Desio, Atm vuole demolire 42 vecchi tram abbandonati nel deposito: «Sono pezzi di storia, salviamoli»
Vecchi tram delle linee di trasporto milanesi verso la Brianza

Desio, Atm vuole demolire 42 vecchi tram abbandonati nel deposito: «Sono pezzi di storia, salviamoli»

Ha raggiunto quasi le 5mila firme la petizione online su change.org dove si chiede ad ATM Milano di salvare una serie di tram storici: si tratta di 42 carrozze, molte degli anni Venti e Trenta, che si trovano da anni nel deposito di Desio. E qualcuno lancia l’idea di istituire un museo.

Giacciono da esattamente 17 anni (la linea è stata chiusa nel settembre 2011). Sono i 42 tram “prigionieri” del deposito Atm di Desio, finiti da tempo nell’oblio, diventati moderni cetacei di ferro e legno abbandonati in un ampia area dismessa della Brianza ma testimoni di un’epoca gloriosa per i trasporti pubblici. Ora il proprietario ora vuole disfarsi di loro, evidentemente per riuscire a vendere, prima o poi, l’intero comparto. Ma c’è chi si oppone a questa decisione e chiede all’azienda di trasporti meneghina di tornare, almeno parzialmente, sulla propria decisione

Ha raggiunto quasi le 5mila firme la petizione online su change.org (per firmare, basta cliccare qui) promossa da qualche giorno da un gruppo di persone per chiedere ad Atm di non demolire i tram interurbani. Si tratta di un gruppo di appassionati di trasporti, cultori di storia milanese, semplici cittadini convinti che <motrici e rimorchi conservate in Brianza siano un patrimonio da non perdere e un pezzo della storia milanese da tutelare> spiegano nella lettera di presentazione dell’iniziativa inviata ai media

Uno dei tram fermi a Desio

Uno dei tram fermi a Desio


In totale si tratta di 42 tram, molti risalenti agli anni Venti e Trenta del Novecento: si tratta dei vecchi “gambadelegn” che collegavano Milano alla provincia, da Abbiategrasso a Vimercate, da Limbiate all’Adda. «Esemplari ormai unici, rappresentativi dei progressi della scienza e della tecnica di quel periodo» spiegano i promotori della raccolta firme. «Come la “Littorina” 114 che nel 1935 raggiunse la velocità record di 80 km/h sulla linea da Monza a Milano - percorsa in 15 minuti - stabilendo il primato di velocità italiano e contribuendo a dare lustro all’industria italiana del periodo. Ma anche dal punto di vista estetico, con le loro linee “belle epoque”, questi mezzi sono evocativi di un’era ormai scomparsa». I tram “interurbani” oggi a rischio di demolizione hanno vissuto anche fasi centrali della storia milanese: hanno trasportato ogni giorno migliaia di operai verso le industrie di viale Monza, Fulvio Testi e Sesto San Giovanni, ma sono serviti anche a far “sfollare” i milanesi che nel ’43-44 fuggivano dai bombardamenti degli Alleati.

Una foto storica: il tram attraversa Varedo

Una foto storica: il tram attraversa Varedo


Il bando di vendita di Atm scade al 18 ottobre e una delle condizioni impone la demolizione completa a chi acquisterà i veicoli Si tratta di una d’appalto con base d’asta di partenza di 1,2 milioni di euro e riguarda sia l’eliminazione delle 42 vetture presenti a Desio, sia la rimozione di tutto l’amianto presente nel vecchio deposito Atm. L’Azienda di trasporti milanese si aspetta anche di guadagnare qualche soldo dalla vendita dei vecchie tram, poco meno di 250mila euro (frutto della moltiplicazione tra la massa complessiva di tutti i rotabili pari a 885.900 kg per il prezzo di vendita medio del ferro sul mercato pari a 0,28 euro il kg. Soldi che andranno ad abbassare la cifra da versare al vincitore della gara d’appalto.

La “Littorina” 114 che nel 1935 raggiunse la velocità record di 80 km/h sulla linea da Monza a Milano

La “Littorina” 114 che nel 1935 raggiunse la velocità record di 80 km/h sulla linea da Monza a Milano


«Nessuno pretende che vengano salvati tutti – spiega Paolo Zanin, autore di un bel volume sui tram in Brianza e uno degli attivisti dell’iniziativa -. Ma qualcosa bisogna fare. Ci sono poco meno di una decina di mezzi che è doveroso salvare. Degli altri mezzi ci sono ormai solo carcasse vandalizzate, ma quelle all’interno dei capannoni sono in buonissimo stato. Abbiamo avanzato ad Atm la proposta di iniziare un percorso per arrivare all’istituzione di un museo ma non ci ha mai dato retta».Per questo appassionati e semplici cittadini chiedono che venga almeno modificato per consentire - anche in caso di vendita da parte di Atm - che i vecchi tram siano salvati. Magari mettendoli da parte in attesa di un Museo dei Trasporti che a Milano ancora manca, a differenza di altre metropoli europee come Londra, Berlino o Lisbona, per citare un’altra città dove il tram è elemento fondamentale del paesaggio urbano.I mezzi di trasporto di età superiore a 75 anni sono tutelati dalla Legge (a partire dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio) e per questo - in parallelo alla petizione lanciata sulla piattaforma change.org - è stata fatta segnalazione anche alla Soprintendenza ai Beni Culturali.


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