Via al processo Malaspina, obiettivo trasferimento da Monza
Monza Guardia di Finanza, operazione Domus Aurea

Via al processo Malaspina, obiettivo trasferimento da Monza

Si è aperto a Monza il processo Malaspina e la difesa punta a trasferirlo a Milano. Tra le accuse associazione a delinquere e bancarotta fraudolenta.

«Via da Monza il processo Malaspina». Le difese ci riprovano e chiedono al tribunale che il maxi procedimento dell’inchiesta Domus Aurea vada al tribunale di Milano, sollevando nel corso della prima udienza del processo dibattimentale la stessa eccezione avanzata davanti al gup (che aveva respinto). La decisione del tribunale collegiale monzese è attesa per mercoledì 23 gennaio.

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Una quindicina gli imputati, mentre altri 21 hanno scelto il rito abbreviato. Secondo gli avvocati difensori del 64enne arcorese Giuseppe Malaspina, costruttore una volta a capo di un colosso imprenditoriale, la competenza è del tribunale di Milano perché è in quel territorio che è avvenuto il primo presunto reato di bancarotta fraudolenta, quello relativo al fallimento del Gruppo Edile Cardano, dichiarato dai giudici del capoluogo lombardo. Tesi osteggiata dalla procura brianzola, che contesta reati di associazione a delinquere, bancarotta, riciclaggio. Indagine che quest’anno ha portato ad una serie di arresti, travolgendo una serie di professionisti e ‘colletti bianchi’ residenti soprattutto nel vimercatese.

Le accuse riguardano “attività di fatturazione per operazioni inesistenti per 95 milioni di euro”. Le società del gruppo sarebbero state spogliate dei loro patrimoni, lasciando solo i debiti, trasferendo il patrimonio nelle ditte cassaforte. La procura contesta anche l’accusa di associazione a delinquere, reato che il gip Federica Centonze, pur riconoscendo in generale la validità dell’impianto accusatorio della procura, e concedendo a primavera le misure cautelari, non aveva ritenuto sussistente.

All’operazione ‘Domus Aurea’, si è arrivati grazie all’esposto presentato da membri della lista ‘Correzzana Viva’ contro il sindaco Mario Corbetta, indagato per corruzione per i suoi rapporti con Malaspina ma salvato dalla prescrizione. La svolta all’indagine la diede il blitz alla sede della Ideo di Vimercate, avvenuto ai primi di novembre 2015. All’epoca i finanzieri sorpresero gli impiegati che stavano facendo sparire un camion intero di faldoni. Qualcuno, rimasto ignoto, aveva avvisato prima che ci sarebbe stata una perquisizione.


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