Monza Brianza: parte la raccolta firme di Lega e Radicali per la riforma della giustizia
La squadra (Foto by Annamaria Colombo)

Monza Brianza: parte la raccolta firme di Lega e Radicali per la riforma della giustizia

Lega e Radicali di Monza, con il sostegno degli altri partiti del centrodestra, lanciano anche in Brianza la raccolta firme per sostenere i sei referendum per la riforma della giustizia.

Il primo banchetto in Italia per la raccolta delle firme per indire 6 referendum di riforma della giustizia italiana promossi dalla Lega e dai Radicali è stato allestito giovedì 1 luglio a Seregno. Venerdì 2 è stata la volta di Villasanta, durante il mercato, e di Monza, a fianco del palazzo comunale, dove sono passati nomi noti non solo del Carroccio.

Tra questi il primo cittadino monzese Dario Allevi, l’assessore allo sport Andrea Arbizzoni, i deputati leghisti Paolo Grimoldi e Massimiliano Capitanio, il senatore Emanuele Pellegrini, il segretario provinciale Lega MB Andrea Villa, il vice presidente della Provincia Riccardo Borgonovo e il consigliere Fabio Meroni, oltre ad alcuni sindaci brianzoli. Sei i quesiti referendari proposti: la riforma del Csm; la responsabilità diretta dei magistrati; l’equa valutazione dei magistrati; la separazione delle carriere dei magistrati; i limiti agli abusi della custodia cautelare; l’ abolizione del decreto Severino.

«Tra gli scopi dei quesiti - ha esordito l’onorevole Grimoldi - vi è quello di colpire le correnti nella magistratura. È assurdo che oggi per candidarsi al Csm sia obbligatorio raccogliere dalle 25 alle 50 firme, cosa che richiede per forza di cose l’appartenenza a una corrente. Ci vuole meritocrazia, non militanza politica. E poi è necessario che anche i magistrati, così come i cittadini comuni e i professionisti, quando sbagliano debbano pagare». Grimoldi ha fatto riferimento il recente caso dell’ex sindaco di Lodi Simone Uggetti (Pd), arrestato e accusato di turbativa d’asta, e poi assolto in appello. «A questa persona - ha sottolineato il parlamentare monzese - sono state rovinate la vita personale e la carriera politica e nessuno ha pagato. Non deve funzionare così: chi sbaglia paga».

Grimoldi si è soffermato anche su altri nodi: «Oggi ci sono 22.000 persone agli arresti senza avere ancora avuto un processo - ha continuato - quanti di loro sono innocenti? Tutto questo non ha nulla di civile e di democratico. E poi c’è la legge Severino da abrogare. Penso a un altro primo cittadino: il sindaco di Crema Stefania Bonaldi alla quale è stato recapitato un avviso di garanzia per un bambino che si è fatto male all’asilo. A parte il fatto che non comprendo che cosa c’entri un sindaco con un episodio simile, ma il punto è che se lei dovesse essere giudicata colpevole in primo grado verrebbe sospesa dai pubblici uffici e decadrebbe dalla carica quando, fino a prova contraria, in Italia esistono tre gradi di giudizio».

Ad appoggiare la campagna referendaria anche il partito liberale, presente a Monza con Giampietro Doni che si è concentrato, tra l’altro, sulla necessità della separazione delle carriere dei magistrati, e il partito radicale con Roberto D’Achille che ha rammentato le battaglie radicali a favore dei diritti umani. «Qualcuno ha definito anomala la nostra alleanza con la Lega - ha sottolineato - a noi non sembra proprio. Noi non abbiamo pregiudizi verso alcuno e siamo sempre al fianco di chi combatte le battaglie giuste. Inoltre, abbiamo sempre creduto nei referendum, forme di dialogo coi cittadini e di democrazia diretta».

Anche Forza Italia appoggia l’iniziativa Lega-Radicali. «Non vogliamo fare una battaglia contro la magistratura - ha chiosato Riccardo Borgonovo - ma pensiamo che ci siano diverse cose da rivedere e per questo vogliamo portare il nostro contributo». I banchetti per la raccolta firme saranno allestiti in tutti i comuni della Brianza. «Ne abbiamo in programma una sessantina - ha concluso Elisabetta Viganò, referente comitato referendario - ma ricordiamo che in ogni municipio sono a disposizione dei cittadini gli appositi moduli su cui apporre la propria firma».


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