scuola inglese, protagonista assoluta nell’hockey a rotelle fino allo scoppio del secondo conflitto mondiale. È un hockey di struggente compostezza, con i giocatori che si destreggiano sull’attenti senza piegare di un grado le ginocchia: l’ultimo della compagnia è lo splendìdo Morello.

Ancora negli anni Cinquanta, il balzanissimo Sergio pattina con la scopa legata sulla schiena come esige il diritto di una classe datata ma incontrovertibile: dritto come un fuso, il centro biancorosso detta il tempo dell’attacco e della difesa proseguendo – a sua insaputa – le gesta antiche dei maestri britannici. Archiviato con la medaglia d’argento i campionati mondiali a Montreux, scatta domenica 30 maggio il massimo torneo di “palla rotelle”.

Giovedì 11 maggio, il Cittadino apre la quarta pagina con titolo a tre colonne: “È di scena il campionato”. Sandro De Ponti si atteggia – sbagliando – a profeta: “Lo sport è bello, ma quando è limpido, quando il gioco è gioco e volontà non è alterata da problemi estranei alla partita. E noi siamo sicuri che questa consegna sarà rispettata dal nostro Monza. Non ha bisogno di palliativi la nostra squadra: è forte abbastanza ed il nome dei suoi atleti suona come uno squillo di sicurezza. Massironi non ha bisogno di parole: il suo passato tanti carico di allori è il miglior credito; Arnaboldi è un giovane, ma del suo Monza è una sicurezza. Lo scorso anno ci è mancato a tutti hanno visto quanto è pesata l’assenza del terzino. Kullmann è un asso, l’atleta di miglior classe del nostro Monza ed uno dei più bravi d’Italia. Il suo eclettismo è proverbiale e per il Monza è un’istituzione. Viganò è in grigio-verde e come tale non potrà avere quella costanza di rendimento che hanno fatto di lui una delle più belle pedine della compagine rossa. Ma Viganò ha una volontà in ferro e vedrete che con questa forza potrà rimediare al peso della stanchezza. Vi è poi Fossati, ritornato dal Milan col vecchio bagaglio delle sue bravure; vi sono i Colombo, Massimo e Luigi, sempre presenti al richiamo e sempre bravi al momento del bisogno. Vi è la recluta Castoldi, promessa che potrebbe anche diventare una realtà. Vi sono infine tanti giovani di rincalzo smaniosi di affermarsi e di entrare a fianco dei compagni illustri. Sono i giovani proseliti che seguono le vie degli anziani; sono i ragazzi dell’ultimo bando attaccati al tronco forte della società”.

Il candido De Ponti sproposita di trastullo e sviluppo: “È sempre questa che cammina, questa giovane società sportiva, che messa in vita come passatempo, ha ora una sua personalità, una sua storia che ci pare invidiabile. È la fede di Mauri e di Kullmann, dei primi assertori che viene premiata. Ad essi manca una gemma: lo scudetto di campione. Cerchino questi giovani di colmare il vuoto, facendo appello a tutto il loro valore e a tutta la loro bravura. Sarebbe il premio più bello che potrebbero dare ai loro camerati anziani. Sappiamo che gli avversari son forti ed agguerriti e che i loro campi sono guardati da cento braccia. Non importa: più è faticata la vittoria, più luminoso sarà il premio”.

LA COPPA GILDO COLOMBO

Per testare la condizione generale per l’imminente campionato, l’Hc Monza surclassa il Milano per 9 a 2 conquistando la Coppa Gildo Colombo: la competizione - in programma domenica 5 marzo - viene finalmente disputata il 23 aprile: “Con un pubblico numeroso, dato il… fresco della serata, sabato scorso i bianco-rossi hanno maramaldeggiato ai danni delle due formazioni milanesi che hanno dovuto subire 18 reti con un attivo di sole 3. Questi risultati sensazionali sono stati ottenuti – tuttavia – contro squadre prive di alcuni elementi di punta. Tra i neri mancava il simpatico occhialuto Bertolini”, l’Annibale Frossi dell’”hockey su rotelle”.

“Il nostro quintetto ha giocato senza lode ed infamia, soprattutto è mancata la coesione. Speriamo che col rientro di Viganò la nostra squadra ritrovi la giusta carburazione, basandosi sulle colonne Massironi, Kullmann, Arnaboldi e Colombo II”. L’anonimo articolista del Cittadino, poi, esamina le prospettive future della squadra allenata da Piero Kullmann: “I bianco-rossi avranno domenica la più difficile trasferta del campionato, tanto più che essa avviene all’inizio del torneo, mentre sono assenti quattro dei nostri atleti più in vista e mentre il Novara allinea la formazione al completo. Il quintetto di Kullmann avrà probabilmente il seguente schieramento: Massironi, Arnaboldi e Colombo II, Kullmann e Viganò (se otterrà il permesso dal “Savoia Cavalleria”); riserve: Fossati e Colombo I. Ai nostri atleti il più cordiale “in bocca al lupo” per il difficile campionato che li attende.

Il Dopo Lavoro ferroviario di Trieste nel 1936

Il Dopo Lavoro ferroviario di Trieste nel 1936
(Foto by Archivio Kullman)

Ecco il calendario del girone in cui il Monza avrà le più ardue trasferte:Prima giornata: Novara-Monza, P.I. Trieste-Milano, Cornigliano-Trieste. Riposa: Lazio. Seconda giornata: D. F. Trieste-Lazio, Milano-Novara, Monza-Cornigliano. Riposa: P. Impiego Trieste. Terza giornata: Lazio-Milano, Novara-Ferr. Trieste, P. I. Trieste-Monza. Riposa: Cornigliano. Quarto giornata: Milano-Cornigliano, Ferr. Trieste-P. I. Trieste, Monza-Lazio. Riposa: Novara. Quinta giornata: Cornigliano-P. I. Trieste, D. F. Trieste-Monza, Lazio-Novara. Riposa: Milano. Sesta giornata: P. I. Trieste-Lazio, Monza-Milano, Novara-Cornigliano. Riposa: D. Ferr. Trieste. Settima giornata: Novara-P. I. Trieste, Ferr. Trieste-Milano, Lazio-Cornigliano. Riposa: Monza”.

“FORTE DI KULLMAN, MASSIRONI E ARNABOLDI”

Domenica 30 aprile “ha avuto luogo la prima giornata del Campionato Italiano di Divisione Nazionale, a cui partecipa con un bagaglio di grande speranze, non del tutto infondate, il nostro simpatico Monza, forte di Kullmann, Massironi e Arnaboldi, ma privo di alcuni elementi di punta, assenti per obblighi militari. Nel primo atto del massimo torneo gli ospitanti hanno risolto a tutto loro vantaggio gli incontri, così, mentre a Trieste il P. Impiego sempre in stato di grazia, infliggeva una severissima sconfitta alle riserve del Milano, il sempre vivo Cornigliano incamerava intera la posta contro quel Dopolavoro Ferr. di Trieste che l’anno scorso inchiodò il nostro Monza sul pareggio, togliendogli di vista per sempre – s’intende per la passata annata – lo scudetto. I liguri costituiscono quindi un ostacolo severo per tutti gli squadroni che vanno per la maggiore: gli attuali capolista scenderanno quindi a Monza col biglietto da visita di squadra pericolosa, tanto più che tra essi giocherà, probabilmente il nostro Haver.

L’altro incontro, il principale e il più atteso, si è risolto in un’inutile passeggiata dei bianco-rossi a Novara, poiché il persistere del maltempo ha frustrato la possibilità di effettuare la partita, che è stata rinviata a giorno da destinarsi. La classifica pertanto vede al comando delle elette la Corniglianese e il P. Impiego con due punti; il Ferroviario e il Milano con zero punti; Novara, Monza e Lazio non avendo giocato alcuna partita rimangono ferme pure alla quota zero. Domenica 7 maggio: seconda giornata, si avranno le seguenti partite: a Monza: Monza-Genova Cornigliano; a Milano: Milano-Novara: a Trieste: Dop. Ferr.-S.S. Lazio. Riposa: il P. Impiego Trieste”.

ARRIVA TRIESTE

Il prossimo match in Villa Reale ambirebbe a sancire la squadra biancorossa la più accreditata rivale della Triestina per la conquista del titolo italiano assoluto: “Grande attesa è negli ambienti sportivi locali per questo incontro, sia soprattutto perché nel Cornigliano giocherà probabilmente il nostro Haver, marinaio alla Spezia, sia perché questa squadra da alcuni anni si è fatta una tradizione speciale nell’infliggere i dispiaceri più grossi alle capoliste (vedi la vittoria dell’anno scorso a Trieste contro i campioni d’Italia), sia perché da un buon lasso di tempo sulla pista monzese, ed infine perché tra le sue file è ritornato Ferro, il giocatore che destò grande impressione nel campionato italiano del 1935 e che anche domenica scorsa è stato autore delle tre reti segnate dai liguri. È desiderio poi dagli sportivi concittadini di rendersi conto esattamente delle possibilità monzesi nell’attuale campionato, che si presenta più che mai arduo e combattuto”.

Al dunque, il solito rovescio primaverile rimanda a data da destinare l’incontro. Arriva invece il recupero a Novara: la partita – come sempre – è più che incandescente. I presunti conti in sospeso si pagano in pista. Legnate tante, gioco francamente assente. I padroni di casa vendicano gli ipotetici affronti dei brianzoli rifilando quattro “punti” (a due) al “quintetto di Massironi”.

Nella terza giornata “del calendario del girone d’andata”, l’incontro di cartello “è l’ardua - trasferta di Trieste contro i campioni d’Italia del Pubblico Impiego. Risultato: 900 km. inutilmente percorsi a causa del nemico più terribile di questo moderno e dinamico sport: la pioggia. La nostra squadra, che nella partita di Novara aveva giuocato priva di Viganò, sarebbe scesa in campo a Trieste con tutti gli effettivi attualmente disponibili, e con atleti certamente in stato di miglior forma che non l’inizio del campionato. Nella terza giornata il Novara, già vincitore del Milano e del Monza, ha sconfitto anche il Dopolavoro Ferroviario Trieste, mantenendo la testa del gruppo. Degna di grande rilievo la vittoria della Lazio in trasferta a Milano, tanto più se si pensi che i romani da 1 a 4 si portavano a 7 reti a 4 alla fine dell’incontro e che i milanisti avevano perso ad una sola settimana di distanza con uno scarto minimo nella loro partita contro i fortissimi novaresi. Risulta quindi evidente che anche le squadre cenerentole sono pronte quest’anno a capovolgere qualsiasi pronostico, e sarà tanto di guadagnato per lo sport e per l’incertezza dell’esito finale della lotta per lo scudetto”.

I LAVORI AL DUOMO

Giovedì 18 e domenica 21 maggio “il quintetto bianco-rosso sosterrà nella corrente settimana due incontri, uno recupero contro la rivelazione “Cornigliano” e il secondo contro gli azzurri laziali, forti di tutti i migliori giocatori dell’Italia centro-meridionale e capitanati dal cannoniere Silvestrini, reduci dalla vittoria trasferta milanese. L’A.H. Monza assumerà il seguente schieramento: Massironi, Arnaboldi, Colombo (Fossati), Viganò e Kullmann”. In città, il Cittadino di giovedì 20 aprile apre con i lavori intorno al Duomo; un mese dopo, la comunità di San Gerardo è in festa per l’ingresso del neo-sacerdote don Antonio Bossi e – al Carrobiolo – si celebra vent’anni d’oratorio di padre Luigi Gaffuri. Nel piccolo mondo dello sport di casa, il Monza conquista i quarti di finale di Coppa Italia battendo la Biellese per 2 a 1 e “conquistando il Premio della Federazione”.

Il Monza alla Villa reale

Il Monza alla Villa reale
(Foto by Archivio Kullman)

“È questo un premio di lire diecimila che la F.I.G.C. ha istituito per premiare la concorrente di Serie C che per ultima fosse eliminata dal torneo di Coppa Italia. È noto come attraverso la lunga selezione si era giunti agli ottavi di finale con tre concorrenti della serie dei cadetti, vale a dire; Monza, Biellese e Simaz Popoli. Mentre le prime due decidevano le sorti sul campo di via Ghilini, la Simaz, impegnata col Novara, doveva abbassare bandiera. Venuta poi anche la sconfitta della Biellese, ecco il Monza unico superstite della Serie C ancora in gara per i quarti di finale, in compagnia di Genova, Ambrosiana, Milano, Roma, Modena, Novara e Venezia. Vadano anche male – intanto facciamo i relativi scongiuri – i quarti di finale, il Monza nella bella competizione ha raggiunto una quota che chiameremmo sbalorditiva”.

La formazione allenata da Poldo Conti, “destreggiandosi tra questo e quell’ostacolo, fidando nella sua buona stella ed in quella della cabala della Federazione, è arrivata alla soglia della partita collo squadrone di Genova. E la gara si giuocherà sul campo di via Ghilini; è una ciambella questa del favore del campo, che la Federazione dona al Monza; una ciambella che può anche essere carica di dinamite, come invece può anche risultare di ottimo sughero” azzarda speranzoso De Ponti.

Domenica 23 aprile arriva la partita della vita: “La Direzione dell’A.C. Monza comunica: Entrata in campo: Tribuna centrale L. 9 – Tribunette L. 7 – Prato L. 3. Le tessere sociali non sono valide, né tanto meno le riduzioni. Alle signore e signorine non vi saranno facilitazioni di sorta. L’apertura del campo di giuoco è prevista per le ore 12. La partita comincerà alle ore 15.30 e sarà preceduta da una gara amichevole tra le riserve del Monza e quella della Breda”. Il 16enne liceale Pierfranco Bertazzini compra un biglietto di tribuna per tifare biancorosso: ma il Geno(v)a allenato da William Garbutt va in semifinale superando di stretta misura la compagine brianzola per 2 a 1 (gol della bandiera di Colombo). Il 21 maggio, “presente un pubblico numerosissimo, primo coefficiente della rinascita ocheistica monzese, agli ordini dell’arbitro De Filippi, la squadra monzese e quella romana si schierarono in campo nelle seguenti fomazioni: Monza: Massironi, Arnaboldi, Colombo, Viganò e Kullmann. Lazio: Federici, Bernardi, Corradi, Franchi, Silvestrini. Fin dalle prima battute i laziali si fanno pericolosi, ma i nostri atleti raggiungono per primi la rete. Sono però ripresi ben quattro volte. Il rude Arnaboldi segna il punto decisivo: 5-4; Kullmann e Viganò s’incaricano di portare a 7 le reti monzesi.

LEGGI il primo capitolo

Che dire degli attori dell’appariscente contesa? Innanzitutto ci interessa il risultato crudo: due punti per il Monza in classifica; ma non possiamo tacere i periodi incolori della nostra squadra. I laziali hanno messo in vetrina la loro forma già acquisita, i nostri hanno dimostrato soltanto in potenza le loro grandi possibilità. È certamente il fattore allenamento che ha pesato sulla bilancia passiva dei bianco-rossi. Non è colpa degli atleti che sappiamo entusiasti e disinteressati cultori di uno sport dilettantistico al cento per cento, ma è il maltempo inibitore di proficui galoppi di prova. La stagione si rimetterà e siamo sicuri che i nostri azzurri, Kullmann, Massironi e i loro compagni sapranno riconfermare e ottenere il loro presente stato quasi potenziale”.

“I NOSTRI OCHEISTI”

Archiviata la pratica Lazio, gli uomini di Piero Kullmann “si recheranno domenica prossima, 29 maggio, nuovamente a Trieste per incontrarvi la temibile compagine bianco-azzurra del D. Ferroviario, che domenica scorsa non ha per poco fatto crollare l’egemonia dei campioni d’Italia. È ormai tradizione che i nostri atleti affrontino i quintetti allorché questi si trovano nella migliore forma. A Novara incontrarono una squadra lanciatissima, reduce da una clamorosa vittoria esterna, a Monza i laziali bravi come non mai, e domenica i bianco-azzurri entusiasti del loro precedente incontro che renderanno difficilissimo il cammino dei nostri ocheisti”. Nella sesta giornata del massimo campionato, “mentre il Milan, che ha svolto un proficuo allenamento con una nostra squadra monzese, osservava il suo turno di riposo, Lazio e P. Impiego hanno ottenuto due brillanti successi” travolgendo Novara (2 a 1) e Cornigliano mista (10 a 1). “Dal canto loro i “giocatori viaggiatori” del Monza hanno trascorso una seconda domenica in treno senza acquisire il fine per cui erano partiti. Giove Pluvio ha costretto l’arbitro Valensincich a rimandare l’incontro dei nostri bianco-rossi coi fortissimi triestini del Ferrovario. Tutti i nostri campioni erano presenti a Trieste: da Kullmann a Viganò, da Massironi a Arnaboldi, da Colombo II a Fossati II. Il necessario rinvio permetterà ai nostri bianco-rossi di riprendere la loro forma migliore, a Viganò di terminare il servizio militare e Kullmann di sostenere i suoi esami universitari; ancora una volta quindi “tutto il mal non vien per nuocere””.

A Genova-Cornigliano, davanti ad “un pubblico numerosissimo che gremiva lo stadio ocheistico del Littorio, la squadra mitragliatrice del P. Impiego di Trieste ha sepolto sotto una valanga di reti la modesta formazione corniglianese, scesa loro di fronte con ben tre riserve. Tale constatazione non attenua però in gran parte la cattiva prova dei riservisti liguri. Anche per l’hockey è necessario avere in serbo rincalzi quasi eguali ai titolari per non incappare in sconfitte disastrose. E spiace che sia ciò capitato alla simpatica squadra genovese, partita con intenzioni molto serie nel cammino arduo del campionato assoluto. Ma senza dubbio il risultato più clamoroso è quello ottenuto domenica allo stadio del P.N.F. sulla nuova pista rotellistica dai laziali che finalmente vedono coronato con il più brillante successo della loro carriera, quel sistema di gioco “a quadrato” in cui i giocatori esterni posti come ai quattro angoli di un quadrato rendono vani gli attacchi avversari e stancano l’opposta difesa con una coloritura di passaggi per poi metterla K.O. Chi fa fatto le spese di questo sistema di gioco, adottato in Italia per ore dalle sole squadre meridionali, è stato il blasonato capolista Novara che si trovava in testa alla classifica col punteggio pieno. Attenzione, quindi, a non lasciarsi imporre il gioco dei laziali; bisogna capovolgere il loro schieramento è attaccarli decisamente a fondo; e infatti così facendo, una settimana prima nei suoi pochi istanti di lucidità di gioco, il Monza ha potuto batterli pur subendo ben quattro porte. Pertanto, in vetta alla classifica, si installa virtualmente primo, avendo giocato una partita in meno, il quintetto campione d’Italia; alla stessa quota 6 rimane il Novara con un incontro in più. Segue la Lazio con quattro punti e tutte le altre con due, tra le quali il Monza, in ritardo di tre giornate, che verranno ricuperare probabilmente al termine del girone ascendente, dovendo oltre il Monza, anche altre squadre ricuperare degli incontri rinviati pel maltempo”.

FINISCE IL GIRONE D’ANDATA

Domenica 11 giugno, l’ultima giornata del girone d’andata “ha riserbato per il Milano i soliti mille inutili chilometri a causa della pioggia che non vuol saperne di pacificarsi colla città di San Giusto. A Novara, dove agli azzurri locali si contrapponevano i campioni d’Italia del P. Impiego e a Roma dove ha avuto luogo l’incontro tra laziali e genovesi, gli arbitri non hanno ancora ratificato il risultato degli incontri coll’obbligo di non commentarli se non dopo la decisione presa dal D.D.S. della F.I.H. Il Monza nel frattempo, se pure ha osservato il suo turno di riposo, non ha in effetto tralasciato i suoi proficui galoppi d’allenamento. Martedì e venerdì i compagni di Massironi (che ha preso parte alla sola prova di martedì) hanno chiaramente dimostrato nelle due serate di migliorare continuamente il loro potenziale stilistico-atletico. Soprattutto il patrimonio indispensabile del “fiato” si è accresciuto nei bianco-rossi. Kullmann – che ha già quasi ultimati i suoi esami – sta riprendendo la forma che lo ha sempre distinto; ugualmente si potrebbe dire degli altri, dei grossi calibri Arnaboldi, Colombo, Viganò, Haver, Castoldi, ai giovanissimi dell’ultima leva. Già abbiamo avuto occasione di parlar dell’ottimo stato del portiere Mascheroni, che deve stare in guardia per non incorrere nel superallenamento”.

LEGGI il secondo capitolo

In attesa che “il D.D.S. confermi la regolare prosecuzione del campionato, ricaviamo dal calendario che il Monza dovrebbe incontrare la prossima domenica il fortissimo “quintetto” ex campione d’Italia del Novara, a meno che le Federazione non opti per la tesi di ricuperare gli incontri finora rinviati al termine del girone ascendente, e cioè la stessa domenica p. v. Se la prima ipotesi avesse la meglio, si avrebbe modo di gustare un appetitoso avvenimento ochesitico. Gli sportivi monzesi sanno quanta rivalità tradizionale sigla la competizione fra gli azzurri novaresi e i bianco-rossi monzesi, tanto più che le squadre si schiereranno al gran completo, con l’unico dubbio per la presenza di Viganò, attualmente al campo militare, e cioè: Novara: Grassi, Calzino, Ciocala, Rasponi e Crosta.

Monza: Massironi, Arnaboldi, Kullmann, Viganò e Haver”. Ferve intanto l’attività giovanile: l’annuncio dato della Federazione “della partecipazione italiana al torneo di Stoccarda con due squadre nazionali rispettivamente di avanguardisti e di balilla, ha aperto la speranza a molti nostri giocatori, animosi di prendere parte. Si tratta di essere inclusi nella squadra nazionale ed è quindi comprensibile la volontà dei vari Castoldi, Mazzucchelli, Gatti, Benasedo, per citare i più in vista, di acquisire le simpatie dei vari commissari della Federazione con la dimostrazione dello loro più elevata tonalità di giuoco. Un capitolo a parte meriterebbe – se avessimo spazio disponibile – l’undicenne Gigino Castoldi – quasi sicuramente capitano della nazionale “balilla” – sia per la sua grande passione per questo dinamico e moderno sport, sia per la sua bravura – direi – anacronistica per la sua giovane età, sia perché dimostra chiaramente la continuità inesauribile del vivaio monzese. E con ciò terminiamo coll’apotema: lo scudetto dovrà meritatamente ornare le nostre bianco-rosse casacche”.

In città, “con viva soddisfazione abbiamo appresto la notizia della nomina dell’avv. Ulisse Cattaneo a Grand’Ufficiale della Corona d’Italia. É un veramente doveroso riconoscimento dell’attenta, incessante attività svolta dall’egregio Podestà per la nostra città: attività feconda di genialità, di ardimento anche, di cura somma per la esplicazione e tutela delle funzioni comunali, per l’abbellimento cittadino, per lo scopo, a cui tutti i suoi sforzi mirano, di dare a Monza quel carattere, quel carattere, quella proprietà, quel lustro che corrisponde alla sua grandezza storica, industriale e demografica”; l’Oratorio del Redentore saluta don Luigi Farina, novello Assistente e, il 3 luglio, parte al Carrobiolo l’oratorio feriale. Giovedì 15 giugno il Cittadino apre con “il grandioso progetto del nuovo palazzo/ in piazza Trento e Trieste/ proposto alla Consulta Municipale”.

LA PIAZZA CON GIARDINO E FONTANA

Chiunque osservi “oggi l’abbellimento di Piazza Trento e Trieste, come piazza centrale maggiore della città, nota l’effetto stridente offerto dalla irregolarità della piazza là dove ora sono il giardino e la fontana, rispetto all’altro fronte occupato dal Palazzo Civico. Irregolarità nella quale hanno notevole parte anche le vecchie casa del Mercato la cui linea a sghimbescio e arcuata svisa ancor più la simmetria della piazza. Che quella fila di case debba finire col cedere il posto appare ovvio sotto il rapporto estetico edilizio. Più difficile, per i vari aspetti, appare la ricostruzione di tutto il lato della Piazza, che è a linea quadrangolari, e i cui lati devono corrispondersi parallelamente. Si aggiunga il concetto, maturato dall’egregio Podestà, di conservare ed aumentare alla Piazza un decoro signorile che corrisponde all’avvenire cittadino. Il progetto, che è allo studio a che contempla già le linee e i caratteri del nuovo edificio, il quale occuperà buona parte di quel lato, congiungendo la piazza in respiro d’aria con via Italia, contiene per intanto la cessione di area per costruzione di stabile: area di 3000 metri quadrati di forma quadrilatera, il cui limite interno, correndo perpendicolare al lato di fondo, da cui sufficientemente si discorsa e proseguendo verso il monumento raddrizzerà perfettamente la Piazza Trento e Trieste, occupando le aree sgombrate e quella attualmente sistemata a giardino. Il palazzo civile, anzi di lusso, per abitazioni, uffici e negozi, si ergerà in pietra naturale e marmi con un porticato perimetrico, per tutti i quattro lati, così da riuscire armonizzante con tutta la piazza e dare ad essa quel carattere di ritrovo cittadino, come nei migliori centri delle altre città. Potrà sembrare ad alcuno che un’area assai vasta e che penetra nell’attuale piazza, ne diminuisca la capacità e l’importanza di grandezza. Anche questo è stato preveduto: e dall’esame prospettico la preoccupazione è da escludere, per il guadagno che si otterrà dalla linea regolare e non divagante, nonché dalla grandiosità del palazzo. Una costituenda società attenderà alla costruzione dell’edificio, i cui termini di tempo vogliono essere due trienni, per le due metà del palazzo, quella antistante alla piazza, e l’altra dietro. L’opera onora certamente Monza con una giusta ambizione cittadina: e siamo sciuri che l’egregio Podestà nulla risparmierà perché riesca quale è nel progetto”.

La S.S. Parioli di Roma nel 1936

La S.S. Parioli di Roma nel 1936
(Foto by Archivio Kullman)

Sabato 17 e domenica 18 giugno, i “rossi monzesi si sono portati a Trieste per le due gare di ricupero sospese a suo tempo per il maltempo. La prima partita giocata coi campioni d’Italia ha visto la vittoria di questi con un punteggio altissimo. I nostri atleti pur battendosi bene, lottando generosamente, sfavoriti anche da cattivo tempo, nulla hanno potuto contro la superiore efficienza dei locali, tanto che al termine della contesa ben nove palloni erano nella rete di Massironi, contro i tre segnati dai monzesi. La squadra monzese era priva di Kullmann (impegnato per gli esami) sostituito da Colombo, mentre in prima linea ha fatto la sua comparsa Castoldi. E la recluta si è fatta onore segnando due porte. Il giorno dopo, col quintetto del Dop. Ferroviario, i nostri hockeisti hanno portato in sede un punto. A quanto si dice però la gara non è stata un modello di ordine, per la durezza posta nel gioco dagli ospitanti. Più di un monzese è stato toccato e qualcuno ne porta ancora i segni. Traendo la conclusione, possiamo dire che le due giornate triestine hanno dato poco, poco al nostro Monza. La loro classifica è compromessa e con tutta la buona volontà del mondo non possiamo vedere con quali possibilità i nostri hockeisti iniziano il girone di ritorno. Sta bene che il loro calendario è favorevolissimo, dovendo incontrare in sede le unità migliori e niente impossibile che le cinque gare possano fruttare ai rossi dieci punti. Programma allettante, ma che per attuarlo occorre ripristinare un gioco e non solo nominativamente la compagine delle scorse annate. Solo così si può sperare di avvicinare il fuggitivo quintetto del Pubblico Impiego”.

LA SUPERIORITÀ ROSSO-ALABARDATA

Domenica 25 “l’Hochei Monza si porterà a Roma per la prima gara del girone di ritorno. Le possibilità di ritornare in sede a punteggio pieno non sono infondate né campate per aria. La Lazio si batte bene; ma il Monza è superiore in linea tecnica e come elementi di squadra. Vedrete che facendo leva su questi fattori i nostro potranno ritornare a Monza con la vittoria”. Giovedì 26 giugno, “nella prima giornata del girone discendente”, il Cittadino celebra la “strepitosa vittoria del Monza a Roma contro la Lazio vincitrice recente del Novara; la bella difesa del Milano contro i campioni d’Italia e il grosso bottino dei bianco-azzurri del Ferroviario ai danni degli ex campioni d’Italia. È un nuovo sintomo della grande vitalità di questo campionato, anche se la superiorità rosso-alabardata triestina si sia dimostrata talvolta schiacciante”. A distanza di una sola settimana “dalla bruciante sconfitta di Trieste, i nostri atleti hanno saputo riscattarsi tutte le scialbe prove precedenti con una vittoria illuminata da un gran gioco, soprattutto individuale, dei nostri bianco-rossi. Tutti meritano la massima lode, da Massironi, Arnaboldi, Colombo, Mazzucchelli, ai tre indiavolati attaccanti Kullman (4 reti), Viganò (2 reti) e Castoldi marcatore dell’ottava rete. Alle ore 18.30 precise davanti ad un pubblico valutato a più di 6000 spettatori, ha avuto inizio l’atteso incontro Lazio-Monza, che avrebbe dovuto permettere ai romani di fissare stabilmente sulla seconda poltrona della classifica. Si diceva nella Capitale: il Monza ha perso a Novara, la Lazio ha battuto il Novara, conseguenza: la Lazio imporrà il suo ottimo gioco di squadra alla disorganizzata squadra monzese reduce dalla negativa esibizione triestina.

Ma il Monza, colla stessa formazione di Trieste e unica variante il rientro dell’universitario Kullmann al posto di Haver, ha fin dall’inizio preso le redini dell’incontro, distanziando di ben sette lunghezze i laziali scesi in campo convinti di una loro ulteriore vittoria. A 2° minuto è Viganò che scuote la porta romana con un preciso tiro; al 6° Kullmann infila l’angolo destro della porta laziale con un fortissimo tiro di rigore. La serie continua al 7° con una rete di Colombo, al 15° con un irresistibile azione individuale di Kullmann al 18° per opera della riserva Castoldi che chiude la serie di reti del primo tempo. Sarebbe erroneo credere in una debole resistenza laziale; gli ospitanti non potevano nulla fare contro i nostri cinque ragazzi, scatenati verso la vittoria clamorosa, che nel secondo tempo veniva coronata da altre 3 reti marcate al 3° da Kullmann su bellissimo passaggio di Viganò, al 8° da Viganò dopo un duetto con Kullmann, e al 15° da Kullmann: a quest’ultima rete prendeva parte l’intero trio d’attacco, il nostro azzurro dava il tocco di grazia alla palla. Al 18° i laziali segnavano la rete d’onore su rigore tirato dal terzino Bernardi Monza (1-8).

VIA LIBERA AL PROGETTO PER LA PIAZZA

In meno di un mese, frattanto, la Consulta Municipale ha approvato il “progetto di sistemazione di Piazza Trento e Trieste, e dà notizia anche dell’inizio di attuazione del progetto stesso. Già il piano regolare per la sistemazione del centro cittadino – approvato con R. DD. 17 giugno 1926 – ebbe a prevedere a destinare come area fabbricabile quella attualmente sistemata a verde in piazza Trento e Trieste per una superficie di circa mq. 2000. Il piano regolatore e di ampliamento della città, deliberato dal Comune con atto Podestarile 15 ottobre 1938, numero 5-31165, in corso d’approvazione, conferma la destinazione predetta ma aumenta l’area fabbricabile da mq. 2000 a mq. 3000 circa, investendo una porzione dello stabile in condizioni di inabitabilità ai mappali numeri 2041 – 2044 – 2042 di proprietà dell’Ente Comunale di Assistenza in Monza, e una piccola porzione dello stabile al mappale numero 2047 di proprietà Fratelli Crippa fu Pietro.

La costruzione in piazza Trento e Trieste di un ampio e monumentale palazzo, dotato di portici sui quattro lati, consentirà il collocamento di un buon numero di negozi con la conseguente possibilità di attuare il risanamento igienico, edilizio del centro cittadino dove attualmente sono allogati i negozi stessi. Trattative all’uopo intercorse con il gr. uff. Giuseppe Tornaghi in nome e per conto della costituenda Società An. Immobiliare “Monza Centro” della quale egli è promotore, si sono conchiuse con l’impegno da parte di esso gr. uff. Tornaghi di acquistare l’area predetta di circa mq. 3000 col tassativo vincolo della costruzione di un palazzo informato, per grandiosità e mole al fronteggiante Palazzo Civico. In attesa del perfezionamento delle pratiche in corso per la cessione dello stabile dell’E.C.A. e di quello dei fratelli Crippa, al gr. uff. Tornaghi nella sua veste ut supra verrà immediatamente consegnato una prima porzione di area di mq. 2000 sulla quale verrà subito iniziata la costruzione della parte principale del progettato palazzo”.

... E POI SAN GERARDINO

Arriva anche il restauro della Madonnina di San Gerardino: “il passante frettoloso che in questi giorni, pur indugiando con uno sguardo ammirativo al bel Palazzo di Giustizia, sollecito svolta all’angolo laterale e nuovamente i suoi passi verso l’antico rione di S. Gerardino, è subito colpito da uno festoso richiamo. E tosto s’arresta nel suo volger sollecito dinnanzi alla venerata effigie della B. Vergine dell’Aiuto, che proprio in questi giorni, liberata da assiti e impalcature che la tenevano costretta per le opportune riparazioni, riappare definitivamente sistemata e tutta rinnovata. E per di più abbellita. Poiché il valente concittadino prof. Emilio Parma ha saputo, con rara maestria e signorile sobrietà, ritoccare e ravvivare l’antico dipinto, accrescendo colla tonalità calda e luminosa di tinte che gli è propria, dolcezza e soavità d’espressione alle venerate sembianze. L’odierna sistemazione dà maggior risalto anche alla leggiadra lavorazione in cotto che bellamente incornicia l’effigie. E il tutto s’inquadra con eleganza nella armoniosa linea della nuova edicola che, pur isolando l’Immagine, la completa e la protegge”.

LA CROCE DI GUERRA

“Oggi la promessa è adempiuta ed ha superato ogni più lieta previsione. E di tanto sollecito e superiore interessamento era ben degna la Madonnina dell’Aiuto, che non vanta storia sicura, ma s’aureola di un’antichissima tradizione monzese di fede e di pietà sentita, impreziosita da una papale indulgenza e ricambiata dalla Celeste Regina con grazie e favori innumerevoli. Benvenuta sia dunque, quasi all’inizio della Settimana di San Giovanni, anche la nuova festa della B. Vergine dell’Aiuto, ché ben si addice nella caratteristica Settimana Monzese tributare lode ed onore a tanto nostra ed amata Madonnina. E la soave Regina apporti grazie e benedizioni alla città che tanto l’ama e l’onore e al mondo travagliato doni la pace”.

Per non farci mancare nulla, i Legionari d’Africa della 25ª Ferrea ricevono la Croce di Guerra e le vie della frazione di Sant’Alessandro - nuova arrivata (era parte del Comune di Sesto San Giovanni) - vengono stravolta dalla furia della Podesteria: tra le altre, via Ponchielli diventa via Tripoli, via G. Rossini diventa via Bengasi, via Italia diventa via Adua.

(3 – continua)


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