Dopo più o meno quindici giorni di lavori, il Comune di Monza ha fatto un primo bilancio della chiusura al traffico dei ponti di via Zanzi e Aliprandi. Una decisione che ha suscitato grandi polemiche per la tempistica, per il termine a fine gennaio 2027 e la scelta di un intervento in contemporanea sui due scavalchi centrali sul fiume Lambro, deviando il traffico sull’asse Boccaccio-Cantore.

Ponti chiusi a Monza: il primo bilancio del Comune, manutenzione straordinaria necessaria e prima dei cantieri M5
La manutenzione straordinaria dei due ponti centrali, più quello di via Fermi a San Rocco che però non ha comportato una chiusura totale, “è stata considerata dai tecnici indispensabile e indifferibile” dopo la ricognizione effettuata “su circa 80 manufatti cittadini”. E che ha decretato che sono cinque in tutto i ponti bisognosi di intervento: i lavori in via Visconti e via Annoni sono previsti per il 2027. Tutti poi dovranno essere collaudati prima che vengano avviati 14 cantieri fissi e contemporanei della Linea Metropolitana M5.
“A oggi risultano già completati i lavori relativi all’acquedotto, alle fognature e al metano, mentre nei prossimi giorni toccherà ai cavi elettrici”, spiega una nota a proposito delle prime operazioni di demolizione previste e dello spostamento dei sottoservizi.
Ponti chiusi a Monza: il primo bilancio del Comune, la viabilità e gli incroci
Per quanto riguarda le ripercussioni sulla viabilità cittadina “dopo sette giorni dall’entrata in vigore del piano di viabilità alternativa predisposto dai tecnici – che aveva dimostrato una sostanziale efficacia – il Comune ha stabilito di aprire al transito veicolare anche il viale Cavriga”, per fluidificare il traffico negli orari di punta verso est. “Ulteriori eventuali modifiche che si rendessero necessarie saranno valutate dall’amministrazione comunale”.
Sono invece quattro le intersezioni monitorate dalla redistribuzione dei flussi veicolari: gli incroci Annoni/Cantore, Regina Margherita/Boccaccio, Battisti/Brianza e Brianza/Cavriga.
“Gli esiti delle analisi condotte attraverso l’impiego di “spire” posizionate sotto l’asfalto che consentono anche di contare i veicoli, confermano che l’apertura di viale Cavriga ha contribuito a ridurre gli accodamenti, i quali tuttavia permangono fisiologicamente in alcuni orari di punta, soprattutto mattutini”, analizza il Comune.
Ponti chiusi a Monza: il primo bilancio del Comune, il sindaco Pilotto
«Stiamo monitorando con attenzione l’evoluzione dei cantieri e gli impatti sulla viabilità cittadina, per limitare quanto possibile i disagi alla circolazione – spiega il sindaco Paolo Pilotto – Si tratta, tuttavia, di interventi indifferibili destinati a garantire la sicurezza dei ponti. Cercheremo di concludere nel minore tempo possibile».

Ponti chiusi a Monza: il primo bilancio del Comune, perché tutti insieme
Ma quindi perché tutti insieme? Il Comune spiega: “Per l’obbligo normativo di mettere in sicurezza i manufatti nel più breve tempo possibile, per il cronoprogramma del Piano delle Opere Pubbliche cui è vincolata l’erogazione dei fondi regionali, per la richiesta di Aipo di ridurre il rischio idrogeologico e lavorare contemporaneamente riduce l’esposizione totale del cantiere a eventuali allerte meteo o piene a 7 mesi complessivi, mentre una scelta sequenziale (un ponte dopo l’altro) raddoppierebbe l’interferenza con l’alveo del fiume, estendendola a 14 mesi (7+7)”.
E il traffico? Il ponte Aliprandi non avrebbe potuto “in alcun modo farsi carico del traffico pesante e dei mezzi del Trasporto Pubblico Locale deviati da via Zanzi” mentre un cantiere alternato avrebbe richiesto comunque “lo spostamento totale del traffico forte su direttrici esterne alla zona, la parzializzazione dei lavori avrebbe prolungato i disagi senza offrire reali valvole di sfogo alla circolazione ordinaria”.