La Coop “La Speranza” di Villasanta sbotta: «Non facciamo più trasporti, il Comune paga di più un servizio dove si fa di meno»
Una foto d’archivio: la consegna di un nuovo mezzo di trasporto per la cooperativa La Speranza

La Coop “La Speranza” di Villasanta sbotta: «Non facciamo più trasporti, il Comune paga di più un servizio dove si fa di meno»

«Non facciamo più trasporti, il Comune paga di più un servizio dove si fa di meno»: cosi la coop di Villasanta “La Speranza” ha sbottato contro l’affidamento del servizio, in via diretta, da parte del Comune a “Monza 2000”: una scelta che si porta dietro un carico di dubbi notevole.

A pochi giorni dal cambio di gestore del trasporto sociale a Villasanta, continuano le polemiche e le proteste delle famiglie degli utenti. Dopo oltre vent’anni di servizio la cooperativa La Speranza ha smesso di accompagnare anziani e diversamente abili. Dal 4 ottobre scorso è subentrata la Monza 2000, in seguito a un affidamento diretto del Comune. «La cosa più giusta da fare – fanno sapere della cooperativa di via Massimo D’Azeglio – sarebbe stata quella di prorogare di un paio di mesi il servizio. E da gennaio 2022 pubblicare un nuovo bando». Alla Speranza era già stato prorogato il contratto di appalto per sette volte, dal 31 gennaio 2019 fino al 30 settembre di quest’anno. Nel frattempo il nuovo bando pubblicato dal Comune è andato deserto per due volte. La stessa Speranza non aveva partecipato a causa delle condizioni «economicamente insostenibili» presenti nel testo: 1,58 euro a chilometro, «quando invece ne servirebbero almeno 1,72 per rientrare delle spese».

E sono proprio le diverse condizioni economiche proposte ad aver irritato non poco i dirigenti della cooperativa di Villasanta. L’affidamento diretto alla Monza 2000 prevede un costo di 113.140 euro più Iva per coprire il trasporto sociale dal 4 ottobre fino al 31 luglio 2022. «Ciò significa che per ciascuno dei dieci mesi di validità del contratto di affidamento diretto il Comune corrisponderà al nuovo gestore del servizio un canone mensile di 11.314 euro – precisano dalla Speranza -. Il contratto stipulato con noi prevedeva un importo annuo di circa 105.000 euro mai raggiunti». Ma non solo. Il servizio offerto dalla Speranza contemplava non solo il trasporto sociale per gli utenti a carico del Servizio sociale del Comune, ma anche di quelli che di volta in volta venivano richiesti dal Servizio sociale oltre alla consegna dei pasti. «Questi ultimi due servizi, altrettanto importanti, non risultano nel nuovo contratto stipulato con la Monza 2000. Significa che il Comune paga di più per un servizio più povero. Sono tanti gli anziani che ci chiamano per chiedere un aiuto per raggiungere ambulatori e ospedali. Ma purtroppo adesso quel servizio non c’è più, e questo crea non pochi disagi».

Mutati i prezzi è cambiata anche l’organizzazione del trasporto. Prima gli utenti venivano accompagnati a bordo dei sette mezzi a disposizione della cooperativa, offrendo quindi un servizio personalizzato. Ora invece il servizio sarà effettuato con un solo mezzo, un pullman con più di nove posti, con un autista professionista e un accompagnatore a bordo. «In questo modo non potremo più confermare l’assunzione di due dipendenti a tempo determinato, senza che ne consegua un obbligo nei confronti del nuovo gestore», aggiungono dalla Speranza. Dall’amministrazione al momento nessuna replica. Le risposte ufficiali in merito alla vicenda verranno presentate solo in aula, durante il prossimo consiglio comunale. Intanto i dirigenti della Speranza stanno valutando le procedure amministrative da seguire: il ricorso al Tar o alla Corte dei Conti.


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