Biassono, sospeso il comandante dei vigili vestito da nazista: rischia il licenziamento

Biassono, sospeso il comandante dei vigili vestito da nazista: rischia il licenziamento

È stato sospeso dal sindaco il comandante della polizia locale di Biassono salito agli onori delle cronache per una foto in divisa da nazista. E ora la posizione di Giorgio Piacentini è al vaglio della Prefettura per provvedimenti che potrebbero portare alla rimozione dall’incarico e anche al licenziamento. La proposta dell’Aned: “ Porti il gonfalone di Biassono a Mauthausen”.

È stato sospeso il comandante della polizia locale di Biassono salito agli onori delle cronache per una foto in divisa da nazista. E ora la posizione di Giorgio Piacentini è al vaglio della Prefettura per provvedimenti che potrebbero portare alla rimozione dall’incarico e anche al licenziamento. Intanto è stato sospeso dal sindaco Luciano Casiraghi.

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Il caso è scoppiato nel fine settimana dell’epifania, quando il comandante ha pubblicato su facebook una sua foto con l’uniforme ufficiale delle SS tedesche e un paio di commenti poco ortodossi. Tra cui “Basterebbe una compagnia di questi per sistemare alcune cose”. Giustificandosi a polverone sollevato: “Sono un appassionato di rievocazioni storiche”.

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Immediata la reazione della politica locale e delle associazioni nazionali: Alberto Caspani della Lista per Biassono ne aveva richiesto le “dimissioni subito”. Condanna anche dell’Anpi di Biassono che ha chiesto «al sindaco e alla giunta di intervenire tempestivamente a sanzionare iniziative che si pongono in aperto contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione repubblicana».

L’intervento del sindaco era stato chiesto anche dalla Cgil di Monza e Brianza. «Biassono è un comune difficile. L’anno scorso abbiamo vinto un articolo 28: il giudice ci ha dato ragione sull’illegittimità degli atti dell’amministrazione che ci escludeva dai tavoli. Nel 2014 c’era pure stato il balletto in mutande di agenti della polizia locale, con la pistola in cinta. Che ora lo stesso capo dei vigili urbani indossi una divisa nazista, posti la foto su facebook e con frasi fuori luogo, è inaccettabile. Chiediamo al sindaco un intervento che sia da esempio», hanno commentato Tania Goldonetto, Fp Cgil Monza e Brianza, e l’associazione territoriale ricordando che “l’apologia di fascismo è reato”.

Dura condanna dell’Aned, l’associazione nazionale ex deportati, con due scenari per voce del presidente Dario Venegoni: “1- Piacentini crede in quello che scrive. E allora gli va ricordato che l’apologia del fascismo e del nazismo è reato: il sindaco di Biassono avrebbe il dovere di denunciarlo. 2- Piacentini pensa che sia lecito scherzare su un simile argomento, e allora si dimostra un cinico irresponsabile: sai come si è divertita alle sue “boutade” Milena Bracesco per restare in Brianza, che è figlia di un partigiano deportato a Mauthausen nonostante l’amputazione di una gamba, e trucidato dalle SS ad Hartheim. E chissà come hanno riso i familiari delle altre decine di deportati brianzoli uccisi a loro volta nei Lager nazisti, per i quali quella testa di morto è stata l’ultima immagine di tutta la vita. Io, come figlio di due deportati, non solo non mi diverto, ma trovo ripugnanti queste battute, indegne di un dipendente della Repubblica, tanto più se investito di responsabilità di polizia locale. Nel prossimo maggio l’ANED di Sesto San Giovanni e Monza porterà nuovamente centinaia di ragazzi in visita a Mauthausen. Il signor Piacentini potrà accompagnarli, magari portando il gonfalone di Biassono, se la Giunta deciderà, come speriamo, di inviarlo alla celebrazione internazionale dell’anniversario della liberazione del campo.

E per un po’ gli si trovi un altro impiego, avendo disonorato la divisa di servitore della Repubblica che il Comune di Biassono gli ha affidato”.

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