Mezzago, polemiche post elezioni: vigili in Comune per il trasloco di Monti, le reazioni e la condanna del Pd
Elezioni 2019, Amministrative: la stretta di mano tra i candidati sindaci di Mezzago Massimiliano Rivabeni (Cambia Mezzago) e Giorgio Monti (Mezzago Democratica) (Foto by Gabriele Galbiati)

Mezzago, polemiche post elezioni: vigili in Comune per il trasloco di Monti, le reazioni e la condanna del Pd

I risultati del voto di domenica a Mezzago hanno lasciato diversi strascichi di polemica, soprattutto nella giornata di martedì per l’intervento degli agenti di polizia locale in occasione del trasloco dell’ex primo cittadino Giorgio Monti. Le parole dei due sfidanti, la condanna del Pd brianzolo.

I risultati del voto di domenica a Mezzago hanno lasciato diversi strascichi di polemica, soprattutto nella giornata di martedì per l’intervento degli agenti di polizia locale in occasione del trasloco dell’ex primo cittadino Giorgio Monti, arrivato in Comune la mattina presto attorno alle 7 per sgomberare le ultime cose lasciate in ufficio. Una presenza che non è passata inosservata ad alcuni sostenitori di “Cambia Mezzago” che hanno subito avvisato il neo eletto Massimiliano Rivabeni che a sua volta ha contattato i “ghisa” cittadini.

La vicenda ha spaccato a metà l’opinione pubblica mezzaghese che ne ha discusso ampiamente sul web.

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«La mia chiamata alla polizia locale – spiega Rivabeni – nasce dal fatto che volevamo evitare di fomentare la tensione che si è creata dopo il risultato elettorale. In un clima già teso abbiamo pensato che la presenza delle forze dell’ordine potesse distendere gli animi. Così purtroppo non è stato. Sottolineo però che non c’è stata nessuna volontà da parte nostra di voler controllare cosa stesse facendo Monti, che mi avrebbe potuto tranquillamente contattare per dirmi questa cosa e questo equivoco non si sarebbe creato».

La replica di Monti non si è fatta attendere, spiegando le sue sensazioni emotive dopo aver trovato la polizia locale in Comune durante le operazioni di trasloco.
«È vero avrei potuto contattare Rivabeni avvisandolo, ho sbagliato e per questo chiedo scusa – spiega – Dopo il voto però la testa era da tutt’altra parte. Mi sono accordato con una dipendente comunale per passare in Comune a ritirare le mie cose. Non stavo facendo nulla di illecito e la presenza della dipendente era per far tutto alla luce del sole. Quando ho visto la polizia locale inizialmente non ci ho dato molto peso. Poi però ho pensato che la loro presenza fosse lì proprio per controllare quello che stessi facendo. Diciamo che non è stato un bel trattamento, questa cosa mi ha fatto più male che la sconfitta in sé. Penso che siano necessarie delle scuse, non tanto a me, quanto più a tutta la comunità cittadina per il poco rispetto che c’è stato».

Condanna del gesto e solidarietà a Monti da parte del Pd brianzolo: «È di ieri la notizia che il nuovo sindaco di destra di Mezzago, Massimo Rivabeni, che ha vinto le elezioni per appena 11 voti di differenza, ha ritenuto di dover chiamare la Polizia Locale a vigilare sul ritiro degli effetti personali in Comune da parte dell’ex sindaco Giorgio Monti. Come Partito Democratico riteniamo questo atto gravemente offensivo, non solo nei confronti di Giorgio, sul cui valore politico, morale e umano non può essere sollevata la minima ombra, ma di tutta la cittadinanza di Mezzago, che non merita di iniziare la sua nuova amministrazione con una dimostrazione così immediata di arroganza, divisione e mancanza di rispetto. Ricordiamo a Rivabeni che è il sindaco di tutta Mezzago, non di quella metà + 11 che l’ha votato e che – siamo sicuri – non ha nemmeno apprezzato questa tracotanza. Se è così che vuole “Cambia(re) Mezzago”, prendendo spunto dal nome della sua lista, non farà molta strada. A vigilare ci saremo noi, stavolta sul rispetto delle istituzioni e dei cittadini. Esprimiamo la nostra solidarietà a Giorgio, le cui parole dopo la sconfitta dimostrano ancora una volta il suo valore umano e il suo senso della politica come servizio al bene comune, e non come mera esibizione di potere e arroganza come sembra interpretare il nuovo sindaco di Mezzago».


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