Neonata abbandonata a Monza: tante richieste di adozione, la madre può ancora ripensarci

Non ha ancora un nome la bambina abbandonata davanti all'ospedale di Monza. Sta bene, tante le richieste di adozione ma la madre potrebbe ancora ripensarci
MONZA ospedale
L’ospedale di Monza Fabrizio Radaelli

Non ha ancora un nome la neonata abbandonata davanti all’ingresso del pronto soccorso ostetrico, martedì mattina presto. Nel reparto di Neonatologia per tutto il personale è “la piccola”. Il nome e il cognome saranno dati dal Comune di Monza allo scadere dei dieci giorni dall’abbandono quando proprio il comune diventerà tutore in attesa dell’adozione. Per i dieci giorni successivi all’abbandono la madre biologica potrebbe ancora tornare sui suoi passi.

Neonata abbandonata a Monza: 2.440 grammi, alimentata con il biberon

Al momento ciò che conta è che la piccola sta bene, pesava 2.440 grammi al momento dell’abbandono, è alimentata con il biberon ed è coccolata dalle infermiere della Terapia Intensiva Neonatale. La scelta del reparto non è legata alle condizioni della piccola come spiega il primario Luisa Ventura della Fondazione Monza e Brianza per il bambino e la sua mamma che a Monza gestisce i reparti materno infantili: «E’ una scelta per garantire la massima privacy alla piccola-spiega Ventura- perché il reparto è l’unico in Italia dotato di Family Room, stanze singole, lontane dunque da sguardi indiscreti, dove i prematuri crescono accanto ai loro genitori». Non ha una famiglia accanto la neonata abbandonata in una scatola di scarpe, ma sicuramente ora è stata adottata da tutto il personale che non fa mai mancare la propria presenza nella stanza.

Neonata abbandonata a Monza, direttore della Clinica ostetrica commossa

Si commuove Patrizia Vergani, direttore della Clinica Ostetrica a Monza: «La bimba sta bene, ma il mio pensiero va alla madre, al suo dolore, al fatto che ha partorito sola che magari ha bisogno di cure e non le ha avute. Certamente nel suo dramma ha compiuto un gesto eroico di lasciarla davanti ad un luogo di cura». Non c’è a Monza una culla termica, versione moderna della “ruota degli esposti”. «Non so se sarà il caso di metterla -prosegue Vergani- a mio avviso sarebbe più importante riuscire ad arrivare a tutte le donne con una rete di servizi sul territorio. È importante che anche le donne straniere sappiano che si può partorire in ospedale in modo anonimo e non riconoscere il neonato. Anche giuridicamente sono tutelate perché non c’è reato di abbandono di minore».

Neonata abbandonata a Monza, sarà il magistrato a procedere

Tante le richieste di adozione, ma come spiega Andrea Biondi, direttore della Clinica pediatrica per tanti anni in servizio al Tribunale dei Minori, ci sono già coppie ritenute idonee all’affido o all’adozione: «Sarà il magistrato a stabilire chi potrà adottare la bambina o se procedere prima con un affido temporaneo». Il magistrato potrebbe anche decidere per una soluzione temporanea in una casa famiglia e i servizi sociali del Comune sono già al lavoro per identificare una struttura, mentre il Comune dovrà farsi carico delle spese di stentamento della piccola nel momento in cui ne sarà tutore legale. Mercoledì a far visita alla neonata è arrivata l’assessore al Welfare Letizia Moratti: «E’ bellissima- ha detto– penso al dramma della sua mamma e vorrei dire alle donne di non aver paura del giudizio, ma di andare a partorire in ospedale dove possono, dopo il parto, disconoscere il neonato»”.