Monza, il “Buon Pastore” promette battaglia: «Pronti a fare causa al Comune»

I membri del comitato Buon Pastore promettono battaglia per difendere l’intera area a due oassi dal centro di Monza.
Monza Buonpastore
Monza Buonpastore

“Traditi” da quanto promesso nel programma elettorale del candidato Pilotto, i membri del comitato Buon Pastore promettono battaglia per difendere l’intera area, testimonianza storica e patrimonio ambientale a due passi dal centro di Monza. «Aspettiamo i prossimi passi dell’amministrazione – ha dichiarato l’avvocato Emanuela Beacco, il legale che assiste il comitato – e se nulla cambierà faremo causa al Comune di Monza».

Monza, il “Buon Pastore” promette battaglia: due azioni legali già in corso

Al momento il comitato cittadino guidato da Silvia Castagna ha in corso due azioni legali: una presso la sede di Milano del Tar e l’altra in Consiglio di Stato. Il ricorso al Tar, presentato insieme a Legambiente, riguarda l’opposizione al parere preliminare favorevole espresso dalla Soprintendenza nel 2018, relativo al piano planivolumetrico presentato dalla proprietà, la BP Real estate. Un ricorso che di fatto ha bloccato, nel 2019, l’approvazione definitiva dopo la delibera di giunta (approvata dall’amministrazione Allevi) che avrebbe dato il via libera all’edificazione di tre torri di 12, 10 e 9 piani, oltre alla realizzazione di un’area commerciale di media superficie all’interno della chiesa panottica. Oggi il ricorso è ancora pendente davanti al giudice amministrativo.

Monza, il “Buon Pastore” promette battaglia: l’avvocato

«Contestiamo l’irragionevolezza della Soprintendenza che ha cambiato impostazione rispetto a un primo pronunciamento del 2005, che prevedeva nuovi edifici di altezza non superiore al contesto, e non torri alte fino a 38 metri», ha spiegato Beacco durante la conferenza stampa organizzata nella sede del PD di San Fruttuoso, il 10 gennaio.

Monza, il “Buon Pastore” promette battaglia: l’ultima del 23 dicembre

La seconda azione legale risale solo allo scorso 23 dicembre. L’udienza in Consiglio di Stato è fissata per il prossimo 3 febbraio e riguarderà il vincolo di tutela dell’intera area cui ha fatto ricorso in appello la proprietà.
«È fondamentale che il Comune si impegni a tutelare l’intera area che è una testimonianza storica della città e racconta l’identità culturale del quartiere – aggiunge Alessandra Rossi, membro del comitato – Per non parlare poi dell’area verde, un autentico bosco in città dove sono stati censiti 136 alberi di cui quattro monumentali e sei prossimi ad esserlo».

Monza, il “Buon Pastore” promette battaglia: «Questa amministrazione si sta dimostrando incoerente»

«Da questa amministrazione che in campagna elettorale ha più volte parlato di consumo negativo del suolo e difesa del verde, ci saremmo aspettati più sensibilità. Abbiamo sostenuto politici che ora si stanno dimostrando incoerenti, dal momento che l’assessore Lamperti oggi approva la delibera della giunta Allevi, la stessa che ha contestato quando era all’opposizione. L’unica urbanistica partecipata che rimane a noi cittadini è la via legale», ha aggiunto Castagna.

Monza, il “Buon Pastore” promette battaglia: risponde l’assessore Marco Lamperti

A rispondere è il diretto interessato che ribadisce la volontà dell’amministrazione di tutelare l’area come previsto dal piano vigente, approvato due volte: nel 2017 dalla giunta Scanagatti e nel 2019 da quella Allevi.
«Nel dialogo con l’operatore mi sono concentrato sull’ambito di manovra che ho: la riqualificazione e l’acquisizione pubblica della chiesa panottica, che una volta restaurata avrà un valore di 3 milioni di euro, perché diventi un polo culturale e il recupero del parco perché diventi un’area fruibile. Per il resto è il pgt approvato due volte dal consiglio comunale a consentire l’edificazione di quei metri cubi – spiega l’assessore al Governo del territorio, Marco Lamperti Se l’operatore proseguirà con il progetto del supermercato allora ci opporremo. Altrimenti la scelta è lasciare quell’area chiusa e abbandonata, anziché patrimonio di tutti».