Una panchina tricolore a Monza ricorderà Norma Cossetto, la studentessa istriana torturata, violentata e gettata nelle foibe dai partigiani jugoslavi nell’ottobre 1943. Lo ha deciso il consiglio comunale lunedì 15 giugno al termine di una lunga e accesa discussione in cui il Pd si è spaccato.
Monza: una panchina tricolore per Norma Cossetto, la discussione e LabMonza
Fin dalle battute iniziali si è compreso che l’auspicio che la mozione non fosse «di parte» pronunciato da Andrea Arbizzoni di Fratelli d’Italia nell’illustrare la proposta non si sarebbe avverato: «Non ero nostalgico a diciotto anni e non lo sono ora», ha precisato poco dopo.
Il primo a bocciare l’iniziativa è stato il democratico Pietro Zonca: «Tante donne hanno subito lo stesso trattamento durante la guerra» ha affermato invitando l’aula a dedicare alla giovane una panchina rossa. Alcuni consiglieri hanno, quindi, spostato il dibattito sul femminicidio.
Il ricordo, secondo Lorenzo Spedo di LabMonza, potrebbe nascondere il tentativo di normalizzare gli orrori commessi in Istria e in Dalmazia dai fascisti mentre il suo collega Francesco Racioppi ha suggerito di commemorare le vittime del fronte orientale con una panca con i colori delle bandiere italiana, croata e slovena.
Monza: una panchina tricolore per Norma Cossetto, Allevi e Pilotto
«Usare i crimini fascisti per ridimensionare il massacro di innocenti – ha commentato Dario Allevi – è una logica tribale di vendetta collettiva». «Noi siamo gli eredi dei ribelli per amore della giustizia e della libertà – ha dichiarato il capogruppo del Pd Angelo Imperatori – votiamo la mozione per rispetto alla memoria di Norma Cossetto». I cittadini, secondo il sindaco Paolo Pilotto, saranno in grado di evitare «letture sbagliate».
La proposta ha ottenuto 20 voti a favore, 5 contrari e un’astensione mentre Paolo Piffer di Civicamente non ha partecipato alla votazione in quanto il dibattito «non riguarda questioni amministrative».