Monza, la stazione Fs è sempre ostaggio del degrado: cosa vedono i pendolari
Monza, alla stazione anche la biglietteria diventa chiusa diventa un letto (Foto by Redazione online)

Monza, la stazione Fs è sempre ostaggio del degrado: cosa vedono i pendolari

Dormitorio, bivacco per ubriachi, teatro di risse. È la stazione ferroviaria di Monza, il biglietto da visita per chi arriva soprattutto nelle ore serali. In settembre la tregua sembra durata giusto nei giorni del Gran premio.

La mensola sotto la vetrata della biglietteria trasformata da una donna in giaciglio per la notte, o anche solo per un riposo più breve. La posizione rannicchiata, la borsa sotto la testa a mo’ di cuscino. Il sonno profondo, almeno in apparenza.

Tra la quasi inevitabile indifferenza dei passeggeri appena scesi dal treno che da Milano Porta Garibaldi raggiunge l’alta Brianza. Sono passate da poco le 21. Istantanee di tarda sera da via Arosio, la strada di Monza della stazione ferroviaria.

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Monza, l’intervista al sindaco Scanagatti a proposito della stazione Fs pubblicata sul Cittadino del 14 luglio 2016

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(Foto by Redazione online)

La ”porta della città”, il ”biglietto da visita” per i turisti, le espressioni più abusate quando si parla di qualsiasi scalo ferroviario cittadino. In questo caso, la città di Teodolinda non offre certo un’immagine smagliante al viaggiatore, pendolare, uomo d’affari o visitatore che sia. Soprattutto in orario serale, quando i convogli cominciano a svuotarsi, per chi tira un po’ più tardi della media al lavoro, e anche per chi, sopra quella piazza sempre più frequentata da sbandati, alcolisti, senzatetto, tossicodipendenti, comitive di ragazzi turbolenti piuttosto turbolenti, ci vive e assiste quotidianamente a scene di ordinario degrado urbano.

Le cronache sono quelle di questa estate. Mesi caratterizzati dal grande esodo dei profughi verso il nord Europa, i cui viaggi si infrangono al valico di Chiasso, dove facilmente vengono respinti. Facile incontrarli, molti somali ed eritrei, carichi di bagagli, in attesa delle coincidenze verso il confine svizzero, oppure smarriti, in balia della speranza tradita. Gli esempi del declino abbondano. Poco prima di Ferragosto, città deserta, una violenta rissa tra gruppi di giovani africani (non profughi) esplode proprio davanti all’ingresso della stazione, sotto gli occhi increduli dei residenti del palazzo di corso Milano che sul retro affaccia sulla stazione: dura alla fine pochi istanti, ma è molto violenta.

Urla, insulti, e soprattutto bottiglie di vetro scagliate come proiettili, con l’intento ovviamente di far male. Solo l’arrivo delle sirene, in lontananza, disperde i contendenti, che fuggono verso corso Milano. Neanche una settimana dopo i carabinieri della stazione di Monza, vengono avvicinati da un cittadino extracomunitario che, in evidente stato di ubriachezza, senza alcun motivo, li ha aggrediti verbalmente, rifiutandosi di fornire le proprie generalità, e opponendosi con forza all’accompagnamento in caserma. Anche una volta portato (a fatica) al comando di via Volturno, continua ad opporre resistenza cercando di sottrarsi violentemente agli accertamenti del caso. Ha solo 20 anni, è originario del Ghana. Viene arrestato e processato.

In settembre la tregua sembra essere durata giusto il tempo del week end del Gran premio, con la stazione presa d’assalto da tifosi e turisti. Per tornare già al lunedì sera in balia di tossicodipendenti, clochard, sbandati, ragazzi e ragazze in preda ai fumi all’alcol.

«Scusate dove posso trovare un taxi? - ha chiesto un turista spagnolo spaesato all’ingresso della stazione – Mi hanno detto che è un luogo pericoloso, ma non so come fare per arrivare in via Previati».

Una scena che si ripete da tempo, come riferisce un monzese che ogni sera, per raggiungere casa al termine del lavoro attraversa dopo le 23.30 la stazione.
«Ad agosto era una vergogna – racconta – Centinaia di ragazzi che bivaccavano e fumavano nell’atrio dell’uscita di piazza Castello. Ero avvolto nel fumo. Più di una volta alcune ragazze mi hanno chiesto di accompagnarle perché avevano paura ad attraversare il tunnel della stazione».

Il degrado è rientrato solo nel fine settimana del Gp. «Giorno e notte la stazione era presidiata dalle forze dell’ordine – conclude – Di balordi non se non sono visti». Poi da lunedì sera la musica è tornata quella di sempre.


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