Quartiere stazione di Carnate, operazione “bonifica”. Si susseguono a tambur battente gli interventi interforze coordinati dalla prefettura sull’area dello scalo ferroviario carnatese, da tempo teatro di episodi di forte allarme sociale.
Stazione di Carnate, “operazione bonifica”: le forze coinvolte
La prefettura di Monza ha fatto il punto su tutte le operazioni che da settembre a oggi si sono svolte sul territorio proprio per assicurare il ritorno della normalità in città. Interventi che si aggiungono a quelli già svolti normalmente dagli uomini dell’Arma della Compagnia di Vimercate e nello specifico dalla stazione di Bernareggio.
Per raggiungere gli obiettivi di sicurezza sono state inoltre coinvolte le unità cinofile, i Nas per quanto concerne tutta la parte relativa ai locali e il Nil, il nucleo dei militari deputato al controllo dei cantieri. In totale, da settembre, sono state controllate complessivamente 324 persone.
A Carnate le operazioni – che comunque proseguiranno anche in futuro – hanno portato a sette arresti e 19 denunce in stato di libertà nonché all’avviamento delle pratiche di rimpatrio per tre stranieri risultati irregolari sul territrorio.
Stazione di Carnate, “operazione bonifica”: l’allarme scoppiato con la mega rissa dello scorso autunno
L’allarme era scoppiato lo scorso autunno con un episodio particolarmente grave, una vera e propria rissa a suon di bottiglie ed estintori. A fine ottobre i controlli hanno permesso di identificare gli 8 partecipanti, denunciati per rissa aggravata. Uno di questi è risultato irregolare e avviato al rimpatrio, mentre per tutti gli altri è scattato il daspo urbano. Ma le operazioni hanno visto anche la “partecipazione” di residenti italiani come l’uomo che è stato deferito per il reato di favoreggiamento per ospitare nella sua abitazione tre stranieri senza pertmesso di soggiorno. Anche in questo caso è scattato il rimpatrio nei confronti di un tunisino.
Stazione di Carnate, “operazione bonifica”: l’ex scatolificio
Tra le aree passate al setaccio anche l’ex scatolificio dove è stato rinvenuto un individuo di origine marocchina che lo occupava abusivamente, mentre è riuscito a sfuggire alle maglie un altro uomo, sempre nello stesso luogo, segnalato come destinatario di un provvedimento di cattura. Le operazioni si sono susseguite anche a gennaio quando è stato arrestato un uomo marocchino con l’accusa di resistenza e danneggiamento aggravato. Pochi mesi prima era toccato ad un suo connazionale accusato di rapina impropria ai danni di un negozio di alimentari, mentre un altro ancora era finito in manette a ottobre per danneggiamento aggravato.
Stazione di Carnate, “operazione bonifica”: l’individuazione dell’aggressore di una giovane pendolare
Uno degli episodi di maggiore clamore è stata poi l’individuazione dell’uomo – avviato all’espulsione – responsabile dell’aggressione avvenuta su un treno per Milano di una giovane donna brasiliana. La sicurezza di Trenord lo aveva individuato proprio alla stazione carnatese.
Sono scattate le manette anche per altre due persone di origine marocchina che risultavano domiciliati in un box condominiale. Entrambi è emerso risultavano già destinatari di una denuncia a piede libero per invasione di edifici in una palazzina in disuso in piazza Pio XII.
Stazione di Carnate, “operazione bonifica”: locali pubblici e negozi
I controlli hanno interessato anche locali pubblici e negozi, così lo scorso dicembre è scattata la sospensione dell’attività a carico di un esercizio pubblico, mentre agli inizi di febbraio – in collaborazione con i Vigili del fuoco – è scattato un blitz all’interno di un locale notturno seguito dalla chiusura d’urgenza per gravi carenze sulla sicurezza degli ambienti. Un tema che dopo Crans Montana è diventato se possibile ancora più oggetto di attenzione e preoccupazione da parte dei cittadini.
Non sono mancati infine i controlli economico – fiscali e di contrasto alla contraffazione con l’intervento delle Fiamme gialle. L’attività dei militari ha permesso di sequestrare penalmente 75.488 prodotti irregolari e amministrativamente 20.850 prodotti risultati non conformi. Sospesa anche un’attività commerciale per mancanza dei requisiti di sicurezza. L’attività di chiusura degli esercizi pubblici da parte della Questura proseguirà anche nelle prossime settimane su tutto il territorio provinciale.