Cartelli anti ’ndrangheta, il sindaco di Locri scrive a Scanagatti: «Parla senza conoscere»

È polemica a distanza tra il sindaco di Monza e presidente dell’Anci Lombardia Roberto Scanagatti e l’omologo di Locri, il primo cittadino Giovanni Calabrese, dopo la decisione della giunta calabrese di rifiutare l’installazione di cartelli che dicono no alla ‘ndrangheta.
Il sindaco di Monza e presidente Anci Lombardia, Roberto Scanagatti
Il sindaco di Monza e presidente Anci Lombardia, Roberto Scanagatti

È polemica a distanza tra il sindaco di Monza e presidente dell’Anci Lombardia Roberto Scanagatti e l’omologo di Locri, il primo cittadino Giovanni Calabrese dopo la decisione della giunta calabrese di rifiutare l’installazione di cartelli che dicono no alla ‘ndrangheta. Scanagatti nei giorni scorsi si era detto: «Stupito e amareggiato». «Lo dico da Sindaco, oltre che da presidente di Anci Lombardia. Per sconfiggere e mettere nell’angolo la criminalità i gesti simbolici, lungi dall’essere inutili e ridicoli, servono eccome». Scanagatti ha citato l’albero di Falcone e Borsellino, a Palermo.

«Come presidente di Anci Lombardia, – aveva detto Scanagatti – ho aderito alla proposta di Klaus Davi di collocare cartelli contro la ‘ndrangheta a Trezzano sul Naviglio, comune che – purtroppo in numerosa compagnia anche in Lombardia e al Nord – ha dovuto fare pesantemente i conti con le infiltrazioni e il malaffare. Un’azione certo simbolica, ma che ha permesso e permette di ribadire al sindaco di quel che comune che lui e tutte le persone per bene non sono sole nella volontà di reagire, nella loro voglia di normalità e legalità».

«Posso comprendere – aveva concluso – che in certe zone del nostro Paese prendere posizione contro i poteri mafiosi sia più difficile che altrove e che perfino commentare al bar o in piazza la collocazione di un semplice cartello che dice no alla ‘ndrangheta, risulti essere un’azione straordinaria. Ma tutti abbiamo il dovere, i rappresentanti delle istituzioni e i sindaci per primi, di fare coraggio alle proprie comunità. Non possiamo guardare da un’altra parte».

LA LETTERA

Puntuale è arrivata la risposta del sindaco di Locri che a Scanagatti ha scritto una lunga lettera.

«Gentilissimo Sindaco di Monza/Presidente Anci Lombardia, apprendo dagli organi di stampa e non attraverso i corretti canali di comunicazione istituzionali, di una Sua presa di posizione in merito alla determinazione della Città di Locri di non aderire all’iniziativa di Anci Lombardia e del massmediologo Klaus Davi finalizzata ad installare dei cartelli anti ‘ndrangheta in alcuni comuni della forte presenza delle potenti cosche calabresi nel nord e nel sud Italia.

Indipendentemente dalle polemiche scaturite con il consulente di Anci Lombardia ed ideologo dell’iniziativa, Klaus Davi, e con il Vicepresidente della Commissione Nazionale Antimafia, On.le Claudio Fava, con i quali avremo modo di chiarirci nelle competenti sedi giudiziarie per le offensive dichiarazioni nei confronti del sottoscritto e della comunità che rappresento, mi vedo costretto ad intervenire per meglio esplicitare il mio pensiero quale cittadino e Sindaco della Città di Locri.

Non le nascondo che trovo inopportuno e fuori luogo la similitudine tra anonimi cartelli stradali e “l’albero di Falcone e Borsellino”, che hanno pagato con la propria vita il loro impegno istituzionale contro le mafie, e quindi veri simboli della lotta alla criminalità. Proprio quell’albero rappresenta la presa di coscienza e la contestuale rivolta spontanea dei cittadini palermitani ed italiani contro il potere criminale.

In merito ai cartelli stradali Le confermo la mia convinzione nel ribadire il NO ad un’iniziativa per la quale in ogni caso nessuno mi ha coinvolto per un dialogo e confronto preventivo. Lei fa bene a sostenere l’iniziativa dei comuni che rappresenta, data la dilagante avanzata in terra lombarda delle cosche che hanno come riferimento la ‘ndrangheta; più che condivisibile la preoccupazione del Sindaco di Trezzano sul Naviglio, che sostiene “la volontà di reagire, la voglia di normalità e legalità”. Tutto ciò ci accomuna e le vostre preoccupazione le comprendiamo bene essendo il nostro un territorio militarmente occupato dalla ‘ndrangheta fino alla reazione potente dello Stato che con diverse operazioni e con una presenza asfissiante, ha messo in ginocchio le cosche e ridato fiducia ai cittadini che prima vivevano in una sorta di sudditanza psicologica davanti al potere dei boss e delle loro famiglie.

Circa il concetto da Lei espresso nella Sua nota stampa, che immagino rappresenti la Sua più elevata iniziativa di contrasto alle mafie dove afferma: “Posso comprendere che in certe zone del nostro Paese prendere posizione contro i poteri mafiosi sia più difficile che altrove e che perfino commentare al bar o in piazza la collocazione di un semplice cartello che dice no alla ‘ndrangheta, risulti essere un’azione straordinaria. Ma tutti abbiamo il dovere, i rappresentanti delle istituzioni e i sindaci per primi, di fare coraggio alle proprie comunità. Non possiamo guardare da un’altra parte perché ci farebbe arretrare, anzitutto dai buoni risultati che sul contrasto alle mafie stiamo comunque registrando. Non voglio dimenticare infine come il miglior antidoto contro tutte le mafie sia il giusto lavoro per tutti”.

Le posso garantire che né il sottoscritto, né gli attuali amministratori, né quelli che mi hanno preceduto, indipendentemente dalla collocazione politica e partitica, hanno mai avuto dubbi da quale parte stare. Locri è governata da persone oneste che non hanno alcun timore nel far installare un cartello stradale contro la ‘ndrangheta, né possono considerarla come un’azione straordinaria. Tale Sua affermazione dimostra la scarsa conoscenza della nostra realtà. Le allego per opportuna conoscenza, sperando che abbia voglia di leggerla, la lettera formale inviata al Presidente della Commissione Antimafia, On.le Bindi, dalla quale potrà rendersi conto delle iniziative reali e concrete promosse dal sottoscritto e dall’Amministrazione Comunale quali azioni ostili e di contrasto alla criminalità organizzata ed alle cosche presenti in Città.

Da questa attenta lettura si renderà conto che NOI siamo andati oltre i “cartelli stradali”, ritenendoli oggi inutili e demagogici per la nostra realtà; e lo abbiamo fatto senza timore, ma, soprattutto, con la convinzione che il male si sconfigge solo stando dall’altra parte. La ‘ndrangheta e le mafie devono essere ISOLATE. Contro il potere mafioso serve ben altro. Non bastano i cartelli stradali, servono altre importanti ed incisive politiche di sensibilizzazione per contrastare tali forze negative. Vanno stroncate sul nascere tutte le iniziative sospette di possibile malaffare attraverso doverose segnalazioni alle competenti Autorità. Per isolare il potere criminale serve l’aiuto di tutti: Sindaci, amministratori, Forze dell’Ordine, Istituzioni scolastiche e religiose, sindacati, agenzie educative e rappresentanze delle categorie produttive. Solo da un’azione sinergica di tutti questi attori si può pensare di isolare i criminali e le loro ambizioni di conquista, combattendo ogni forma di cultura mafiosa.

Noi a Locri siamo stati per anni sotto il loro dominio; abbiamo sofferto; molti cittadini hanno pagato con la propria vita per essersi opposti a tale potere criminale; ed oggi, grazie a tale sacrificio umano (vero simbolo di libertà e non di propaganda) e ad una forte presenza dello Stato e delle Istituzioni, ci sentiamo più forti e non sudditi della cultura e della mentalità mafiosa. Vorremmo cercare di cancellare tutte quelle brutalità e cattiverie mafiose che hanno infangato il nome di un popolo e segnato in modo negativo ed indelebile la Sua storia. Li metteremo anche noi i cartelli stradali contro la ‘ndrangheta!!! I nostri cartelli stradali ricorderanno però le vittorie dello Stato, le importanti operazioni delle Forze dell’Ordine e la confisca dei beni; ma, soprattutto, i nostri cartelli parleranno di CULTURA, di quella cultura avversata dai mafiosi, la cultura di un popolo che, anche se con fatica, è riuscito a staccarsi dall’opprimente sudditanza verso il potere criminale, e che oggi crede nello Stato, e guarda con fiducia ad un futuro diverso rispetto ad un negativo e drammatico passato.

Oggi il nostro popolo non può e non deve essere criminalizzato con iniziative demagogiche ed inconsistenti, ma deve essere aiutato e sostenuto con iniziative tese a consolidare quel percorso virtuoso di isolamento del potere criminale impensabile fino a qualche anno fa. Indipendentemente da incomprensioni e punti di vista differenti, Le rivolgo l’invito a voler visitare Locri e la Locride, con l’obiettivo di costruire insieme un percorso comune per contrastare l’arroganza e gli appetiti delle forze criminali e di quelle forze occulte che spesso fiancheggiano tale potere. L’occasione è gradita per inviare Suo tramite, un abbraccio a tutti i calabresi onesti e laboriosi che hanno trovato ospitalità ed accoglienza nella Città da Lei rappresentata e in tanti altri comuni della Lombardia e del nord Italia»