Vecchi tram Atm: un comitato di Desio nel vuole uno per il suo quartiere
Uno dei tram storici sulle linee brianzole

Vecchi tram Atm: un comitato di Desio nel vuole uno per il suo quartiere

Il Comitato San Vincenzo-Spaccone di Desio propone ad Atm di salvare almeno uno dei tram destinati alla demolizione per farne un “monumento” urbano nel quartiere.

La città si muove per salvare i vecchi tram del deposito Atm di Desio che l’Azienda di trasporti milanese ha messo all’asta per la demolizione. È il Comitato di quartiere San Vincenzo-Spaccone a farsi avanti: in calendario ha un abboccamento con Atm per studiare la fattibilità dell’acquisto di una vecchia carrozza.

«Riteniamo - spiegano dal comitato - che starebbe benissimo all’interno del dal poco riqualificato parco “Mauri”. Sarebbe un’opera di abbellimento esemplare. Come comitato, ovviamente, non abbiamo soldi da spendere. Ma ci interesseremo con Atm per capire quale possa essere la strada migliore da percorrere affinché questa soluzione, che per il momento rimane solo un’idea, possa diventare realtà». Il consiglio direttivo del comitato di quartiere ha già dato via libera all’esplorazione con Atm della fattibilità e della sostenibilità economica del progetto.

È infatti una sorta di conto alla rovescia quello che attende i vecchi tram di tutte le linee utilizzati sino ad alcuni decenni fa sulla vasta rete tranviaria extraurbana milanese, sistemati nell’ex deposito di Desio ed al quale Atm ha concesso un’ultima occasione, rinviando di un mese il bando che prevede la loro demolizione salvo per gli esemplari che troveranno altra collocazione. In altre parole, se non si vuol far si che non siano servite a nulla le quasi 48mila firme raccolte dalla petizione on-line sul sito change.org contro l’ipotesi della distruzione di un patrimonio della storia dei trasporti di Milano e Brianza, così come l’autorevole appello del Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Monza e Brianza nonché le interrogazioni in Consiglio regionale, ora serve un segnale forte del territorio ed in particolare della Brianza dove molti di questi tram hanno svolto servizio per decenni.

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Scade il 24 ottobre il termine per chiedere ad Atm di visionare i tram, individuando quindi quelli che possono scampare la fiamma ossidrica per acquisirli e farli rinascere a nuova vita, ad esempio come “bistrot” ovvero diventare musei di sé stessi in qualche spazio di aziende o privati particolarmente illuminati e sensibili al loro valore storico. Quello poi sarebbe il primo passo di una trattativa con la proprietà, leggasi Atm, che dovrà prevedere anche tempi e costi per la movimentazione di questi tram che devono essere trasportati su carrelli stradali (che Atm ha) per raggiungere le loro nuove mete.

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È una sfida più complicata il discorso del museo così come quello di preservare uno o più tram storici dove è indispensabile una volontà politica forte del Comune di Milano e della Regione Lombardia ma in sintonia con la stessa Atm, per preservare i mezzi più preziosi, posizionandoli temporaneamente in qualche rimessa tranviaria milanese Atm, per costituire il primo passo di un progetto di medio termine, ovvero dotare Milano di un museo dei trasporti pubblici.


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