Monza, continua la caccia ai supplenti nelle scuole: ma le liste sono esaurite

A Monza continua la caccia ai supplenti, ma le liste ormai sono esaurite e le scuole si trovano in difficoltà nella ricerca dei docenti. Un problema che riguarda soprattutto le primarie. Eppure tanti insegnanti sono rimasti esclusi dalle graduatorie.
Monza, assegnazione cattedre docenti precari al Mosè Bianchi
Monza, assegnazione cattedre docenti precari al Mosè Bianchi Fabrizio Radaelli

Al via la fase C della Buona scuola di Renzi che dovrebbe potenziare l’organico delle scuole. Gli uffici scolastici assegnano a ogni provincia una percentuale di docenti che dovranno essere chiamati e la provincia di Monza e Brianza beneficerà di circa un dieci percento dei docenti a disposizione nell’area, il restante novanta andrà a Milano. Perché una percentuale così bassa? Questa la domanda che i sindacati hanno posto al dirigente dell’ufficio territoriale locale.

«La situazione è sempre più ingarbugliata – spiega Giovanni De Benedictis, segretario generale Flc Cgil scuola Monza e Brianza – Dalla fase C che partirà a breve, ai problemi quotidiani che le scuole ci sottopongono. Sulle scuole primarie, in particolare, la situazione è davvero nera, le graduatorie di prima e seconda fascia sono esaurite, ci sono dirigenti che si rivolgono a noi per chiedere se conosciamo qualcuno laureato in scienze della formazione primaria per delle brevi supplenze, visto che questa categoria è senza “graduatoria” nel senso che non ne esiste una dedicata».

Eppure ci sono insegnanti esclusi dalle graduatorie per le supplenze: a oggi circa una settantina hanno fatto ricorso, con il patrocinio dei sindacati, al Tar del Lazio per l’inserimento nelle graduatorie a esaurimento (Gae) e hanno già avuto sentenza favorevole. Senza dimenticare i docenti precari esclusi dal piano di assunzione straordinario che hanno fatto Pas, Tfa o scienze della formazione, che proprio in questi giorni hanno presentato a loro volta ricorso. Circa una trentina in Brianza, come racconta Francesco Napoli, precario da dieci anni: «Dopo tanto tempo sono tornato sui banchi per il Pas, sperando mi aiutasse a entrare in graduatoria. La riforma però ci ha esclusi».

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Come sottolinea Lidia Perfetti docente di lettere e precaria da dieci anni: « Ho studiato prendendo anche l’abilitazione mi auguro che il ricorso abbia successo. Sono anni che lavoro, ogni anno cambio scuola, la continuità è venuta meno soprattutto per i ragazzi. C’è l’ansia del primo settembre. Prendere l’abilitazione è costata sacrifici, tempo, denaro e a livello professionale perché ho mantenuto un part time per mantenere il mio punteggio. Ora dobbiamo far valere i nostri diritti».

Queste testimonianze raccontano come sia la vita del precario, quali situazioni di sconforto si debbano superare, come conclude De Benedictis: «La Buona scuola non ha risolto il problema del precariato, anzi. Se pensiamo che poi noi avremo la metà del personale di cui abbiamo bisogno siamo ancora più allibiti».

Docente in cerca di residenza? Ora e sempre accoglienza. La Flc Cgil Sunia, sindacato unitario nazionale inquilini, Asppi, associazione piccoli proprietari, hanno stipulato una convenzione, riservata agli iscritti Flc Cgil per aiutarli a trovare un alloggio adeguato. Tutte le informazioni nella sede Cgil.