Hockey club Monza, 1939: When We Were Kings (capitolo 1)
La nazionale azzurra ad Anversa nel 1939

Hockey club Monza, 1939: When We Were Kings (capitolo 1)

Cinque capitoli per raccontare un anno straordinario della storia rotellistica cittadina: il 1939 dell’Hockey club Monza ricostruito con le cronache dell’epoca dal giornalista Mario Bonati. Il primo capitolo.

Ci sono storie che vanno salvate e raccontate fino in fondo. Come quella (infinita) dell’Hockey club Monza, la squadra che ha fatto la storia della rotellistica italiana. Il Cittadino ha deciso di farlo raccontando in cinque, lunghi capitoli un anno speciale: 1939, ottant’anni fa, anche attraverso le cronache del nostro giornale di allora. Meglio mettersi comodi: è partita per lettori attenti e pazienti. Ma ne vale la pena.

La crisi irreversibile dell’industria del cappello priva Monza di guadagni e rimesse favolosi. Per ovviare in parte all’angoscioso tracollo, Singer e Philips investono in città fidandosi alla inclinazione al lavoro di noi munsciasch. La religione del fare viene esaltata in misura proporzionale all’estro di applicarsi, che è infinito. Dopo la terza edizione della Biennale in Villa Reale (‘932), l’inaugurazione del Palazzo di Giustizia (‘934) e l’inaugurazione della Pinacoteca civica (‘935), il 1939 si apre con la chiusura degli uffici della Stipel di via Missori, trasferiti nei portici di piazza Carducci.

“Si può scrivere che con questa sistemazione si completa il magnifico prospetto di vetrine sulla nuova facciata – annota il Cittadino del 3 gennaio - Ultimo arrivo l’Ufficio Telefonico, ma indubbiamente non ultimo per la signorile disposizione degli ambienti. Esso è formato da un locale molto comodo per il pubblico, separato dallo studio dagli sportelli, in comunicazione diretta con un altro locale, riservato alle cabine per il traffico interurbano. Queste cabine, tenuto conto del particolare uso cui sono destinate, sono perfettamente isolate e afone. Presso il nuovo Ufficio la Stipel, con installazioni moderne, intende maggiormente sviluppare i servizi già attivati nella vecchia sede e dar modo agli utenti di godere dei vantaggi a loro disposizione. Il pubblico inoltre avrà a sua disposizione altri apparecchi a gettone per le conversazioni che verranno effettuate nella rete di Monza che comprende i comuni di Lissone, Biassono, Vedano, Brugherio, Macherio e Sovico. Il servizio interurbano sarà poi integrato dall’accettazione delle commissioni telefoniche ossia di fonogrammi di 20 parole, destinati a qualunque località del Regno, esclusa la Sardegna. Il debito conto è stato tenuto il servizio di prenotazione di posti ai teatri di Milano, che sarà effettuato sia presso l’Ufficio che a mezzo telefono”.

Sempre a gennaio, muore don Luigi Roncoroni: “Anima retta e improntata a grande semplicità, ritornava in seno a Dio per ricevere il premio dei giusti guadagnato durante una lunga ed esemplare via terrena”. La notizia “suscitò un sentito rammarico nella popolazione di San Gerardo che da parecchi decenni usufruiva dall’apostolato sacerdotale dell’estinto. Si era ormai preparato al supremo distacco perché aver passato gli ultimi anni fra varie sofferenze, dal giugno scorso non aveva più potuto uscire di casa né celebrare la S. Messa. In questi ultimi tempi le condizioni della malattia lunga e dolorosa si erano aggravate destando viva preoccupazione e facendo presumere non lontana la fine. Scomparendo, don Luigi Roncoroni ci lasciò l’esempio magnanimo di una eloquente lezione sul valore della sofferenza e della rassegnazione alla divina volontà”.

La città che cambia

I nuovi quartieri divorano in un amen casali e poderi. Crescendo in fretta, Monza ha il vezzo di non trascurare di essere stato borgo: “Nella notte da domenica 8 e lunedì 9 gennaio, poco dopo le ore una, il pregiudicato Luigi Brambilla, d’anni 29, domiciliato in via Beccaria 12, sostava all’inizio di viale Ugo Foscolo, qui rivolgendo la sua attenzione al negozio di frutta e verdura sito nel casello daziario, esercitato dalla ventenne Cazzaniga Giuseppina, abitante in quei pressi. Penetrarvi e compiervi una visitina a modo suo, non doveva riuscire gran che difficile. Ed il mariuolo passò senz’altro ad attuare il progetto, sfondando i vetri di un’ampia finestra per la quale avrebbe dovuto trovare comodo passaggio. Ma l’operazione gli costò una vasta ferita al dorso della mano destra. E siccome le disavventure non vengono mai sole, ecco che, richiamato dal rumore dei vetri in frantumi, l’appuntato Giunta, in servizio di pattuglia in quei paraggi, accorse piombando alle spalle del Brambilla in tempo utile per impedirgli ogni tentativo di fuga. Presentato dapprima ai medici dell’ospedale per le medicazioni del caso, il Brambilla venne poi internato nel carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria”.

La città non dimentica gli indigenti: il Cittadino del 2 febbraio celebra l’ampliamento dell’asilo notturno. “L’incitamento e l’appoggio dell’On.le Podesteria hanno permesso al Comitato di far corso al lavoro di arredamento con un forte anticipo sul previsto, ed ora il nuovo dormitorio allinea i suoi canditi lettini pronti ad accogliere membra stanche di lavoratori e di vecchi ai quali la vita ha negato un tetto ed una casa propria. Nessun apparato speciale, nessuna cerimonia ufficiale precedette l’apertura del dormitorio. Una semplice e doverosa comunicazione alle Autorità cittadine, le quali si compiacquero di far pervenire il loro incitamento e la loro approvazione e il bel dormitorio, odorante di biancheria nuova, si apriva accogliente e festoso. E che l’opera sia visibilmente protetta dal Signore, se ne ha una prova nelle adesioni numerose che giungono al Comitato Direttivo, e che lo confortano e lo incitano a far sempre più in favore dei più diseredati. I suoi membri sono tranquilli anche davanti alla non indifferente falla aperta nel bilancio dalle spese di arredamento del nuovo salone perché sono sicuri che tutti i buoni non lasceranno senza risposta gli appelli che ad essi rivolgeranno”.

Pesce contro servaggio

Intanto, dopo aver sacrificato alla patria la bellissima copertura in ferro che contornava la stazione ferroviaria, Monza deve pagare l’ennesima volta le mattane del solito esaltato di turno: “Uno dei capisaldi della Nazione è l’autarchia anche nel campo della alimentazione. Il pesce combatte efficacemente il servaggio economico perciò le alte autorità lo additano alla grande massa dei consumatori italiani. Presso le Pescherie Aschieri trovate del pesce freschissimo con arrivi giornalieri a buon prezzo. Vendita eccezionale di lavarello del Lago di Como a L. 7 il Kg. presso i negozi di Via Carlo Alberto, 18 e Via Italia, 22”. Tra furti di biciclette, risse di ubriachi e investimenti con il tram, la cronachetta minuta lascia il posto a una disgrazia affondante nella miseria più nera: “I carabinieri di San Biagio hanno proceduto all’arresto della trentasettenne Cavalli Maria in Carzaniga, qui abitante in via Manara, 31. La sciagurata donna si rese colpevole di un mostruoso delitto affidando ad un pozzo nero il frutto di una sua maternità. La mattina del 7 corrente, certo Sala Elia, nel procedere all’estrazione di un po’ di materia per l’ingrasso del suo orto, si avvedeva della presenza del piccolo cadaverino. Il fatto ha enormemente impressionato gli abitanti di quel rione”.

La nazionale italiana di hockey a rotelle in via Boccaccio a Monza nel 1939

La nazionale italiana di hockey a rotelle in via Boccaccio a Monza nel 1939

Sui pattini, allora

Archiviate le emozioni debordanti dell’anno di grazia 1938 – azzurri primi a pari merito al Gran Premio delle Nazioni di Montreux e secondi agli Europei di Anversa – l’Hockey Club Monza programma in congruo anticipo la prossima stagione agonistica, stropicciandosi gli occhi per le prodezze in serie di Luigino Kullmann.

Diplomato allo “Zucchi” e subito iscritto alla facoltà di giurisprudenza, Luigino ha il dono del missionario sportivo. Conquistato dal gioco dei scuinett, diventa prestissimo un terzino di sicura classe internazionale. Vara il primo torneo invernale inventando – sulla pista di via Boccaccio – una combattutissima competizione a squadre. Aquilotti (Galbiati, Moioli, Farneti, Nova, Ornaghi), Liceo (Crippa, Scotti, Confalonieri, Paleari, Soroldoni), Tigrotti (Biloni, Rucco, Palma, Cedia, Ghezzi), Ginnasio (Oriani, Bovati, Maggi, Sala, Verga), Leoni (Broggi, Baldinazzo, Menga, Montrasio, Azzarioni) e Istituto Tecnico (Negri, Meroni, Castoldi, Mazzuchelli, Benasedo) battagliano e litigano per il primato: ad esultare alla fine sono i ragazzi dell’Istituto Tecnico, trascinati da Beppe Castoldi.

Lo strepitoso successo del campionato esige subito un ribattino. A gennaio del ‘939, altra infornata di saranno famosi. Diavoli Rosso-neri (Managò, Ghezzi, Bettini, Colombo, Santamaria, Crippa, Guffanti); Ferrea (Locati, Saronni, Merlini, Cossa, Colzani); Giovinezza (Galbiati, Mazzoni, Veronesi, Ghioni, A. Moioli, Mariani, Morello); Lombarda (Viganò, Taddei, Vergani, Aguzzi, Rizzardi, Colombo IV, Fossati, Innocente Viganò); Lissone (Molgora, Rovini, Sacchi, Molteni, Formigaro); Soci Verdi (Bergomi, Garzone, Hensemberger, Rivolta, Gigi Castoldi, Riva, Blanc) e Diavoli nerazzurri (Martinetti, Maggi, Colombo, Cerizza, Gariboldi, Elegant, Pisoni) si contendo la vittoria finale del Torneo, poi vinto in rimonta dalla Lombarda.

Venerdì 17 febbraio del ‘939, sulle Note sportive del Cittadino, “ha avuto luogo presso la sede sociale (Caffè Romano) la prima riunione generale degli atleti bianco-rossi. Gli sportivi cittadini apprenderanno con piacere che di nuovo a capo del sodalizio monzese è il rag. Mario Malfer, indimenticato organizzatore, con Ambrogio Mauri, di due campionati europei e di molti interessanti tornei internazionali. Ritorna pure Augusto Consiglio come consigliere, mentre la cassa è affidata al rag. Cazzaniga”. Allenatore e commissario sportivo è stato nominato Piero Kullmann che “accettato il delicato e importante compito colla speranza (licet al Trieste e Novara) di far cucire finalmente sulle rosse maglie lo scudetto. Per motivi di lavoro il buon ”vecio” Mauri ha dovuto lasciare il suo posto di comando, tuttavia la sua assenza dalla parte attiva della società non fa dimenticare i suoi grandi meriti per questa branca sportiva che creò con sicura fede e che è stato finora parte della sua vita”.

La “rosa” onora Monza

Anche l’ineffabile Gazzetta dà spazio alla ripresa degli allenamenti dell’Hockey Monza: “Da alcune settimane, tutti i martedì e venerdì hanno luogo, sul campo della Villa Reale di Monza, gli allenamenti dei bianco-rossi monzesi in vista dell’imminente campionato di Divisione Nazionale. Oltre all’azzurro Kullmann, reduce della vittoriosa affermazione di Zurigo e già in ottima forma, abbiamo notato la presenza dei due nazionali Massironi e Viganò e dei titolari Fossati II, Colombo I e III, Castoldi, Confalonieri con altri giovani che verranno lanciati quest’anno nella massima Divisione. Mancavano naturalmente Arnaboldi e Gatti militari a Torino e probabilmente militanti nella squadra locale; Ghezzi in forza al Genova e Oggioni e Haver pure sotto le armi a Milano e alla Spezia”.

Il Popolo di Monza approfondisce le ragioni di una sfida rovente: “Come già annunciato, domenica 5 marzo (tempo permettendo) il campo comunale di pattinaggio riaprirà i battenti al pubblico per la disputa della coppa Gildo Colombo. Il ricco trofeo (dedicato alla memoria del compianto giocatore) è messo in palio dello sportivo presidente dell’Hockey Monza rag. Malfer ritornata ancora alla direzione del sodalizio e vedrà un nuovo incontro – e precisamente il 25° - tra il vecchio Milan e il Monza, sempre animato dalle migliori intenzioni, oltre ad una partita tra i cadetti delle due squadre. Fino al 1935 la squadra milanese riuscì a dettar legge agli allievi monzesi; ma dal 1935 le cose si sono cambiate ed i vecchi maestri hanno sempre dovuto inchinarsi di fronte alla freschezza sbarazzina dei rossi cittadini. L’attuale incontro, però, non si presenta tanto facile per i monzesi. Il Milan si è allenato continuamente, con volontà e con puntiglio, per tutto l’inverno ed è ora in grado di presentare una squadra migliore di quella dello scorso anno. Il Monza può darsi risenta del cambiamento di metodo, nel sistema di gioco, apportato dal nuovo allenatore. E da queste incertezza iniziale potrà sortire un incontro altamente combattuto ed incerto sino all’ultimo, benché i favori del pronostico è doveroso spettino ai rossi monzesi. Negli intervalli si esibiranno, in esercizi di pattinaggio artistico, le campionesse Anna Maria Celotti (da poco passata al Dopolavoro Falck) e la milanista Elide Rabbufetti”.

La Coppa Colombo

Per affinare la condizione per la disputa della Coppa Colombo, “davanti ad una folla entusiasta di appassionati e alla presenza del dr. Ing. F. Fochi, presidente generale della F.I.H., si è disputata domenica scorsa, 20 febbraio, sulla nuovissima pista di via Washington, la partita amichevole tra le squadre dei bianco-rossi monzesi e dei rosso-azzurri borlettani, risolta con la vittoria di strettissima misura dei milanesi. Con tutti gli onori salutiamo il ritorno in grande stile dell’ex Milan delle annate d’oro. La squadra della vicina metropoli, basata sulle solidissime fondamenta di una Dopolavoro quale è il Borletti, col rientro di Rasponi ha messo domenica in vetrina quel finissimo repertorio di gioco a “V” che la fece già in passato grande maestra dell’hockey italiano. Di fronte a tanto avversario i nostri atleti, ancora privi dei titolari Haver e Arnaboldi, e soprattutto con una riserva di “fiato” e una coesione inferiore a quella dei milanesi, che da più mesi hanno intrapreso gli allenamenti, hanno dovuto subire una sconfitta che per la statura del quintetto milanese e per la stretta misura di reti al passivo, non torna a tutto disonore dei nostri atleti che erano, per la verità, alla prima partita della stagione, mentre il Borletti disputava già il quarto incontro dell’annata in corso. Hanno segnato le reti: per il Monza Kullmann con un forte tiro da metà campo e Viganò 2 (1 su rigore); per il Borletti Pera, Bartolini e Rasponi su rigore; la quarta rete fu ottenuta dai milanesi su involontaria autorete di Kullmann. Sul finire dell’incontro l’arbitro milanese Parmeggiani non convalidava inspiegabilmente un goal di Viganò. Formazioni delle squadre – A.H. Monza: Massironi, Kullmann (Colombo), Colombo (Kullmann), Viganò e Colombo M. – Riserve: Castoldi e Confalonieri. Dop. Borletti Milano: Fossati P., Zorloni, Rasponi, Pera e Bortolini – Riserve: Perocchi e Mai”.

Giovedì 2 marzo, Mario Malfer, capataz dell’Hockey Monza, delinea i contenuti tecnici della sfida: tra pochi giorni, “assisteremo al 25.mo incontro Milan-Monza, che acquista maggior rilievo e per l’alto valore morale della posta in palio e per il sorprendente ritorno in forma dei milanisti Zorloni e Bortolini. Il Milan presenta un albo d’oro ancora in netto vantaggio sul nostro: infatti gli ambrosiani contano 17 vittorie di fronte alle 9 del Monza. Affermeremo tuttavia che dal 7 luglio 1936 i neri del Milan non sono più riusciti a battere i bianco-rossi. Altro motivo interessante è costituito dal ritorno dei due Fossati nelle nostre squadre e dall’inizio della direzione tecnica da parte del sig. Piero Kullmann che ha basato su nuovi canoni le direttive d’allenamento. Nel nostro sodalizio si nota uno spirito nuovo: è di ieri la nomina a segretario dell’attivissimo sig. Maggioni, si va così formando il centro direttivo della società, mentre gli alfieri di essa, i giocatori, si apprestano alla “prima” con una concordia degna di rilievo. L’allenatore Kullmann non ha voluto dichiararci la formazione delle due squadre bianco-rosse, tuttavia noi presumiamo i seguenti schieramenti: I squadra: Massironi, Arnaboldi e Colombo L. (Kullmann); Kullmann (Fossati) e Haver. II squadra: Fossati I, Castoldi e Ghezzi; Fossati II (Confalonieri) e Colombo M. La prima formazione è la medesima che giocò il mese scorso a Milano e noi crediamo sia la migliore; a meno che l’allenatore non preferisca, dato il carattere amichevole dell’incontro, esperimentare diversi giocatori all’attacco con al centro Luigino Kullmann”.

Come? Hockey su prato?

La “prima” stagione della pista di via Boccaccio viene rimandata per il solito maltempo, poi per il concomitante lancio di una nuova disciplina francamente esotica: l’hockey su prato. Domenica 5 marzo, gli universitari del Guf - Muller, Alberti, Mancini (Belingeri), Bianchi, Maragliano, Cremaschi (Mancini), Pedroni, Conti, Boni, Martinelli, Gho – non riescono a piegare l’ostinata resistenza del Marathon Zagabria (0 a 0). “Un nuovo sport ha fatto capolino sul campo della Singer – certifica asettico il Cittadino - Alludiamo al giuoco dell’hockey su prato, una specie di calcio giuocato con bastoni. L’incontro ha richiamato molta folla sul campo di via Solferino, fra i quali si notavano il Console ed il vice console di Jugoslavia a Milano, il Podestà comm. Cattaneo col vice podestà e il Presidente della F.I.H.P. ing. Fochi. La gara non è stata gran che interessante per la manifesta superiorità dei milanesi che non hanno raggiunto la vittoria per la grande abilità del sestetto difensivo della squadra jugoslava”.

Mentre il Memorial Colombo viene messo in stand-by causa gli immancabili nubrifragi sulla pista di via Boccaccio, l’Hockey Club Monza viene invitato il 15 marzo a Torino “per l’inaugurazione del nuovo stadio hockeistico”, avversario il Novara.

“Torino, unica fra le maggiori città italiane a non possedere una pista per il pattinaggio a rotelle, dispone oggi della pista ocheistica più grande e più bella d’Italia. Noi tutti sappiamo che c’è stata della “ruggine” tra Monza e Novara ed a proposito la Federazione ha richiamate nuovamente di fronte le due grandi squadre, collo scopo di dare dimostrazione allo sportivissimo pubblico torinese di quali coefficienti di bellezza può raggiungere l’azione del diagramma ocheistico e nello stesso tempo di distendere gli animi tra i due quintetti. Con tutta probabilità le squadre scenderanno in campo nelle seguenti formazioni: Monza A.H.: Massironi – Arnaboldi, Colombo, Kullmann, Haver. Novara A. H.: Grassi – Ciocala, Crosta, Rasponi, Calzini”.

La nazionale azzurra di hockey a rotelle ad Anversa nel 1938

La nazionale azzurra di hockey a rotelle ad Anversa nel 1938

Il debutto del fiammante pattinodromo torinese è eclatante: “Alla presenza del Prefetto, del Federale, di tutte maggiori autorità torinesi di una gran folla di sportivi (in maggioranza appassionati di Hockey su ghiaccio), i ragazzi dell’allenatore Kullmann hanno ottenuto di fronte ai forti novaresi un risultato pari che vale una vittoria, considerando che una rete dei piemontesi fu segnata mentre Kullmann stava riparando un pattino – riassume l’avvenimento il Cittadino di giovedì 16 marzo - Eccellente impressione hanno lasciato le squadre. In campo novarese hanno emerso Crosto e Rasponi, in quello monzese Colombo e Kullmann, benché disturbato da un noioso raffreddore. La riunione ha avuto come prologo l’americana a coppie vinta dal duo Garagnani-Vento e le esibizioni di pattinaggio artistico di varie campionesse di Novara, Genova e Trieste. Alle 15.45 scendono in campo i due quintetti così formato: Novara A.H.: Grassi, Calzini, Ciocala, Rasponi e Crosto. Riserva: Ramella. Monza A.H.: Massironi, Arnaboldi, Colombo, Kullmann e Haver. Riserva: Fossati”.

“Non erano passati due minuti che già Kullmann su passeggio di Haver sorprendeva con un fortissimo tiro il guardiano novarese. Al 5’ era ancora il nostro nazionale a firmare la seconda palla da rete dopo un travolgente azione personale. Al 10’ gli atleti si irrigidiscono per un minuto nella posizione di attenti per ricordare il nazionale Fiorenzo Zavattaro testé defunto a Finale Ligure. Il Novara intanto riprendeva quota e sullo scorcio del tempo Rasponi violava la rete monzese. Nella ripresa Haver marcava la terza porta bianco-rossa, Fossati sostituiva Colombo mentre il Novara raggiungeva il Monza e lo sorpassava con tre goals di Crosto e Ciocala, lo scadere del tempo stava suggellando la vittoria novarese quando in piena “zona Cesarini” Kullmann deviava in rete, sulla destra, con grande perizia, un tiro fortissimo di Haver mentre Grassi si era portato sulla sinistra non pensando al tiro birbone del nostro Kullmann. Passano ancora 50” e la fine accomunava gli atleti sotto un nutrito applauso del pubblico soddisfatto di questo sport affatto nuovo per Torino”.

Sotto torchio

Archiviato il pareggione in Piemonte, Piero Kullmann accelera la preparazione per eliminare il sovrappeso e le ruggini dei bagordi ormai lontani. Infiniti giri di pista e partitelle all’ultimo respiro aiutano a recuperare il “fiato”.

In più, allenamenti massacranti con la pallina di caucciù per affinare la tecnica per miracol mostrare nel prossimo campionato di Divisione nazionale. Non aiutano però alla causa i militarsoldato e la crescente difficoltà di usufruire dei permessi firmati dai sciur padrun. Il Monza è un coacervo di grandissimi solisti che, quando ditta dentro l’ispirazione, rasentano la perfezione. Il concetto di squadra è ancora sconosciuto: basta una giornataccia di uno dei “califfi”, tuttavia, per steccare malamente il risultato. Al contrario dei lunaticissimi biancorossi, il Dopolavoro Pubblico Impiego di Trieste (l’ex Triestina) applica alla perfezione l’idea di squadra, esaltando le qualità di Mario Cergol. Grazie a schemi rigorosi e passati a memoriale, il D.p.i. instaura una spietata dittatura che durerà per sette lunghissimi anni, dal 1937 sino al 1942, conquistando sei scudetti.

Il piccolo mondo della “palla rotelle” è in truscia per la seconda edizione del campionato del mondo, in programma dal 7 al 10 aprile a Montreux, in Svizzera. La Federazione ha già deciso che il collegiale degli azzurri sarà a Busto Arsizio, ma Monza ha le carte giuste – politiche e sportive - per ribaltare l’assegnazione. Infatti: “Il dott. Fabiani ha promesso ad un dirigente monzese di assegnare alla città di Monza la preparazione collegiale degli azzurri partecipanti, dal 6 al 12 aprile, ai campionati del mondo. Tale allenamento avrebbe la durata di nove giorni, dal 28 marzo al 5 aprile”.

Il 20 marzo

Lunedì 20 marzo, la “Commissione tecnica della Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio su rotelle ha convocato sul campo dell’A.H. Monza, alle ore 9 di giovedì 30 marzo, i seguenti atleti: Erminio Bertuzzi, Mario Cergol e Gianni Posar del P. I. Trieste; Umberto Arnaboldi, Luigino Kullmann, Mario Massironi e Augusto Viganò dell’A.H. Monza; Carlo Ciocala, Lino Grassi e Pio Rasponi dell’A.H. Novara; Giovanni Gambetti del D. F. Trieste”. Il Cittadino, in taglio basso nelle Note di sport, titola a una colonna: “Oggi alle ore 9 i nazionali iniziano l’allenamento collegiale”.

“Questa mattina alle ore 9, il commissario unico De Filippi prenderà in consegna i probabili azzurri che difenderanno in Svizzera, nel prossimo torneo mondiale, il prestigio del rotellismo italiano – chiosa l’anonimo articolista - Il “quintetto delle meraviglie”, così è stato definito da un giornale svizzero, la nostra squadra nazionale sarà varata dopo otto giorni di intensa, accurata preparazione collegiale nella nostra città, che un po’ la Mecca dell’hockeismo italico. Saranno presenti - … previo permesso da parte dei vari capiufficio, i seguenti atleti: i quattro triestini: Gambetti del Dopolavoro Ferroviario, e Bertuzzi, Cergol, Posar del Pubblico impiego; i tre novaresi, fra cui l’ex milanista Rasponi, Grassi e Ciocala, e i nostri quattro moschettieri: Massironi, Arnaboldi, Kullmann e Viganò. Con tutta probabilità domenica prossima gli azzurri sosterranno un allenamento a porte aperte, sempre che il C. U. lo permetta, si potrebbe così pronosticare lo schieramento della squadra dei campionati mondiali. Si preferirà la formazione trionfatrice di Stoccarda: Massironi, Kullmann, Rasponi, Cergol e Posar; oppure quella di Anversa: Grassi, Ciocala, Rasponi, Kullmann e Cergol?”.

La selezione azzurra

Dopo una settimana di duro lavoro, il c.u. fa le sue scelte: “Da giovedì 30 u. sc., sono graditi ospiti della nostra città i component della squadra nazionale di Hockey convocati da Trieste, Milano, Novara e, naturalmente, dalla stessa Monza – esordisce il Cittadino del 6 aprile - Tranne Ciocala, ammalato, e Viganò militare, tutti gli atleti chiamati dal commissario unico per le squadre nazionali signor Enrico De Filippi, hanno risposto all’appello, e precisamente: Grassi Lino (Novara), 80 volte nazionale, capitano della squadra, nato nel 1909 a Novara; Massironi Mario (portiere del Monza), 14 presenze tra gli azzurri, nato a Monza nel 1910; Gambetti Mario (portiere del Ferr. di Trieste), 2 presenze nella “B”, anni 31; Luigino Kullmann (terzino nella nazionale), 53 volte azzurro, anni 23; Pio Rasponi, nato a Genova nel 1912, 66 volte azzurro. Gioca nel ruolo centro-sostegno; Umberto Arnaboldi (terzino del Monza), 8 volte nazionale. Nato a Monza nel 1916; Mario Cergol (ala destra), 57 presenze nella squadra azzurra. Nato a Trieste nel 1911; Gianni Posar, nato a Trieste nel 1921, matricola della “A”; Emilio Bertuzzi, nato a Trieste nel 1920, riserva. I suddetti atleti, agli ordini del cav. uff. comm. Radaelli che con tanto entusiasmo ha assunto la delicata mansione di vigilarli nel periodo di allenamento collegiale, hanno trovato, nella magnifica nostra Villa Reale, giornate di sana preparazione per il prossimo cimento mondiale”.

“Alla mattina cultura fisica tra la natura rinascente del Parco, al pomeriggio allenamento coi pattini sulla pista dell’Hockey Monza, presieduto dal C. U. De Filippi. Molto sportivi vorranno sapere la formazione del “quintetto”. Eccoli appagati: Grassi (Novara), Kullmann (Monza), Rasponi (Novara), Cergol (Trieste), Posar (Trieste). Riserve: Massironi (Monza) e Bertuzzi (Trieste)”.

Il Popolo di Monza allarga i confini dell’orticello azzurro e sbircia in casa dei campioni del mondo: “La nazionale italiana vincitrice di due Coppe internazionali ed eterna seconda ai campionati del mondo dietro il fortissimo quintetto britannico, tende quest’anno con tutte le sue forte all’ambita meta del massimo titolo mondiale giovandosi del valido apporto tecnico di Cergol, Kullmann e Rasponi (più che cinquanta volte nazionali) e dei giovani cresciuti alla scuola dei tre nostri “moschettieri”. Il compito si presenta particolarmente difficile, perché gli inglesi, messi sull’avviso delle strepitose vittorie ottenute dagli italiani nella scorsa stagione a Montreux e a Stoccarda, hanno iniziato da tempo una scrupolosa preparazione collegiale a Herne Bay, sotto la guida del commissario tecnico Kimber. Potendo ancora allineare il più noto giocatore del mondo, Hulme, 112 volte nazionale, la squadra inglese giocherà probabilmente a Montreux nella seguente formazione: Corbin, Valters, Hulme, Janes e Newburg”.

L’augurio del Cittadino è addirittura roboante: “Con tutta probabilità i nazionali accompagnati dal segretario della F.I.H.P. dott. Fabiani, dal C.U. De Filippi e dall’arbitro internazionale Mati, partiranno mercoledì nel pomeriggio dalla nostra città alla volta di Montreux. Tutti gli sportivi monzesi si augurano che il soggiorno degli azzurri a Monza sia coefficiente di vittoria come lo fu per i ginnasti trionfatori dell’Olimpiade di Los Angeles del 1932, dopo un analogo periodo di preparazione monzese. Agli azzurri d’Italia un saluto ferreo come la nostra corona”.

(1- Continua)


© RIPRODUZIONE RISERVATA