Il Gp di Monza ai tempi del terrorismo: metal detector all’ingresso
Monza Autodromo Gran premio d Italia 2016, Kimi Raikkonen all ingresso della conferenza stampa (Foto by Fabrizio Radaelli)

Il Gp di Monza ai tempi del terrorismo: metal detector all’ingresso

Sorveglianza rafforzata per il Gp di Formula 1 a Monza: controlli più severi all’ingresso, code un po’ più lunghe, metal detector per passare. Capelli: «Qualche rallentamento ci sarà, ma sarà per il bene di tutti».

Stessa spiaggia, stesso mare. O stesso marciapiede. Nell’anno dei maggiori controlli, dei metal detector e degli accessi a rilento, in nome di una giusta attenzione alla sicurezza, Monza ritrova la familiarità degli stessi volti che ogni anno, come il coro dell’Antoniano, intonano il ritornello del “compro biglietti”. Ma la sfida al bagarinaggio, che negli ultimi due anni ha segnato un due fisso in favore dei bigliettari in trasferta, quest’anno passa in secondo piano. Come annunciato dal presidente dell’Automobile club Milano, Ivan Capelli, la situazione “particolarmente complessa a livello mondiale”, impone un innalzamento degli standard di prevenzione.

Un test aggiuntivo per Monza, in una tre giorni che si annuncia con numeri in aumento al botteghino e che già nella mattinata di venerdì ha segnato la consueta congestione di traffico per l’accesso al Parco. E, più in generale, a Monza. “Qualche rallentamento ci sarà, ma sarà per il bene di tutti”, ha spiegato Capelli. “Sono presenti nuove procedure che prevedono il controllo al metal detector anche degli appassionati che vengono in pista. Una procedura nuova per Monza, ma non per altri Gp. Ad Abu Dhabi, per esempio, si controllano anche le vetture che entrano in pista. E ora anche noi ci adegueremo”.


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