Torna l’esercito a Monza: «A settembre faremo richiesta ufficiale al prefetto»
L’esercito presidia il centro di Monza

Torna l’esercito a Monza: «A settembre faremo richiesta ufficiale al prefetto»

L’esercito torna in città. Succederà dopo l’estate, non appena la nuova giunta di centrodestra incontrerà il prefetto Giovanna Vilasi per fare ufficialmente richiesta di un nuovo contingente di militari.

L’esercito torna in città. Succederà dopo l’estate, non appena la nuova giunta di centrodestra incontrerà il prefetto Giovanna Vilasi per fare ufficialmente richiesta di un nuovo contingente di militari: come già accaduto in occasione di Expo Milano 2015 e all’indomani dell’attentato alla redazione parigina di Charlie Hebdo, sarà messo a disposizione dall’esercito italiano nell’ambito dell’operazione “Strade sicure”.

«Faceva parte del nostro programma elettorale - ha commentato l’assessore alla Sicurezza Federico Arena - E non vediamo l’ora di mantenere e realizzare anche questa promessa, fatta alla cittadinanza durante la campagna elettorale». A Sesto San Giovanni, l’ex Stalingrado d’Italia, una pattuglia per la vigilanza dinamica, attiva 24 ore su 24 e sette giorni su sette, è arrivata nei giorni scorsi e si è fatta subito notare: ne ha fatto richiesta il nuovo sindaco di Forza Italia Roberto Di Stefano, eletto durante la stessa tornata elettorale che ha dato a Dario Allevi le chiavi della città. Monza, quindi, non sarà da meno: anche se ora è troppo presto per pensare al numero di soldati che arriveranno in città e al periodo di tempo per cui presteranno servizio.

«Subito dopo l’estate - ha precisato Arena - prenderemo accordi: speriamo che i militari arrivino al più presto. Ce n’è bisogno, più che mai: con le nostre forze dell’ordine così tanto sotto organico, il sostegno dei militari sarà fondamentale».

Soprattutto nelle zone “più calde” della città, in primis la stazione e i boschetti reali, su cui tanti sforzi della nuova giunta si stanno concentrando, e per continuare magari le operazioni di sgombero nelle aree dismesse della città e nei diversi accampamenti nomadi abusivi.

L’esercito era stato di stanza a Monza nel 2015, per oltre sei mesi: dal 30 marzo al 30 novembre aveva tenuto sotto stretta sorveglianza i “punti sensibili” della città. Inviati all’epoca una trentina di militari provenienti da Raggruppamento Lombardia della caserma Santa Barbara di via Perrucchetti, a Milano: si era trattata di un’iniziativa ideata dai ministeri dell’Interno e della Difesa per promuovere la collaborazione tra esercito e forze dell’ordine per incrementare la percezione del livello di sicurezza dei cittadini e per scoraggiare la microcriminalità. E proprio su questi due punti si continuerà a battere: i pattugliamenti dovrebbero, infatti, dissuadere ladri d’appartamento e piccoli rapinatori. I reati cosiddetti minori, del resto, sono quelli che colpiscono più direttamente di altri la popolazione.

All’ordine del giorno, nel programma di mandato della nuova giunta, al via anche l’istituzione del controllo del vicinato, il ripristino del poliziotto di quartiere con l’agenda del presidio e l’introduzione delle pattuglie “volanti”, ovvero di droni per il controllo del territorio.

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