Monza e Brianza: anche l’Esercito a garantire il coprifuoco dalle 23 alle 5
Monza Prefettura (Foto by Fabrizio Radaelli)

Monza e Brianza: anche l’Esercito a garantire il coprifuoco dalle 23 alle 5

Le direttive del Prefetto per affrontare la nuova fase di emergenza: per ora non è emersa l’esigenza di chiudere strade e piazze per evitare assembramenti. Nei comuni chiesto ai sindaci di valutare turni serali per le polizie locali.

In Lombardia è scattato il coprifuoco notturno e anche a Monza e in Brianza sono stati di conseguenza rimodulati i servizi di controllo da parte delle forze dell’ordine per garantirne l’efficacia. A dare le direttive è stato il prefetto, Patrizia Palmisani, nel corso di una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, giovedì 22 ottobre, dove sono stati anche analizzati i provvedimenti introdotti dal Governo a livello nazionale (Dpcm 18 ottobre).

Ad occuparsi dei controlli, dalle 23 alle 5 del mattino, oltre che le forze di polizia, sarà anche il contingente dell’esercito già impegnato nel territorio provinciale nell’operazione”Strade sicure”. Palmisani ha tuttavia anche sensibilizzato i sindaci affinché valutino una riorganizzazione dei Comandi delle polizie locali così da coprire nei controlli anche l’arco serale, in particolare nei fine settimana, sempre nell’ottica: “di una adeguata vigilanza sul rispetto delle misure anticontagio”.

Il prefetto ha anche valutato con i primi cittadini la possibilità di chiudere temporaneamente strade e piazze: “dove si potrebbero creare situazioni di assembramento”, così come indicato e previsto dal Decreto del Presidente del consiglio dei ministri del 18 ottobre. Finora, tuttavia, sul territorio provinciale non sono emerse esigenze in tal senso.

Si è infine confrontato con il Dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Monza e Brianza per approfondire le nuove misure in materia di didattica a distanza rivolta alle scuole superiori:”Al riguardo - fanno sapere dalla Prefettura - è stato riferito che fin dall’avvio del corrente anno scolastico le scuole della Provincia interessate dalle misure in parola hanno organizzato la didattica secondo un modello che prevedeva un’alternanza tra lezioni ‘in presenza’ e lezioni ‘a distanza’, cosicché tutti gli istituti secondari di secondo grado sono pronti a implementare fin da subito tale seconda modalità”.


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