Rugby Monza: l’esperienza unica in carcere è già pronta per ripartire
MONZA CARCERE VIA SANQUIRICO ALLENAMENTO SQUADRA RUGBY (Foto by Fabrizio Radaelli)

Rugby Monza: l’esperienza unica in carcere è già pronta per ripartire

L’ottava edizione del progetto Rugby oltre le sbarre è in archivio, ma per il Rugby Monza l’appuntamento è già fissato per settembre. Quando la palla ovale rientrerà in via Sanquirico: «Questa è una esperienza unica».

Qui non hanno paura di buttarsi nella mischia e di incassare anche qualche colpo proibito. E pure se c’è da andare controcorrente, non indietreggiano di un passo. Anzi. Perché al Rugby Monza fare sport significa soprattutto includere. Senza ipocrisia e senza timore.

Roberta Perego, responsabile del progetto

Roberta Perego, responsabile del progetto

Lo può confermare Roberta Perego, responsabile del progetto Rugby in carcere, assistente sociale di professione. L’ ottava edizione di questa iniziativa è andata in archivio nei giorni scorsi, con una partita a ranghi misti disputata nella stessa casa circondariale di via Sanquirico. La sfida ha costituito il capolinea di un percorso avviato con una serie di lezioni di avvicinamento al rugby tenute da un tecnico della società biancorossa. Un compito che da due anni è affidato a Alessandro Casati, giocatore della formazione Old. Gli aspiranti rugbisti erano una decina.

«Da parte della direzione – spiega Roberta Perego – c’è sempre ovviamente stata la massima disponibilità. Il nostro referente in carcere è l’educatore Elia Fagnani. Uno degli obiettivi è quello di coinvolgere un numero sempre maggiore di neo rugbisti. Potremmo così costituire una formazione stabile. Ma non è un’impresa facile».

Il Rugby Monza, comunque, non sta affrontando questa partita da solo. Anzi. La stessa Federazione Italiana Rugby ha definito uno specifico protocollo sul progetto «Il Rugby oltre le sbarre». A conferma che lo sport può essere considerato un mezzo di reinserimento sociale, una maniera per far andare finalmente in meta chi è stato il protagonista di una storia sbagliata.

«La partita – specifica Roberta – è stata un momento di divertimento e di aggregazione. Il bilancio, insomma, è positivo. Ma ti accorgi anche che la prossima volta potrai migliorare sotto qualche aspetto». Una specie di impegno preso per la prossima stagione.
«A settembre – aggiunge Roberta - si riparte con questo progetto. Cercheremo di allestire una squadra più numerosa e di coinvolgere un maggior numero di nostri tesserati. C’è chi è venuto in carcere per giocare e poi ha chiesto più informazioni per darci una mano. Questa è un’esperienza unica: chi prende parte a questa iniziativa se ne rende subito conto».


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