Tanto rumore perché quest’anno salta la sagra di Lissone con il luna park. Più che comprensibile: è una tradizione molto radicata, che affonda le sue radici indietro negli anni. Nessuno al giorno d’oggi può più permettersi di discutere la formula: la festa di Lissone prevede i commercianti ambulanti e dai giostrai.
Sagra senza giostre a Lissone: i dubbi di Talarico
La domanda che però in molti hanno iniziato a porsi mercoledì sera durante la seduta di consiglio comunale è un’altra: e se saltasse anche la festa 2027? Il primo a porre il quesito, frutto anche dei discorsi fatti nei giorni scorsi in commissione, è stato Elio Talarico (Partito democratico). Da parte sua un suggerimento pratico all’amministrazione comunale: quello di rinviare adesso il cantiere, visto che non ci sono certezze per il futuro.
«Con l’allungamento dei lavori – ha avvertito – sarebbe in pericolo anche la sagra del 2027. Si spera che non sia così, ma lo slittamento dei tempi nei lavori pubblici può anche capitare».
Sagra senza giostre a Lissone: e quelli di Arosio e Meroni
Della stessa opinione anche Stefano Arosio (ex Fratelli d’Italia e ora indipendente): «Da quanto abbiamo appreso i lavori dovrebbero durare 272 giorni. Significa 9-10 mesi. Capisco che questo lavoro interessa alla maggioranza in ottica elettorale. Non vorrei però che diventasse un boomerang: cosa succede se saltiamo due sagre perché i lavori ritardano?». Fabio Meroni (Prima Lissone) ha invece puntato il dito sul fatto che ormai si è superato il punto di non ritorno: «Il problema è tutto politico. Sono i politici che devono convincere la gente che la festa quest’anno non si farà. E, poi, dovranno anche convincere i lissonesi che non sarà più la stessa: il prossimo anno, anche con la piazza eventualmente ultimata, non sarà la festa che tutti abbiamo in mente e che appartiene alla nostra tradizione».