Busnago, tentò di rapire una bambina e aggredì il nonno: condannato a otto anni
Monza Tribunale (Foto by Fabrizio Radaelli)

Busnago, tentò di rapire una bambina e aggredì il nonno: condannato a otto anni

È stato condannato a otto anni e dieci mesi l’uomo di 29 anni che, pochi giorni prima di Natale 2019, a Busnago, aveva cercato di strappare dalle mani di un nonno di 76 anni il passeggino con la nipotina di due anni e poi lo aveva aggredito.

Condannato a otto anni e dieci mesi l’uomo di 29 anni, marocchino che, pochi giorni prima di Natale 2019, a Busnago, aveva cercato di strappare dalle mani di un nonno di 76 anni il passeggino con la nipotina di soli due anni e aveva successivamente cercato di strangolare l’anziano mettendogli le mani al collo.

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Tentato omicidio e tentato sequestro di persone le accuse. La sentenza è dei giorni scorsi, pronunciata dal gup del tribunale di Monza Cristina Di Censo, che ha leggermente ridimensionato le richieste della pubblica accusa, che aveva chiesto la condanna a dieci anni e mezzo di reclusione.

Lo shock era stato davvero forte, il 23 dicembre scorso in corso Italia, e le conseguenze avrebbero potuto essere molto più gravi, se non fosse stato per il provvidenziale intervento due passanti che avevano salvato il pensionato 76enne brianzolo dall’aggressione del giovane, che gli aveva messo le mani al collo per strangolarlo.
Il fatto si era verificato verso le 13.30, quando l’anziano stava facendo una passeggiata con la nipote sulla lunga strada che taglia i campi, attraversata da pista ciclabile. Secondo quanto ricostruito, l’aggressore, un senza fissa dimora di origine marocchina già arrestato in passato dai carabinieri della compagnia di Vimercate, si era avventato contro il passeggino, e lo aveva afferrato come a volerlo portare via. Il tutto senza proferire parola. Ovviamente il nonno si era scagliato contro di lui per difendere la bimba. Cosa che era riuscito a fare, anche se poi si era trovato le mani al collo.

La scena non era passata inosservata ad alcuni passanti, che erano intervenuti. I carabinieri lo avevano arrestato con accuse di tentato sequestro, tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale, visto che aveva reagito ai militari prima di farsi portare in caserma. Il gesto era stato del tutto casuale (lui stesso non aveva dato alcuna motivazione), compiuto da un soggetto con problemi psichici e di dipendenza.


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