Nova Milanese: il premio Bugatti Segantini va a Claudio Palmieri, l’artista che fa suonare le sculture
Da sinistra: Alessandro Savelli, l'assessore Irene Zappalà, Claudio Palmieri, il sindaco Fabrizio Pagani, Luigi Rossi, Flaminio Gualdoni, Franco Marrocco (Foto by Giusy Taglia)

Nova Milanese: il premio Bugatti Segantini va a Claudio Palmieri, l’artista che fa suonare le sculture

Sabato pomeriggio a Nova Milanese la cerimonia in presenza del 62esimo premio Bugatti Segantini assegnato a Claudio Palmieri, l’artista che fa suonare le sculture.

È stato assegnato a Claudio Palmieri, l’artista che fa suonare le sculture, il 62esimo premio Bugatti Segantini. Un premio storico voluto da maestro Vittorio Viviani a cui è intitolata la Libera Accademia di Pittura organizzatrice dell’evento con il patrocinio del Comune di Nova Milanese e il supporto della Fondazione Rossi. Sabato 12 giugno, nel pomeriggio, in presenza, all’aperto, nel cortile del centro di Cultura Villa Brivio, l’inaugurazione del premio alla presenza dell’artista assegnatario del premio alla carriera e scelto dal comitato scientifico. Presenti il sindaco Fabrizio Pagani e l’assessore alla cultura Irene Zappalà, il direttore dell’Accademia Alessandro Savelli, il presidente Luigi Rossi, il curatore Flaminio Gualdoni e Franco Marrocco già curatore in passato.

Claudio Palmieri

Claudio Palmieri
(Foto by Giusy Taglia)

«Siamo molto contenti di essere riusciti ad organizzare il premio in presenza nel periodo che da sempre lo caratterizza – ha sottolineato il presidente dell’Accademia, Rossi – Un premio che ha radici profonde ma che, allo stesso tempo ha vissuto evoluzioni fino all’ultimo periodo che stiamo vivendo».

Un tempo a cadenza biennale il premio Segantini, di disegno, dedicato al pittore delle montagne e della luce Giovanni Segantini, si alternava con il più tradizionale premio di pittura intitolato invece a Bice Bugatti, la sua compagna di sempre, che, pare, come confermano diverse ricerche, fosse originaria proprio di Nova.

La scomparsa di Viviani il 21 giugno del 1998 fu un duro colpo, ma l’Accademia andò avanti grazie ai fedeli collaboratori di Viviani a partire da Amina Redaelli e Corrado Mauri. Quindi l’avvento di Luigi Rossi con Savelli direttore e l’evoluzione del premio che ha assunto una veste sempre più internazionale grazie ai progetti con associazioni sudamericane. La pandemia ha frenato questo ultimi aspetti. Ma il premio c’è. Resiste e si rinnova. L’artista prescelto quest’anno è la conferma di un’evoluzione che va verso la poliedricità e la fusione delle arti.

Palmieri, infatti, è uno sperimentatore a tutto campo, noto anche per l’uso “creativo” delle sue sculture in metallo.
«La contaminazione è l’essenza di quest’epoca, nel bene e nel male» ha sottolineato Palmieri. Nelle sale di villa Brivio è allestita una personale dell’artista che ne ripercorre le tappe principali a partire dal 1986.

Presso la Casa delle Arti e dei mestieri, sede della Lap, in via Roma, è invece visitabile la Collezione del Premio, che espone oltre 80 opere.


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