Desio, la Büsasca non ci sta: in pericolo la sua presenza al prossimo Palio

Dopo le sospensioni comminate dal Comitato del Palio Desio rischia di vedere la prossima edizione della corsa con gli zoccoli senza la contrada della Büsasca
la contrada busasca la protesta al palio
la contrada busasca la protesta al palio Paola Farina

Potrebbe essere un Palio degli zoccoli senza una contrada quello che si disputerà il prossimo anno. Sarebbe la prima volta nella storia della manifestazione, nata 30 anni fa. «Ci riserviamo di decidere sulla presenza della contrada Buscasca al Palio» dicono i maestri della Buscasca Lele Levati e Andrea Ghezzi e i contradaioli Alberto Carrara, Matteo Iachini e Nicolò D’Argenio, sospesi per due anni, per decisione del comitato organizzatore, dopo la polemica scoppiata la scorsa estate. Una sospensione che riguarda le persone, non la contrada, nei cui confronti non è stato preso nessun provvedimento.


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Ma i maestri e i contradaioli stanno pensando di non fare partecipare la Busasca alla gara, in disaccordo con la decisione del comitato e in polemica, in generale, con tutta l’organizzazione dell’evento. «L’organizzazione è poco chiara e fumosa e non c’è dialogo» afferma Nicolò D’Argenio, protagonista, suo malgrado, dello scontro scoppiato all’edizione della scorsa estate. La Busasca ha protestato il giorno della gara, il 9 giugno, non facendo correre i propri contradaioli (che non si sono mossi dalla linea di partenza) ed esponendo uno striscione, dopo la decisione del comitato, comunicata qualche giorno prima dell’evento, di non fare partecipare Nicolò D’Argenio, assente alla cerimonia di investitura del 25 maggio, perché invitato al matrimonio di un parente. Per regolamento, i contradaioli devono essere presenti alla cerimonia. Quest’anno il comitato ha deciso che, per chi sarebbe stato occupato ai seggi delle elezioni europee o sarebbe stato al lavoro, ci sarebbe stata una deroga.

«Nei nostri confronti – dice Andrea Ghezzi – è stata usata un’eccessiva rigidità. Hanno cercato in tutti i modi di metterci in difficoltà. Noi, negli anni passati, siamo sempre stati presenti a tutte le cerimonie, mentre altre contrade erano assenti. Quest’anno è toccato a noi. Abbiamo portato la giustificazione dell’assenza del nostro contradaiolo. Ci hanno detto che le giustifiche sarebbero state valutate dai loro avvocati. E quando c’è stata la consegna degli zoccoli, a D’Argenio non sono stati consegnati».

Il comitato ha deciso la sospensione dei due maestri e i 3 corridori, in seguito alla protesta messa in scena dalla Busasca il giorno della gara. “Un inutile gesto di protesta, ingiustificato e fuori luogo, gravemente lesivo nei confronti della manifestazione e in contrapposizione col suo spirito” si legge nel comunicato ufficiale del comitato. «Non riteniamo che i nostri gesti siano stati così gravi, non abbiamo impedito lo svolgimento della corsa, non abbiamo scritto nulla di offensivo» dicono insieme Lele Levati, Andrea Ghezzi, Alberto Carrara, Matteo Iachini e Nicolò D’Argenio.

Per poi trarre le loro conclusioni: «Ci hanno messo in difficoltà perché siamo scomodi» sottolinea Andrea Ghezzi . « Noi – aggiunge Lele Levati – ci siamo sempre spesi molto per il Palio, ci siamo impegnati per la buona riuscita della manifestazione. Abbiamo lavorato insieme al comitato, abbiamo sempre cercato il confronto». «Abbiamo proposto di cambiare il regolamento per evitare le incoerenze. Le deroghe, infatti, cambiano a seconda delle persone a cui devono essere applicate».

Maestri e contradaioli della Busasca si sarebbero aspettati più sostegno dopo la polemica della scorsa estate, anche se qualcuno si è fatto sentire. «Abbiamo ricevuto solidarietà da parte di alcuni maestri, non tutti, e anche da parte di qualcuno del comitato organizzatore». E ora cosa succederà? «Ci riserviamo di decidere della presenza della Buscasca al Palio»