Torna a Monza il lancio del telefonino

In autodromo, non in piazza Duomo

Torna a Monza il lancio del telefonino  In autodromo, non in piazza Duomo

Torna il lancio del telefonino a Monza. Ma questa volta in una sede più appropriata, l’autodromo, prova collegata al campionato italiano, e con un risvolto benefico. Molto diversa la situazione da quel settembre 2010, quando la gara si svolse in piazza Duomo, e che suscitò un mare di proteste

Torna il lancio del telefonino a Monza. Ma questa volta in una sede più appropriata, l’autodromo, prova collegata al campionato italiano, e con un risvolto benefico. Molto diversa la situazione da quel settembre 2010, quando la gara si svolse in piazza Duomo, e che suscitò un mare di proteste.

Partiamo dall’oggi. C’è da battere il record italiano di 71,11 metri e domani, tra le 10 e le 17 all’autodromo di Monza nell’ambito del Festival dello Sport, la gara di “lancio del telefonino”. Una competizione nata in Finlandia nel 2000.

L’organizzazione di Massimo Galeazzi, in collaborazione con la Polisportiva Sole, darà a tutti la possibilità di concorrere alla terza prova del Campionato italiano. Si trasforma così in sport -dicono gli organizzatori - un gesto tanto inusuale quanto liberatorio. L’organizzazione fornirà i cellullari, identici per peso e dimensioni, così da garantire la piena regolarità della sfida.

La partecipazione sarà gratuita, mentre i proventi della vendita degli originali cappellini da “lanciatore di telefonino” saranno destinati all’Associazione Stefania di Lissone, che opera per l’inserimento sociale e lavorativo delle persone diversamente abili.

Basterà presentarsi al campo di lancio, situato nell’area paddock dell’autodromo, per tentare una prestazione da record: il primato italiano è di 71,11 metri. Dal 2009 è un italiano a detenerne il brevetto europeo: Massimo Galeazzi, imprenditore comasco. Le misure vengono rilevate attraverso un dispositivo tele-laser e i partecipanti, in questo gioco aperto a tutti, vengono suddivisi per classi d’età.

L’augurio, in questo caso, è che l’evento raccolga tante adesioni come quelle che avvennero a Monza nel 2010. Allora la manifestazione, organizzata da Scenaperta, portò in piazza duomo 1400 lanciatori, di tutte le età, per un totale di 3000 lanci. Uno studente ventenne, di Monza, vinse il primo premio, scagliando il cellulare a 57,18 metri. Un altro monzese Alessio Dominioni, a soli 17 anni lanciò il telefonino a 65 metri. Era il campionato italiano, che si svolgeva a Bellaria Igea Marina. Lanci di peso quelli dei due giovani, certo, ma non pesanti come le critiche che si sollevarono a Monza nel 2010.

Piazza duomo era irriconoscibile per la sabbia collocata a terra, la musica ad alto volume disturbava i fedeli raccolti nella basilica, e soprattutto la Crocetta, datata XVI secolo, correva il pericolo di essere danneggiata, sorgendo proprio in mezzo all’arena di lancio. Un monumento storico. Nel 1576 si verificò un’epidemia di peste, la famosa peste di San Carlo, che terminò nel 1577 dopo aver provocato la morte di numerose persone: la Crocetta venne eretta nella piazza del Duomo per celebrarvi la messa all’aperto ed evitare il contagio. Fortunatamente nessuno, quattro anni fa la colpì.


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